Nuovo governo, cresce la sfiducia dei medici sul futuro della sanità

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Pubblicato il: 5 Settembre 2022|

L’instabilità del Paese influisce negativamente sul vissuto e sulle prospettive dei medici. Per questo, la categoria professionale che ha affrontato il Covid in trincea, pagando l’impatto della pandemia in prima persona, si aspetta investimenti e risorse per affrontare le sfide e costruire la sanità del futuro, anche attraverso i fondi del Pnrr.

La ricerca

È quanto emerge da una ricerca di Iqvia, condotta su un campione rappresentativo di medici di medicina generale, medici ospedalieri e territoriali che ha fotografato, prima e dopo la caduta del governo, le loro esperienze e le aspettative riguardo alla professione, la sanità e il Paese in generale.

Cresce sfiducia e pessimismo

Le interviste sono state effettuate su un campione di 193 medici dal 15 al 29 luglio 2022: 76 hanno risposto prima della caduta del governo Draghi (20 luglio 2022) e 117 medici hanno risposto dopo la caduta del governo. Confrontando i due periodi, la ricerca mette in evidenza il crescere della sfiducia e del pessimismo sulla possibilità di costruire una sanità più efficiente ed efficace.

Nel periodo post-crisi di governo, peggiora di 9 punti percentuali (dal 25% al 16%) l’aspettativa di miglioramento della propria situazione professionale, che già era molto bassa.

iqvia

Cresce notevolmente la previsione di peggioramento del servizio sanitario nazionale (dal 59% al 74%)

medici iqvia

Cresce considerevolmente la percentuale di chi pensa che la gestione dei fondi del Pnrr sia a rischio (da 29% a 42%)

iqvia pnrr

Cresce il pessimismo generale sul futuro: passa dal 28% al 37% la percentuale dei medici che si dichiarano assai poco fiduciosi su ciò che ci attende.

medici iqvia

Sono dati che mettono in evidenza come la categoria professionale dei medici sia particolarmente sensibile ai rischi dell’impatto della situazione politica sul sistema sanitario e sulla gestione dei fondi del Pnrr, considerati cruciali per rafforzare i servizi, sviluppare nuovi modelli di presa in carico dei pazienti (servizi territoriali, case della salute e progetti di telemedicina) e garantire l’accesso alle diagnosi, ai trattamenti nonché la continuità di cura.

Impatto preoccupante della crisi Sergio Liberatore, amministratore delegato di Iqvia Italia, ha commentato: “Abbiamo voluto sondare il sentiment dei medici pre- e post-crisi di Governo. Questa ricerca, condotta su un campione rappresentativo di medici in tutta Italia, mostra la preoccupazione per il futuro da parte dei medici che lavorano sul territorio dopo gli anni devastanti della pandemia. Il miglioramento del Ssn, soprattutto a livello territoriale, è un’esigenza improrogabile e la crisi di Governo ha, secondo loro, un impatto preoccupante, soprattutto per quanto riguarda i fondi del Pnrr per la sanità”.

Tag: Iqvia / Servizio Sanitario Nazionale /

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