Nadef, nel 2021 la spesa sanitaria vale il 7,3% del Pil

Pubblicato il: 29 Settembre 2021|

Nel 2021 la spesa sanitaria vale il 7,3% del Prodotto interno lordo (Pil), circa 127 miliardi di euro, contro il 7,5% del 2020. È scritto nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef), approvata dal Consiglio dei ministri il 29 settembre. Il decremento tra 2020 e il 2021, si legge nella Nadef, “dipende sostanzialmente dall’aumento del Pil visto che nell’anno in corso la spesa sanitaria è attesa crescere del 4,8% in termini nominali per l’attuazione della campagna vaccinale e per il potenziamento dei servizi sanitari”. Poi, nel biennio 2022-2023, la spesa sanitaria a legislazione vigente “calerà del -2,3% medio annuo per via dei minori oneri connessi alla gestione dell’emergenza epidemiologica”. Nel 2024 è prevista una crescita limitata (+0,7%) e la spesa sanitaria tornerà al livello del 6,1% del Pil. Per quanto riguarda lo scenario generale dell’economia italiana, si prevede nel 2021 un aumento del 6% del Pil.

Gli impegni contro Covid

In un passaggio del testo, il Governo sottolinea che “con la prossima Legge di Bilancio 2022-2024 sarà rafforzato il sistema sanitario nazionale, al fine di migliorare l’accesso alle cure e incoraggiare la prevenzione”. Poi passa in rassegna i principali impegni economici assunti nel 2021 sul fronte della sanità per contrastare la pandemia. Al settore della sanità sono stati destinati quest’anno circa 7,4 miliardi. Nello specifico è stato finanziato l’acquisto di vaccini anti Sars-Cov2 e farmaci per la cura dei pazienti affetti da Covid-19 (complessivamente 2,8 miliardi nel 2021). Sono state assegnate risorse per 2,5 miliardi nel 2021 per gli interventi di competenza del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19.
Per rafforzare il piano strategico nazionale per la somministrazione dei vaccini sono stati previsti complessivamente, per l’anno in corso, oltre 0,7 miliardi finalizzati al coinvolgimento nella campagna dei medici di medicina generale, dei medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni, dei pediatri di libera scelta, degli odontoiatri, dei medici di continuità assistenziale dell’emergenza sanitaria territoriale e della medicina dei servizi, alle attività relative alla logistica, allo stoccaggio e alla somministrazione dei vaccini e alle campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione.
Per l’abbattimento delle liste d’attesa sono state prorogate al 31 dicembre 2021 le disposizioni emanate nel corso del 2020 che consentono, ai dirigenti medici e sanitari e al personale del comparto sanità, l’effettuazione di prestazioni aggiuntive; prevedono il reclutamento, in deroga ai vigenti Ccnl di settore, di personale attraverso assunzioni a tempo determinato o attraverso forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa e permettono l’acquisto da privati di prestazioni di specialistica ambulatoriale (0,4 miliardi nel 2021).
Sono state aumentate le risorse per agevolazioni finanziarie destinate al potenziamento della ricerca e la riconversione industriale del settore biofarmaceutico e alla produzione di nuovi farmaci e vaccini per fronteggiare in ambito nazionale le patologie infettive emergenti (0,2) miliardi nel 2021”.

Tag: spesa sanitaria /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
plasma

La via italiana al plasma, sognando l’autosufficienza

Il ddl Concorrenza introduce nuove regole per la produzione dei farmaci e ribadisce il principio della donazione gratuita alla base del nostro sistema trasfusionale. Ma la raccolta va potenziata per limitare la dipendenza dal mercato estero. Dal numero 199 del magazine

RUBRICHE
FORMAZIONE