Nuovi standard di qualità per conservare ovociti ed embrioni

Si discute in queste settimane di introdurre nuove norme in Italia per favorire il congelamento degli ovociti, non solo per ragioni mediche (perché, per esempio, ci si debba sottoporre a cure che potrebbero causare problemi di fertilità) ma anche per finalità sociali – si parla in tal caso di social (egg) freezing – qualora, per esempio, si intenda posticipare la gravidanza per ragioni personali.
Si vuole, in altri termini, estendere la possibilità di conservare gli ovociti, fisiologicamente destinati a una progressiva diminuzione con l’avanzare dell’età della donna, non solo per esigenze terapeutiche ma anche ai fini di agevolare la programmazione delle nascite.
I numeri del mercato sul congelamento degli ovociti
Da un rapporto pubblicato nell’agosto 2025 dalla società indo-canadese di ricerche di mercato Precedence Research, si evince che il mercato globale del congelamento degli ovociti e della conservazione degli embrioni valeva 5,41 miliardi di dollari (pari a 4,55 miliardi di euro) nel 2024, con una proiezione di crescita che porta a stimarne il valore in circa 25,63 miliardi di dollari (pari a 22,1 miliardi di euro) entro il 2034.
Ancorché la disciplina applicabile al riguardo sia ancora notevolmente frammentata nei 27 Stati membri dell’Unione europea, il contesto normativo è destinato ad evolversi rapidamente, grazie soprattutto al processo di armonizzazione avviato dall’Unione europea con l’adozione del Regolamento (Ue) 2024/1938, che ha previsto standard più elevati per quanto riguarda la sicurezza e la qualità delle sostanze di origine umana (Substances of human origin, Soho) al fine di rendere queste sostanze più accessibili e affidabili per tutti coloro che sono coinvolti nelle relative prestazioni sanitarie.
Fra queste sostanze (definite dal Regolamento “Soho riproduttiva”) rientrano, per espressa previsione dell’articolo 3, “sperma, ovociti, tessuti ovarici e testicolari umani destinati a essere utilizzati ai fini della procreazione medicalmente assistita”, nonché “gli embrioni … sebbene non siano raccolti dal corpo umano”.
Il Regolamento stabilisce regole comuni per la raccolta e la conservazione delle cellule riproduttive, maggiori tutele per i donatori, i riceventi e i nati da procreazione medicalmente assistita nonché l’istituzione di una piattaforma digitale centralizzata per la gestione dei dati e il controllo sanitario.
Gli obiettivi del regolamento
Fra gli obiettivi perseguiti dal Regolamento la tracciabilità totale di ogni singolo gamete crioconservato attraverso la registrazione nella piattaforma digitale, dando così la possibilità di tracciarne il percorso “dal donatore al ricevente”, salvaguardando l’anonimato e, nel contempo, mitigando fortemente i rischi di errore umano. Per quanto riguarda le tecniche di laboratorio e per la lavorazione e conservazione dei gameti è previsto l’obbligo di seguire protocolli standardizzati e validati a livello europeo.
Principio della donazione volontaria
Infine, si afferma il principio che la donazione di ovociti e spermatozoi a favore di terzi debba essere volontaria e gratuita, consentendo tuttavia agli Stati membri di prevedere un indennizzo o un rimborso spese a compensazione dei costi vivi sostenuti dal donatore.
Ancorché la maggior parte delle disposizioni del Regolamento saranno applicabili solo a partire dal 7 agosto 2027, dal 7 agosto 2024 è già operativo il Comitato di coordinamento per le Soho (Soho Coordination board, Scb), in cui siedono rappresentanti degli Stati membri e il cui compito è quello di promuovere la cooperazione necessaria a garantire la puntuale attuazione del Regolamento, anche attraverso il coinvolgimento dei portatori di interessi.
*Professore dell’Università degli Studi dell’Insubria, Of Counsel Bureau Plattner


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