Intramoenia, Aaroi-Emac contro Rossi: “Scarica sui medici responsabilità della politica”

Pubblicato il: 21 Marzo 2016|

“C’è qualcosa di sinistro nelle affermazioni che tentano di scaricare sui medici responsabilità di carenze del sistema su cui essi, a differenza dei decisori politici e degli amministratori, hanno ben poco a che fare, se non come vittime, al pari dei cittadini”. Così il sindacato degli anestesisti rianimatori (Aaroi-Emac) interviene – con una nota a firma di Alessandro Vergallo e Fabio Cricelli, rispettivamente presidente e vicepresidente (Area Centro) dell’organizzazione – nella polemica aperta la settimana scorsa dalla proposta del governatore della Toscana, Enrico Rossi: abolire la libera professione intramoenia.
“La causa di tutti i mali della sanità nazionale – scrivono Vergallo e Cricelli –  dalle lungaggini delle liste d’attesa alla disuguaglianza, dai soprusi alla corruzione, secondo il Governatore della Toscana, sarebbe la libera professione dei medici, abolire la quale per legge sarebbe una cosa davvero di sinistra. Come può la libera professione allungare le liste d’attesa, che invece deriva da uno squilibrio tra domanda di prestazioni ed offerta di servizi? Servizi pesantemente definanziati con la politica dei tagli lineari su un Ssn operato dagli ultimi Governi, con altrettanto pesanti riduzioni di posti letto e di personale sanitario. Va detto a chiare lettere che se certe liste d’attesa sono dell’ordine di alcuni mesi invece che di anni è anche grazie alla libera professione dei medici, in tutte le forme contrattualmente previste, al di fuori del normale orario di lavoro. A partire dal 2000, la libera professione intramoenia viene in gran parte richiesta proprio dalle aziende, e proprio per ridurre le liste di attesa in presenza di una carenza di organico”.
Per quanto riguarda il presunto rapporto fra libera professione e corruzione, l’Aaroi-Emac sottolinea l’esistenza di “un corposo sistema di regole che dovrebbe prevenire, impedire ed infine sanzionare tali comportamenti: se e quando questo sistema non funziona è perché il sistema di controllo, che dipende dalle gestioni amministrative e quindi politiche del Ssn, è inefficace se non connivente, essendo peraltro non rari i casi nei quali talune gestioni sono al centro delle cronache giudiziarie riguardanti corruzione e malaffare”.
Secondo il sindacato, la libera professione svolta secondo le regole già esistenti “attiene strettamente al rapporto di fiducia tra medico e paziente, basato su una libera scelta del paziente che pensare di abolire per legge è davvero sinistro”. Più che sull’intramoenia, sottolineano Vergallo e Cricelli, la politica dovrebbe riflettere “sull’incostituzionalità dei contratti dei pubblici dipendenti bloccati da oltre 5 anni, sull’ingiustizia di voci stipendiali ancora negate per cavilli precostituiti sin dalla stesura delle norme di legge, oltre che su talune logiche clientelari grazie alle quali la libera professione esercitata al di fuori di ogni regola prolifera nelle maglie intricate di certi rapporti tra ospedali, università, cliniche private più o meno convenzionate con il Ssn”.

Tag: aaroi emac / Enrico Rossi / intramoenia / medici / sindacati /

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