Il valore della diagnostica e dei laboratori nel Ssn che verrà

Pubblicato il: 22 Giugno 2022|

L’offerta di servizi sanitari si sposta sempre di più sul territorio. Grazie anche ai fondi messi a disposizione dal Pnrr nei prossimi anni in Italia si assisterà a una riorganizzazione del Ssn che privilegerà le cure “di prossimità”. Cambierà la rete dei laboratori, acquisendo le tecnologie in grado di portare valore in tutti gli ambiti della presa in carico del paziente, a partire dalla diagnostica (ulteriori informazioni sono disponibili qui). Senza dimenticare le risorse umane.

Dopo la tempesta si attende il ‘new normal’

“Non basta reingegnerizzare i processi ma serve uno strappo rispetto al passato per minimizzare lo stress quotidiano cui è sottoposto il personale sanitario. Stress dovuto anche a cattive organizzazioni per raggiungere l’endpoint”, spiega Angelo Rosa, direttore del Laboratorio Lean & Value based management in Sanità dell’Università LUM di Milano. “È necessario riorganizzare interi processi per migliorare l’offerta al cittadino. Con il Decreto ministeriale 71 siamo di fronte a una tempesta perfetta che deve portare a un ‘new normal’ in Sanità. Perché tempesta perfetta? Alcuni indicatori ci dicono che è il momento di cambiare: calo demografico, aumento della vita media e della cronicità fanno salire la spesa sanitaria. In Italia il 40% della popolazione è affetto patologie croniche, il 12,5% da multi-cronicità e queste persone si possono curare sul territorio. Il management deve quindi ascoltare le esigenze dei pazienti ricostruendo su questa base il modello di cura. Il digitale è uno dei pilastri fondamentali del new normal, decisivo per la riorganizzazione sanitaria (telemedicina, telemonitoraggio, AI)”.

Una sanità misurata sul valore

“La Value-based Healthcare è stata teorizzata da Michael Porter, dell’Harvard Business School”, osserva Rossella Onofrio, expert & project manager della Digital Innovation Unit della Fondazione Politecnico di Milano. “Il concetto di Valore è un concetto rivoluzionario in sanità, un settore in cui è sempre prevalsa l’analisi e la misurazione dell’aderenza ai processi e relativa qualità. Vi è la necessità di ottimizzare i trattamenti di cura (sia in eccesso sia in carenza), gestire la tecnologia, i servizi e i costi incontrollati in contesti in cui la domanda di assistenza sanitaria è in costante crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione. Già oltre dieci anni fa Michael Porter intravedeva la tempesta perfetta amplificata dal vissuto degli anni precedenti. Che cosa significa valore? È il rapporto tra gli outcome, gli esiti di salute, e il costo dell’erogazione di assistenza sanitaria durante l’intero ciclo di cura di ogni paziente. È un cambio di paradigma: Porter sottolinea che la gestione dei processi è certamente importante ma occorre anche misurare i risultati di salute. Pertanto, l’attività di misurazione è molto rilevante ma allo stesso tempo complessa essendo i sistemi sanitari organizzati in diverso modo. Come misurare gli outcome? Su questo esiste un grande dibattito ma si iniziano a definire standard di misurazione degli esiti per ogni patologia. Dall’altro lato, la misurazione dei costi è molto articolata perché nella maggior parte delle organizzazioni sanitarie non esistono informazioni precise sul costo del ciclo di cura e spesso la misurazione non è basata sui pazienti, come in Italia per i vincoli del nostro sistema”.

La tecnologia e le risorse umane

“In questo panorama – continua Onofrio – c’è anche il ruolo strategico dell’innovazione tecnologica. È un punto focale che riguarda anche la diagnostica. Si colloca in una fase precoce del processo di cura: è come se non potessimo immediatamente misurare gli esiti di salute della diagnostica. La grande sfida, che rientra in un nostro progetto in partenza, è quello di sviluppare framework di valutazione basati sui driver di valore. Potremo identificare caratteristiche in questa fase che comunque hanno un impatto sul valore finale. In Italia ci sono diverse sperimentazioni in corso. Molti sono casi pilota, ma sarà importante avere una visione sistemica per implementare l’approccio value-based”. “La tecnologia (telemedicina, telemonitoraggio, AI) va vista come uno strumento, ma prima bisogna avere un modello, una strategia” aggiunge Angelo Rosa. “La tecnologia va adattata, customizzata, al modello: non è di per sé la soluzione. Servono risorse, non solo quelle previste dal Pnrr, ma anche le risorse umane. Ecco perché un approccio al Lean management ci mette nelle condizioni di focalizzare medici e infermieri sulle attività a valore”.

Tag: angelo rosa / becton dickinson / dm 71 / Servizio Sanitario Nazionale /

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