Meno tasse sulla salute animale: la politica batta un colpo

Pubblicato il: 3 Novembre 2021|

Meno tasse, più salute. La politica discute di fisco e i medici degli animali tornano alla carica: l’Iva su prestazioni veterinarie e pet food va abbassata dal 22 al 10 per cento. “Chiediamo di dare una mano ai proprietari degli animali da compagnia, soprattutto alle fasce di popolazione meno abbienti, agli anziani, a chi vive un disagio economico. C’è bisogno di una politica che li sostenga”, dice ad AboutPharma Animal Health Marco Melosi, appena riconfermato alla presidenza dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi). Oggi l’Iva al 10% è già applicata ai farmaci veterinari, ma non basta. E ci sono alcune prestazioni in particolare per le quali un’Iva agevolata appare più urgente: “Penso a tutti gli interventi salvavita e alle sterilizzazioni, anche nell’ottica di contrastare il fenomeno del randagismo, che costa milioni di euro alla collettività”, spiega Melosi.

La battaglia per l’Iva

Già lo scorso anno un appello per abbassare l’Iva era arrivato a Governo e Parlamento, sottoscritto non solo da Anmvi, ma anche da Fnovi, Simevep, Enpav, Assalco, Aisa-Federchimica, Ascofarve, Assalzoo. E sostenuto da Federconsumatori, Aivpa, Senior Italia Federanziani, Enpa, Aisad Confesercenti. In una lettera – le cui motivazioni “restano oggi ancora tutte valide”, sottolinea Melosi – l’imposizione dell’Iva al 22% viene descritta come “il principale ostacolo economico-fiscale e il più rilevante dissuasore sociale al conseguimento dei nuovi obiettivi strategici – nazionali, europei e globali – per la sanità animale e la sanità pubblica”. Da qui la necessità di un intervento “strutturale e non temporaneo” per escludere prestazioni veterinarie e alimenti per gli animali da compagnia dallo scaglione più elevato, dove si trovano anche beni e servizi di lusso.

“Ci battiamo da anni – ricorda Melosi – per far rimodulare l’Iva, ma questa è forse la volta buona. Questo è il momento storico favorevole perché sulle aliquote si muovono contemporaneamente sia l’Italia che la Commissione europea. Noi speriamo che il Governo  Draghi ci ascolti, anche in considerazione del ruolo sempre più centrale che, con la pandemia e il lockdown, hanno assunto gli animali all’interno delle famiglie italiane. Si è verificato sicuramente un cambiamento nelle relazioni tra uomo e animali. Oggi c’è un’attenzione così alta verso la salute dei pet che non ha precedenti”. Una tendenza che, secondo Gianmarco Ferrari, presidente di Assalco (Associazione italiana imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia),  “rende ancora più stridente il fatto che in Italia si continui ad applicare l’aliquota Iva al 22% al pet food e alle prestazioni veterinarie, la stessa dei beni di lusso. Auspichiamo – afferma Ferrari in una recente nota dell’associazione – si possa al più presto alleggerire il pesante carico fiscale che grava sulle famiglie italiane che convivono con i pet”.

Le detrazioni fiscali

Per Melosi la “rimodulazione dell’Iva può essere un punto di partenza, ma poi si dovrebbe lavorare anche sulle detrazioni fiscali”. Anche perché la veterinaria per gli animali da compagnia ha dei costi che non tutti possono permettersi: “Molte persone non possono avere accesso per ragioni economiche alle cure per il loro animale e questo è un fatto importante e delicato. C’è bisogno di favorire l’accesso alle prestazioni. Anche questo è One Health”.  Oggi con il 730 si può detrarre il 19% delle spese relative a visite, farmaci o interventi (o analisi di laboratorio) per gli animali domestici. Con un tetto di 500 euro (550 per la dichiarazione dei redditi 2022) e una franchigia di 129,11 euro. In altre parole si recuperano al massimo 70 euro per contribuente. Qualcosa si muoverà in Parlamento con la legge di Bilancio. Il deputato Filippo Maturi, responsabile benessere animale per la Lega, ha annunciato una proposta per portare la detrazione fiscale sugli interventi salvavita al 100% per la prima fascia di reddito Isee e al 50% per la seconda.

In allevamento

Sul fronte degli animali da reddito, invece, Anmvi ha sottolineato, in un intervento pubblicato dal Sole 24 Ore, l’urgenza di sostenere il ruolo del veterinario: “Il vero benessere animale è il risultato di un processo complesso fatto di misure tecnico-scientifiche, sanitarie, terapeutiche, economiche, ambientali ed etiche. Il benessere animale non può astrarsi dal contesto economico-ambientale e ha un prezzo per tutti, anche per il consumatore che ha il diritto-dovere alla consapevolezza. La nuova Pac (Politica agricola comune, ndr), la Farm to Fork Strategy e il Pnrr dovranno rendere centrale il ruolo del veterinario supportandolo con incentivi finanziari nel processo anzidetto e nello svolgimento di visite regolari in allevamento perché il benessere animale non sia solo uno slogan”.

Antibiotici salvi

I veterinari italiani si preparano dunque alle sfide di questo autunno, tra legge di Bilancio e prospettive del Piano nazionale di ripresa e resilienza. E lo fanno dopo aver incassato recentemente una vittoria al Parlamento europeo per impedire nuovi divieti sull’uso di alcuni antibiotici. A metà settembre la plenaria di Strasburgo ha bocciato una risoluzione che avrebbe riservato l’uso di quattro classi di antibiotici esclusivamente agli esseri umani, così come sostenuto dalla mozione del deputato tedesco Martin Hausling (Verdi) approvata a luglio dalla Commissione Envi (Ambiente, sanità e sicurezza alimentare). La mozione era stata contestata dalle rappresentanze italiane ed europee dei veterinari (Fnovi, Anmvi, Uevp, Fve) e anche dalla piattaforma europea per l’uso responsabile degli antibiotici (Epruma), a cui aderiscono industria, allevatori e veterinari.

“Il Parlamento Ue  – commenta Melosi – ha assunto una decisione importante, accogliendo le istanze della medicina veterinaria di tutta Europa. Siamo soddisfatti, l’Anmvi si è mossa anche con una petizione che ha raggiunto 100mila firme. Per fortuna Strasburgo ha deciso di affidarsi a considerazioni scientifiche e non solo politiche o dettate da emotività e scarsa conoscenza della materia come quelle avanzate da Hausling. La veterinaria si è mossa in modo efficace in tutti i Paesi con l’obiettivo di tutelare i pazienti. Senza alcuni antibiotici sarebbe davvero difficile curarli”. Nelle scorse settimane sono quindi arrivati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue i criteri per gli antibiotici da riservare all’uomo, contenuti nel Regolamento delegato 2021/1760. In linea con la classificazione proposta dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) e dalla Commissione Ue, sostenuta e difesa dai veterinari.

Risparmi sui farmaci

Tornando ai costi delle cure, ha fatto discutere nei mesi scorsi il decreto del ministro Speranza del 14 aprile 2021 sull’uso in deroga dei medicinali per l’uomo. Il decreto nasce, nelle intenzioni del ministero, con l’obiettivo di contenere la spese dei medicinali a carico dei proprietari di animali da compagnia. Il provvedimento introduce per la prima volta il criterio della “miglior convenienza economica” fra i possibili motivi che consentono al veterinario di prescrivere agli animali d’affezione un farmaco a uso umano, a patto che si tratta dello stesso principio attivo. “Finora le nuove regole hanno avuto un impatto limitato. L’allegato A del decreto pone una serie di paletti e l’applicazione della deroga a favore di farmaci per uso umano meno costosi – conclude Melosi ­– si riduce a pochissimi casi”. Senza contare le contraddizioni con il nuovo Regolamento europeo sui farmaci veterinari 2019/6 (la Commissione Ue ha infatti chiesto chiarimenti all’Italia), che sarà pienamente applicato dal 28 gennaio 2022 e non fa alcun riferimento al criterio della convenienza economica. Per ridurre la spesa per i farmaci, l’Anmvi ha proposto in questi anni strade alternative. Ad esempio, favorire l’uso farmaci generici veterinari avvicinando la normativa a quella applicata in ambito umano; introdurre confezioni adeguate alla durata dei trattamenti terapeutici; consentire al veterinario di cedere singole unità posologiche o parti di una confezione. Altri appunti per la politica.

Tag: aboutpharma animal health / Anmvi / farmaci veterinari / Iva / marco melosi / pet food /

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