Manovra, bene 113 mld ma pochi i fondi per il contratto. Medici in stato di agitazione

Pubblicato il: 19 Ottobre 2016|

Soddisfatti per i 113 miliardi destinati al Fondo sanitario nazionale, ma delusi per gli scarsi finanziamenti al contratto dei medici. Per questo “dichiariamo lo stato di agitazione senza escludere, in mancanza di risposte soddisfacenti, uno sciopero nazionale per metà novembre”. Ad annunciarlo è Costantino Troise, segretario nazionale Anaao-Assomed, che oggi a Roma in occasione di una conferenza stampa delle organizzazioni sindacali dei medici e dei dirigenti sanitari del Servizio sanitario nazionale (Ssn) – Anaao-Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Fp Cgil Medici e Dirigenti sanitari, Fvm, Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Uil Fpl Medici – ha spiegato il punto di vista dei camici bianchi sulla legge di Bilancio 2017.

Troise si dice soddisfatto per “il finanziamento del sistema con 113 miliardi di euro, è la prima volta che si mantiene l’impegno assunto nel Def, anche se la spesa pubblica italiana per la sanità è ancora al di sotto della media Ue e la più bassa tra i Paesi del G7 (l’Olanda stanzia il doppio, la Francia 194 miliardi); interlocutorio per quanto riguarda l’occupazione; ma purtroppo negativo per il finanziamento del contratto dei medici, scaduto da 7 anni e per cui i nostri conti segnalano un aumento di soli 115 euro lordi”. Per il rinnovo del contratto per il pubblico impiego la legge di Bilancio stanzia 1,9 miliardi di euro e secondo le stime dei sindacati all’intero comparto sanità arriverebbero 400 milioni, inclusi 153 milioni per i medici. La cifra adeguata che i medici ipotizzano “potrebbe essere quella prevista dal precedente contratto – ha spiegato Carmine Gigli, presidente di Fesmed – compresa fra 250 e 350 euro”.

I sindacati chiedono dunque “un incontro con il ministro della Salute – ha aggiunto Troise – chiarezza e adeguamento del finanziamento contrattuale con risorse certe e incrementali per valorizzare il merito, cosa impossibile a costo zero. E 100 euro sono costo zero. Finché non vedremo l’articolato comunque non possiamo avere numeri certi”. Necessari, secondo i sindacati, anche emendamenti alla legge di Bilancio volti a sopprimere norme degli anni precedenti che “portano via risorse aggiuntive” al salario: “640 milioni di euro tagliati in 6 anni, pari a 628 euro a testa”, denunciano. Mentre alle Regioni viene chiesta la revisione dei fondi contrattuali applicando la legge 122/2010. Più chiarezza viene sollecitata anche sui tempi e sui modi per la stabilizzazione dei precari e le nuove assunzioni annunciati nei giorni scorsi.

Il plauso di Farmindustria e Federfarma
A promuovere, invece, a pieni voti la manovra è il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che ringrazia “il Governo e il ministro Beatrice Lorenzin che, in un momento economico tanto delicato, hanno posto con convinzione l’innovazione farmaceutica fra le priorità politiche. Dimostrando così, ancora una volta, la volontà di mettere al centro della propria agenda i pazienti, che potranno disporre delle nuove terapie in arrivo. In questo modo l’Italia, riconoscendo il valore dell’innovazione, si conferma come il Paese in Europa che offre la più elevata attenzione alla salute dei cittadini, ponendo le basi per proseguire nella politica di attrazione di sempre nuovi investimenti. Un ringraziamento particolare va al ministro Lorenzin che dal primo giorno del suo incarico ha creduto nel valore del settore per i pazienti e per l’economia italiana.  Con molte battaglie a difesa della prevenzione e dell’accesso alle cure che l’hanno esposta a dure reazioni e, talvolta, a veri e propri attacchi personali. A Lei va riconosciuta la volontà di rendere la sanità del nostro Paese ancora più vicina ai cittadini e alle fasce più deboli della popolazione, grazie alle qualità professionali, culturali e industriali che fanno grande l’Italia”.

Parole di apprezzamento anche da Federfarma. In una nota, la presidente della federazione, Annarosa Racca, plaude all’aumento del Fondo sanitario nazionale e auspica una “crescente collaborazione” tra farmacie e Ssn per “renderlo  renderlo ancor piu’ efficiente e a misura dei malati e delle esigenze della collettività”. Va in questa direzione, sottolinea Racca, “la farmacia dei servizi di cui si attende un forte sviluppo con la prossima Convenzione tra farmacie e Ssn che dovrà dare una maggiore uniformità all’assistenza farmaceutica su tutto il territorio nazionale, un obiettivo di grande importanza sia per i cittadini che per gli operatori”.

Lorenzin alla Camera: “Dal 2013 risorse in aumento del +5,5%”
Rispondendo oggi a un question time alla Camera, il ministro della Salute ha rivendicato “il risultato straordinario” dell’aumento del Fondo sanitario: “Dal 2013 ad oggi: è infatti passato da 107 a 113 miliardi, con un trend di aumento pari al +5,5%”. Un risultato, ha spiegato il ministro, “reso possibile anche grazie alle misure di efficientamento del Servizio sanitario nazionale, come la centralizzazione degli acquisti ma anche le disposizioni, in accordo con l’Autorità anticorruzione Anac, contro la corruzionein Sanità, con il recupero di risorse da reinvestire nelsettore”. Questa volta però, ha chiarito Lorenzin, “le risorse non sono distribuite a pioggia ma vincolate ad obiettivi”. Tra questi, il ”Fondo per i farmaci innovativi, al quale sono destinati 500 mln, il Fondo per i farmaci oncologici, con un finanziamento sempre di 500 mln, entrambi fondi strutturali, ed il Fondo destinato all’acquisto dei vaccini sulla base del nuovo Piano nazionale vaccini”.

Tag: Anaao / farmindustria / Federfarma / legge di bilancio / manovra / sindacati medici /

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