Payback, l’Emilia Romagna chiede la sanatoria. Confindustria DM: “Passo importante”

Per ora è solo l’Emilia-Romagna ma chissà se seguiranno le altre. La Regione ha chiesto al governo di superare il payback e di affrontare il debito pregresso con una sanatoria nazionale che non ricada né sulle imprese né sui bilanci sanitari regionali.
Agire subito
“Non possiamo perdere ulteriore tempo, bisogna agire subito, perché questo sistema non può reggere con queste norme: il payback era nato come strumento di contenimento della spesa, ma si è progressivamente trasformato in un modello che la aumenta, scaricando i conti in maniera insostenibile sulle imprese e sui bilanci sanitari regionali- sottolineano il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi –. Per questo è necessaria, subito, una sanatoria sostenibile riguardo la copertura dei pagamenti relativi al periodo 2019-2025, ma soprattutto va definitivamente archiviato l’intero meccanismo del payback dei dispositivi medici. Sono anni che ne chiediamo l’abrogazione a salvaguardia della tenuta del Sistema sanitario nazionale, del diritto universale della salute e a fronte della sempre più crescente situazione di incertezza che sta attraversando il distretto biomedicale dell’Emilia-Romagna, tra i più importanti in Europa”.
“L’eliminazione del payback – spiegano ancora Colla e Fabi – non rappresenta tuttavia una rinuncia al controllo della spesa, bensì il passaggio a una governance preventiva, fondata su dati, programmazione e valutazione dell’appropriatezza e del valore generato. Non sarebbe responsabile chiedere nuove risorse pubbliche senza rafforzare contemporaneamente gli strumenti con cui quelle risorse vengono programmate e utilizzate. La Regione Emilia-Romagna, le sue imprese e i sindacati – proseguono –sono disponibili a un confronto responsabile nel merito per mettere in campo una riforma di carattere strutturale che tenga conto della necessità di finanziare adeguatamente il servizio sanitario pubblico e della priorità di ridurre gli sprechi, analizzando le cause degli eventuali scostamenti distinguendo tra crescita dei bisogni, dinamiche dei prezzi e inefficienze”.
Per Confindustria Dm è un passo importante
“La proposta rappresenta un passo importante: significa riconoscere che questo meccanismo non è più sostenibile né per le imprese né per il Servizio sanitario”, sottolinea in una nota Fabio Faltoni, presidente di Confindustria dispositivi medici, commentando la posizione assunta e auspicando che venga raccolta dalle altre Regioni e condivisa in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Transizione ordinata, con tempi certi e adeguate coperture
“Imprese, Regioni e Servizio sanitario si trovano a fare i conti con una criticità comune: l’incoerenza tra fabbisogni sanitari reali e tetti di spesa, che non riflettono l’evoluzione della domanda di salute. Per questo possiamo e dobbiamo avanzare al governo una proposta comune: superare il payback, tutelare gli equilibri dei bilanci regionali e costruire un nuovo modello di governance della spesa”, ribadisce il presidente Faltoni nel corso dell’audizione in Conferenza Stato-Regioni e sottolinea la necessità di una transizione ordinata, con tempi certi e adeguate coperture, accompagnata da misure capaci di impedire la formazione di nuovo debito.
“Il payback è nato con l’obiettivo di contenere la spesa sanitaria – dichiara Faltoni –, ma l’esperienza di questi anni dimostra che ha prodotto effetti distorsivi: ha accumulato debiti, alimentato il contenzioso e aumentato l’incertezza per le imprese, frenando investimenti e innovazione. Un meccanismo che genera queste conseguenze non può rappresentare una soluzione strutturale alla sostenibilità del Servizio sanitario. A essere esposti sono anche interi territori e filiere produttive, a partire da Mirandola, uno dei più importanti distretti biomedicali d’Europa, dove la pressione esercitata dal payback rischia di compromettere capacità produttiva, occupazione e investimenti”.
Governance più efficace
“Superare il payback non significa rinunciare al controllo della spesa pubblica – conclude Faltoni – ma passare da un controllo ex post a una governance più efficace, fondata su programmazione, dati e valutazione del valore delle tecnologie. Abbiamo bisogno di un sistema che consenta di programmare la spesa in funzione dei reali bisogni di salute, misurare i risultati e intervenire tempestivamente sulle inefficienze, anziché scaricarne i costi a posteriori sulle imprese. È su questo terreno che Regioni e industria possono costruire una proposta comune al governo”.


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