L’Ue finanzia il primo Piano operativo nazionale sulla Salute rivolto al Mezzogiorno

Pubblicato il: 16 Febbraio 2022|

In arrivo 625 milioni dedicati al Mezzogiorno con un Piano operativo nazionale sulla Salute finanziato dalla Commissione Ue. Lo ha annunciato oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’audizione alla commissione Affari Sociali della Camera, in merito al tema della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale nell’ambito del Pnrr. I fondi del Piano nazionale rivolto alle Regioni meridionali si sommeranno a quelli destinati al settore salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza e serviranno a creare maggiore equità nella sanità del Sud che “hanno maggiori difficoltà ad erogare le prestazioni di assistenza, soprattutto alle fasce più vulnerabili”, ha detto Speranza.

Primo Pon dedicato alla salute

“Per la prima volta nella storia della programmazione delle risorse europee – ha aggiunto il ministro della Salute nel corso dell’audizione – l’Italia avrà un Pon (Programma operativo nazionale) esclusivamente dedicato alla salute. Non era mai accaduto prima. Investiremo circa 625 milioni per la sanità del mezzogiorno. Li utilizzeremo per recuperare screening oncologici, per rafforzare i dipartimenti di salute mentale, per accrescere e migliorare i consultori e per contrastare la povertà sanitaria. È un grande passo avanti che si aggiunge alle risorse già previste con il Pnrr. Voglio ringraziare Mara Carfagna e il ministero per il Sud e la coesione territoriale per l’impegno profuso”.

Povertà sanitaria

Il Piano operativo nazionale si articola in quattro aree. La prima è il contrasto della povertà sanitaria, per migliorare l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari, anche con l’erogazione gratuita di farmaci di fascia C e dispositivi medici extra-Lea. In quest’ambito si prevede il rafforzamento delle partnership istituzionali e con il terzo settore per l’identificazione e localizzazione del target di popolazione, l’emersione e la qualificazione dei bisogni di salute; il potenziamento della capacità dei servizi sanitari e socio-sanitari di rispondere ai bisogni di salute con accesso a bassa soglia, anche attraverso l’attivazione di Centri di prossimità contro la povertà santiaria (CPPS) e l’outreaching; la realizzazione di azioni di educazione sanitaria volte all’empowerment dei gruppi più vulnerabili, anche tramite l’attivazione di comunità (referenti di comunità, associazioni, mediatori culturali, ecc).

Salute mentale

La seconda priorità è la salute mentale, con l’obiettivo di potenziare i dipartimenti di Salute mentale per la presa in carico efficace dei pazienti con disagio psicologico o disturbo mentale, anche in collaborazione con il sistema integrato degli interventi e servizi sociali e con il terzo settore, volti al recupero dell’autonomia personale, sociale e lavorativa. Il Piano prevede, quindi, l’adozione di modelli di presa in carico efficaci per i programmi terapeutico-riabilitativi e socio-riabilitativi personalizzati (PTRP) centrati sui bisogni complessivi della persona, orientati alla recovery del paziente e al benessere psichico della comunità circostante; la formazione e l’informazione dei soggetti rilevanti per la presa in carico globale e partecipata delle persone con disturbi mentali; il sostengo ai DSM per l’adozione sistematica del PTRP , in co-progettazione e cogestione con la persona, i suoi familiari e gli enti del terzo settore.

Screening oncologici

La terza area è assicurare la maggiore copertura degli screening oncologici, con l’obiettivo di potenziare la capacità di individuare e includere nei programmi di screening oncologico la popolazione target, migliorante l’efficacia e l’efficienza dei programmi. Tra le azioni previste: l’identificazione della popolazione target (non aderenti vulnerabili e soggetti invisibili); il miglioramento delle modalità di reclutamento nei programmi di screening della popolazione target; il potenziamento di alcuni servizi per lo screening (punti di screening e motorhome attrezzati); potenziamento dell’erogazione dello screening alla popolazione target, sia presso la rete riorganizzata dei punti di screening sul territorio, sia mediante i motorhome.

Salute di genere

Infine, il Piano operativo nazionale si concentrerà sulla salute di genere, con il rafforzamento della rete dei consultori familiari, il potenziamento strutturale funzionale e la messa in rete con gli altri servizi sanitari e socio-assistenziali del territorio, per l’identificazione di percorsi integrati di assistenza attenti alle differenze di genere.

Tag: Regioni / roberto speranza / salute mentale /

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