Farmaceutica: semplificare per competere e garantire l’accesso

Competitività e semplificazione sono le parole che hanno risuonato più spesso durante il confronto istituzionale, tenuto alla Camera dei Deputati, sul futuro del settore farmaceutico in Italia e in Europa. L’evento, intitolato “La nuova legislazione farmaceutica Ue e la governance italiana: impatti e prospettive”, è stato promosso dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, e ha visto la partecipazione di rappresentanti del governo, del parlamento, delle aziende del settore e delle istituzioni europee.
Al centro del dibattito, la duplice esigenza di sostenere la competitività delle imprese farmaceutiche italiane nel contesto europeo e di rispondere alle istanze politiche di snellimento delle procedure regolatorie e di aumento della produzione di farmaci nel Vecchio continente. Un quadro complesso, sullo sfondo del quale si staglia la crescente minaccia di dazi commerciali da parte degli Stati Uniti e la preoccupante dipendenza europea dalla produzione extra-Ue di principi attivi ed eccipienti.
Accesso rapido ai farmaci
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha sottolineato con forza la necessità di “semplificazione, di processi snelli e celeri, pur nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza ed efficacia, per l’immissione dei farmaci sul mercato”. Schillaci ha evidenziato come questi siano i traguardi da raggiungere per soddisfare la domanda dei cittadini di accedere rapidamente alle innovazioni terapeutiche, ricordando il numero record di medicinali autorizzati dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) nel 2024 come un segnale positivo per il futuro delle cure. “È questa l’Europa che dobbiamo e vogliamo costruire”, ha affermato il ministro.
Un testo unico sulla farmaceutica
Il sottosegretario Gemmato ripercorso i progressi compiuti negli ultimi due anni e mezzo per rafforzare il sistema farmaceutico italiano, evidenziando i punti di convergenza con la nuova legislazione europea, in particolare per migliorare l’accesso ai farmaci. “Molto è stato fatto, ma oggi è necessario compiere un passo avanti, dando finalmente al nostro Paese un quadro normativo unitario, organico e semplificato”, ha dichiarato Gemmato, annunciando l’intenzione del governo di procedere con una legge delega per la creazione di un Testo unico sulla farmaceutica. Il sottosegretario ha inoltre reso noto che “entro la fine di maggio convocheremo un Tavolo interministeriale di concerto con il Mef e con tutti gli attori coinvolti in questo disegno di riforma. L’obiettivo è costruire un sistema moderno, capace di dialogare con l’Europa, ma con al centro sempre e comunque l’accesso al farmaco equo e agevole per tutti i cittadini italiani”.
Sostenere l’innovazione
Una prospettiva positiva è quella offerta nel videomessaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ricorda come il settore farmaceutico italiano nel 2024 abbia registrato “la maggiore crescita in produzione ed esportazione, con un valore della produzione che ha superato i 56 miliardi di euro”. Il ministro sottolinea come l’Italia abbia superato la media europea in termini di crescita del settore e dell’occupazione, con un notevole aumento tra i giovani. “Adesso – dice – bisogna tradurre queste precondizioni della filiera in ulteriori azioni concrete, in grado di garantire un accesso equo e sostenibile all’innovazione terapeutica per tutti i cittadini”.
Spesa farmaceutica ottimizzata e spazio ai generici
Per Sandra Gallina, direttore generale della direzione Salute e Sicurezza alimentare della Commissione europea, la spesa farmaceutica italiana, pari a quasi 24 miliardi di euro nel 2024, non dovrebbe far suonare l’allarme. “Non è mai troppo se questa cifra è ben spesa”, commenta Gallina. “Alla fine però dobbiamo vedere anche qual è il riparto fra costo per gli innovatori e i generici. C’è al momento molto spazio per i generici in Italia. Basterebbe ricordare che la Germania ha un rapporto che vede la quota dei generici dell’80% e degli innovatori del 20%”.


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