Pnrr, Speranza: 7,9 miliardi per l’assistenza territoriale e 12,33 miliardi per la digitalizzazione

Pubblicato il: 3 Marzo 2022|

Prossimità, innovazione e uguaglianza. Con queste tre parole chiave il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha definito il piano di rinnovamento della sanità, in linea con la Missione 6 del Piano di ripresa e resilienza. Riferendo sullo stato di attuazione del Pnrr, alle commissioni riunite Bilancio, Igiene e Sanità e Politiche dell’Unione europea del Senato, ha parlato di un investimento di 7,9 miliardi di euro nella Component 1 della Missione 6 del Pnrr per la riforma dell’assistenza territoriale, al quale si sommano altri 12,33 miliardi per la Component 2, ovvero la formazione, la ricerca e la digitalizzazione dell’assistenza sanitaria. Tali risorse includono il Piano nazionale complementare (Pnc) e il Recovery assistence for cohesion and the territories of europe (React-Eu).

Puntare sulla sanità di prossimità

“Una sanità di prossimità per essere più vicini alle persone, rimettendo radici più profonde nei territori, è la prima scelta che compiamo. Per raggiungere questo obiettivo servono insieme riforme e investimenti. Il provvedimento di cui oggi discutiamo rappresenta la premessa indispensabile per raggiungere davvero l’obiettivo che ci siamo dati”, ha aggiunto il ministro.

Il Dm 71

Il primo passo è l’adozione, entro il 30 giugno del Decreto ministeriale 71 come “punto di partenza della riforma dell’assistenza territoriale, la condizione indispensabile per l’implementazione delle strutture e degli interventi previsti dalla Component 1” della Missione 6 del Pnrr, come ha spiegato Speranza. Il Dm definisce un nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza primaria, individua standard strutturali tecnologici organizzativi uniformi su tutto il territorio nazionale, promuove un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e clinico ed è un passo concreto per il superamento delle disuguaglianze.

Investimenti per 7,9 miliardi per l’assistenza territoriale

Il ministro della Salute ha poi passato in rassegna gli investimenti previsti per la riforma dell’assistenza territoriale, pari a 7,9 miliardi di euro ai quali si aggiungono i 12,33 miliardi per la formazione, la ricerca e la digitalizzazione. Di queste risorse, 625 milioni andranno alla sanità del Sud. “L’Italia per la prima volta nella sua storia – ha detto Speranza – avrà finanziato dalla Commissione europea un Pon salute. Non era mai successo prima. Si tratta di 625 milioni per la sanità del nostro Mezzogiorno. Credo che sia una svolta importante che tutti dovremo saper riconoscere e valorizzare. È un progetto con una forte dimensione sociale che ci consentirà di mettere in campo ulteriori interventi sulla medicina di genere, sulla salute mentale, sulla povertà sanitaria e io insisterò in modo particolare sugli screening oncologici, terreno su cui il Mezzogiorno ha pagato un prezzo di ritardo negli anni e su cui finalmente abbiamo risorse nuove da investire che vanno nella direzione giusta”.

Case e ospedali di comunità

Due miliardi serviranno alle case della comunità che rappresentano il cuore della nuova rete territoriale. Alla telemedicina sono destinate risorse pari a un miliardo di euro per rafforzare l’assistenza domiciliare e rendere la casa come primo luogo di cura”, entro il 2026 al 10% per gli over 65. “In Italia eravamo solo al 4% di copertura pochi mesi fa, con una media Ocse al 6% e i migliori esempi in Europa, ovvero in Germania e in Svezia, al 9%”, ha sottolineato il ministro. Un altro miliardo è destinato agli ospedali di comunità che sono strutture dedicate ai pazienti che necessitano di interventi sanitari a media-bassa intensità clinica e degenze di breve durata.

La sanità digitale

Ruolo importante del piano sarà svolto dalla “sanità digitale, la digitalizzazione dei dipartimenti d’emergenza e accettazione (Deda), l’ammodernamento delle grandi apparecchiature e la ricerca”, ai quali sono destinati circa 7,6 miliardi, ha specificato Speranza. In particolare: 1,672 miliardi per l’ammodernamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati e la simulazione; 4 miliardi per il rinnovamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero; 520 milioni per la valorizzazione e il potenziamento della ricerca biomedica del Servizio sanitario nazionale; 437,4 milioni per l’ecosistema innovativo per la salute. Previsti anche 50 milioni di euro per l’uso dell’intelligenza artificiale nella cura dei pazienti.

Tag: case di comunità / digital health / pnrr / roberto speranza / sanità digitale / telemedicina /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
Chirurgia robotica

Più applicazioni e mercato, ma i robot chirurgici sono ancora un lusso

Nonostante cresca il numero degli interventi eseguiti Italia, secondo gli esperti c’è un problema di “robot divide”, legato soprattutto al prezzo e alla manutenzione dei macchinari. La ricerca intanto fa passi da gigante. Mentre in mezzo al dominio dei grandi produttori, spunta un’eccellenza italiana

RUBRICHE
FORMAZIONE