Dl Ucraina bis, la salute è un asset strategico e il Governo lo difende con poteri speciali

Pubblicato il: 22 Marzo 2022|

Entra oggi in vigore, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il decreto legislativo Ucraina bis, varato lo scorso 18 marzo dal Consiglio dei ministri per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi umanitaria ed economica provocata dalla guerra Russia-Ucraina.

Le novità del DL

Tra le novità che riguardano il settore sanitario c’è lo stanziamento di oltre mezzo miliardo di euro per l’accoglienza e l’assistenza dei profughi ucraini che arrivano in Italia, la possibilità per medici e professionisti sanitari che arrivano nel nostro Paese di esercitare la professione, ma anche la ridefinizione dei poteri speciali dello Stato nei settori di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 21 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 56 del 2012, includendo anche il settore della salute tra quelli tutelati.

Salute è un asset strategico

Nello specifico, l’ultimo punto estende al settore della salute, oltre a quello delle comunicazioni, dell’energia, dei trasporti, agroalimentare e finanziario, creditizio e assicurativo, l’obbligo di notifica degli acquisti, a qualsiasi titolo, di partecipazioni da parte di soggetti appartenenti all’Unione europea (compresi quelli residenti in Italia) di rilevanza tale da determinare l’insediamento stabile dell’acquirente in ragione dell’assunzione del controllo della società la cui partecipazione è oggetto dell’acquisto, ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile e del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. In poche parole, la salute rientra tra gli asset considerati strategici per il nostro Paese e per i quali sono richiesti poteri speciali di controllo sugli investimenti.

Fondo emergenze nazionali

Il Fondo per le emergenze nazionali avrà 380 milioni di euro gestiti dalla Protezione civile tramite ordinanze non ancora pubblicate, che saranno destinati per il 2022 all’accoglienza. In particolare, il Contributo di autonoma sistemazione (Cas) che copre le spese d’affitto dei profughi e riguarda fino a 60mila persone per una durata massima di 90 giorni (poi andrà rifinanziato); e l’accoglienza diffusa, che riguarda fino a 15mila persone ospitate attraverso il Terzo settore, istituti religiosi e famiglie. Il ministero dell’Interno riceverà risorse ulteriori per sette milioni e mezzo di euro nel 2022 finalizzate “all’attivazione, alla locazione e alla gestione dei centri di accoglienza”. Un ulteriore stanziamento di 152 milioni per il 2022 è destinato alle Regioni e province autonome per coprire un contributo forfetario (ancora da quantificare) per l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, per un massimo di 100mila profughi.

Sanitari ucraini in italia

E infine per i sanitari ucraini, si prevede che, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto e fino al 4 marzo 2023, è consentito l’esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario ai professionisti cittadini residenti in Ucraina, prima del 24 febbraio 2022, che intendono esercitare nel territorio nazionale, presso strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private, in base a una qualifica professionale conseguita all’estero regolata da specifiche direttive dell’Unione europea.

Tag: Consiglio dei ministri / Crisi Ucraina / emergenza sanitaria / Gazzetta Ufficiale / profughi / Russia / russia-ucraina / salute / ucraina /

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