Investire nella salute: il Mise a caccia di proposte innovative

Il ministero dello Sviluppo Economico chiama a raccolta l’industria life science. È stato pubblicato l’avviso per le imprese dell’Ipcei, acronimo di “Importante progetto di interesse comune europeo”, che il Mise ha avviato in collaborazione con altri Paesi e la Commissione Ue. Si cercano proposte d’investimento in Italia per rafforzare il tessuto industriale e della ricerca e sviluppo in diversi ambiti: farmaci, vaccini, salute digitale, innovazione dei processi produttivi.
Le imprese avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per presentare le loro manifestazioni d’interesse. I progetti che verranno selezionati, spiega il Mise in una nota, potranno essere finanziati in deroga alla normativa europea sugli aiuti di Stato, ma eventualmente anche con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) se le attività connesse saranno conformi alla normativa ambientale nazionale e europea.
Giorgetti: “Farmaceutica italiana punto di riferimento in Europa”
“L’industria farmaceutica italiana – commenta il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti – si candida ad essere punto di riferimento a livello europeo. Dall’inizio del mio mandato ho puntato moltissimo sull’eccellenza delle nostre industrie farmaceutiche. Sono fiducioso che gli sforzi e l’impegno di tutti mostreranno presto i loro frutti. Vogliamo realizzare un progetto comune di interesse Ue nell’ambito del settore della salute – prosegue il ministro – perché l’emergenza Covid ci ha fatto capire quanto sia prioritario lanciare un piano straordinario di sostegno agli investimenti, in cui le imprese italiane potranno svolgere un ruolo di prima fila grazie alle loro capacità e competenze. L’Ipcei sulla salute – conclude Giorgetti – è un primo concreto passo in avanti nella definizione di una strategia comune europea in cui l’Italia riveste un ruolo molto importante sia a livello industriale sia in termini di trasferimento tecnologico in un settore di frontiera come quello farmaceutico e medicale”.
I progetti candidabili
I progetti candidabili dovranno perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi, spiega il Mise:
- Prevenzione e contrasto alle crisi sanitarie e alla diffusione di malattie altamente prevalenti e/o a carattere emergenziale e che necessitano di nuove cure (cardiovascolari, oncologiche, degenerative, infettive e genetiche) grazie a bio-nanotecnologie avanzate per lo sviluppo di vaccini e adiuvanti innovativi, dispositivi medici, principi attivi e farmaci di natura chimica, biologica e biotecnologica, anche in ottica di reshoring industriale e di rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale ed europea;
- Innovazione di prodotto e medicina personalizzata, attraverso progetti atti a sviluppare e produrre dispositivi medici e test diagnostici, farmaci a base di macromolecole biologiche e composti chimici e relativi sistemi di delivery, terapie cellulari per immunoterapia e medicina rigenerativa, finalizzati a rendere possibili nuovi approcci di ricerca, diagnosi e cura (inclusi piattaforme di precision medicine per studi clinici decentralizzati e internazionali), con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario in Italia e in Europa;
- Innovazione nei processi produttivi attraverso progetti di alta sostenibilità e digitalizzazione (ad es. smart manufacturing, Industria 4.0, robotica, drug screening and repurposing) che determinano incremento di capacità produttiva, valore aggiunto e competitività, riduzione dei costi e tempi di R&S e nella produzione con l’obiettivo di rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale ed europea;
- Contrasto all’antimicrobico-resistenza e allo sviluppo di ceppi batterici resistenti, con progetti di ricerca e produzione finalizzati ad aumentare le opzioni terapeutiche, migliorare l’accesso alla terapia, rafforzare il sistema sanitario in Italia e in Europa;
- Salute digitale, con sviluppo di piattaforme e di Intelligenza Artificiale per la R&S, digital therapeutics, analisi Real World Data a fini di prevenzione e miglioramento dell’accesso e dei percorsi di cura in Italia e in Europa.
Il valore delle partnership
L’Ipcei punta a creare o rafforzare – in Italia e in Europa – competenze, capacità industriali e tecnologiche tali da rafforzare la loro autonomia strategica di ricerca e produzione nonché la competitività nel panorama internazionale. L’iniziativa va inquadrata come un mosaico di progetti europei tra loro collegati. Fondamentale, quindi, la creazione di partnership con imprese degli altri Stati membri partecipanti all’Ipcei.
Il plauso di Egualia
L’avvio dell’iter per l’Ipcei Salute viene accolto con entusiasmo da Egualia, l’associazione delle imprese di farmaci equivalenti e biosimilari, che esprime in una nota apprezzamento e soddisfazione. “Il ministro – commenta il presidente di Egualia, Enrique Häusermann – ha ribadito che l’industria farmaceutica italiana si candida ad essere punto di riferimento a livello europeo. È un traguardo senz’altro raggiungibile grazie al finanziamento dei progetti di sviluppo in deroga alla normativa europea sugli aiuti di Stato resa possibile dalle misure assunte dal Governo. Siamo certi che nell’ambito di questa iniziativa rientreranno a pieno titolo anche i progetti presentati dal comparto dei farmaci fuori brevetto che puntano all’innovazione di processo e di prodotto, al repurposing e al reshoring industriale in un’ottica – conclude Häusermann – di rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale ed europea”.


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