Il futuro della ricerca: le proposte di SEL e “Con Monti per l’Italia”

Pubblicato il: 24 Gennaio 2013|

 

Dopo il senatore Ignazio Marino (vai alla notizia), anche Umberto Guidoni, per Sinistra ecologia Libertà (SEL) – il partito di Nichi Vendola – e Pietro Ichino – candidato al Senato in Lombardia con la lista “Con Monti per l’Italia” – hanno risposto alle 10 domande sul futuro della ricerca scientifica in Italia formulate dal Gruppo 2003, associazione che riunisce gli scienziati italiani più citati nella letteratura scientifica internazionale.

Per quanto concerne i temi di maggior interesse per la ricerca farmaceutica, qui di seguito trovate le risposte dei due esponenti politici all’ottava domanda del Gruppo 2003, su “Ricerca industriale e Trasferimento tecnologico”.

La versione integrale delle proposte di Guidoni e Ichino è consultabile direttamente sul sito web del Gruppo 2003 (scienzainrete.it)

Domada 8: Ricerca Industriale e Trasferimento Tecnologico

 

Umberto Guidoni, Sinistra ecologia Libertà

Bisogna affrontare con la massima priorità la questione della ricerca privata, vera grande assente nel nostro paese. Per questo bisogna creare le condizioni per favorire la creazione di imprese ad alto contenuto di innovazione e ricerca e per stimolare le imprese esistenti ad investire sui giovani ricercatori piuttosto che su nuovi capannoni come troppo spesso è stato fatto in passato.

Per questo occorre:

·         Favorire la creazione di piccole e medie imprese, ad alto contenuto di innovazione tecnologico e/o culturale come spin-off dei risultati della ricerca pubblica. Occorre prevedere meccanismi di finanziamento (es. risk capital, detassazioni) e servizi di consulenza per agevolare lo start-up delle nuove attività;

·         Stabilire norme generali in materia di trasferimento tecnologico per la cessione delle conoscenze pubbliche e per favorirne la diffusione al sistema produttivo nazionale;

·         Incentivare le collaborazioni tra gruppi di imprese, università ed EPR. Puntare su progetti che prevedano la creazione di consorzi misti pubblico/privato, capaci di attrarre finanziamenti privati in settori strategici per lo sviluppo tecnologico (es. Aerospazio, Biomedicina, Energia, ITC, Nanotecnologie);

·        Incentivi (es. agevolazioni fiscali) alle aziende che investono in reale innovazione, elargiti attraverso meccanismi di valutazione dei risultati conseguiti (numero di ricercatori, investimenti in nuove tecnologie, brevetti).

 

Pietro Ichino, “Con Monti per l’Italia”

Le priorità per il Paese, anche ai fini di liberare maggiori risorse per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, sono la riduzione del debito pubblico e l’iniezione di maggiore concorrenza nei mercati dei prodotti e del lavoro. Non serve una ricerca industriale che funziona solo grazie a stampelle pubbliche, che comunque lo Stato italiano oggi non può permettersi più di offrire.  Non appena la crisi della finanza pubblica lo consentirà è senz’altro un nostro obiettivo arrivare a detassare gli investimenti in ricerca, attraverso lo strumento del credito d’imposta strutturale (già sperimentato con successo altrove, dal Canada a Singapore). Ma nella situazione attuale il servizio più grande che il nuovo governo può offire alla ricerca industriale è la riduzione del costo del denaro, quindi dello spread, che rende ogni investimento in Italia più costoso che in altri paesi comparabili al nostro, in particolare la Germania. E per ridurre il costo del denaro, bisogna ridurre il debito pubblico.

Tag: Gruppo 2003 / ricerca / ricerca e sviluppo /

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