Il prezzo dei farmaci negli Usa aumenterà del 9,3% entro il 2016

Pubblicato il: 8 Settembre 2016|

A fine 2016 il prezzo dei medicinali negli Stati Uniti aumenterà del 9,3% È questa la previsione della società di assicurazione dei crediti Coface, pubblicata sul numero di agosto della sua rivista Panorama. L’aumento sarebbe motivato dall’ingresso sul mercato di medicinali speciali ad alto costo, mantenendo il trend positivo già registrato nel 2014 (+8,5%) e nel 2015 (+7,2%). Nessun calo insomma, nonostante la riforma sanitaria del presidente americano Barack Obama, l’Affordable Care Act, che avrebbe migliorato l’accesso della popolazione a una copertura sanitaria a costi contenuti. Coface rivede quindi le proprie stime per gli investitori valutando il mercato statunitense a “rischio basso”. Degli otto farmaci più venduti tra i Paesi occidentali, sette risultano essere i più cari proprio negli Stati Uniti. Il Gleevec di Novartis (trattamento di alcune leucemie) lo scorso anno ha registrato un aumento del 270% rispetto al 2011. Januvia (diabete) è passato dai 146 dollari del mese di ottobre 2006 ai 213 dollari a dicembre 2013 (+46%) fino a toccare i 331 dollari a gennaio 2015 (+55%).

 

Aumento farmaci Usa

Senza contare l’aumento del Daraprim che ha toccato il +5000%.
DARAPRIM

L’alto costo dei farmaci si accompagna anche a una spesa consistente nel settore ospedaliero. Secondo i dati della International federation health plan riportati da Coface su Panorama la degenza costerebbe circa 18 mila dollari, contro i 4-6 mila dollari di Giappone, Canada e Paesi Bassi. L’argomento è sensibile per gli americani. Tre persone indebitate su cinque lo sono a causa delle spese sanitarie: la sanità risulta essere diseguale e i prezzi dei farmaci sono soggetti alle decisioni delle aziende che li giustificano con gli alti costi di sperimentazione e produzione. Inoltre la crisi economica 2008-2009 non ha inciso eccessivamente sulla riduzione dei listini.

L’articolo sottolinea anche altri aspetti. Ad esempio quanto lo Stato fatichi nel controllare i prezzi e il fatto che la cosiddetta “Obama Care” non si occupi della diminuzione dei prezzi, ma solo di sviluppare l’accesso sanitario (alle cure per l’epatite C nel 2013 hanno avuto accesso 18 mila persone, arrivando a 170 mila nel 2014 e a 249 mila nel 2015). Panorama rileva inoltre che, nonostante gli Usa investano il 17,1% del Pil (dati 2014) nella sanità, permangano alcuni gap con gli altri Paesi occidentali: un’aspettativa di vita più bassa, il tasso di obesità doppio e la mortalità infantile più elevata.

Obesità
Abbassare i prezzi? Manco a dirlo, se al sistema in vigore negli Usa si applicassero i tetti della Francia (i cui prezzi sono tra i più bassi d’Europa), il fatturato del solo Harvoni – a titolo di esempio – calerebbe del 45%.

Tag: coface / prezzo farmaci / Stati Uniti /

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