Scorte di vaccini anti-Covid in scadenza: il monito delle Regioni contro lo spreco

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Pubblicato il: 13 Maggio 2022|

C’è il rischio di sprecare scorte di vaccini anti-Covid in scadenza. A sollevare la questione è stato Raffaele Donini, assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, partecipando a Bologna all’inaugurazione di Cosmofarma. Per Donini bisognerà, insieme al Governo, “studiare il modo di ‘piazzare’ le scorte non utilizzate prima che scadano”.

Distribuire le scorte a rischio

“Le scorte ci sono anche in ragione della somministrazione della quarta dose. Queste scorte, in accordo col Governo, dovranno essere collocate in qualche modo nella migliore condizione prima che scadano. O impegnate nelle Regioni che hanno numeri inferiori o in Paesi, come è già stato fatto in passato, in cui la vaccinazione non è certo al livello dell’Italia”, spiega Donini.

L’autunno

Per quanto riguarda invece il prossimo autunno, aggiunge l’assessore, “ci attendiamo la fornitura, immagino da settembre-ottobre, dei nuovi vaccini che possono essere più attagliati anche alle nuove varianti. Poi saranno il Governo, il ministero, l’Istituto superiore di sanità e la comunità scientifica nel suo complesso a dirci se questa vaccinazione andrà estesa a tutti, come quella precedente, o se dovremo concentrarci sulle persone più vulnerabili o su quelle da una certa età in su”. Quindi “aspettiamo indicazioni”, ribadisce Donini. Intano, “dobbiamo tenerci pronti con la nostra rete territoriale, prima di tutto con i medici di medicina generale e anche con la farmacia dei servizi”.

Quarta dose e disuguaglianze

Secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe, al mattino dell’11 maggio state somministrate 384.600 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 e 88.099 ospiti delle Rrsa che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dell’8,7% con nette differenze regionali: dal 2,4% del Calabria al 18% del Piemonte .

Cartebellotta: “Rischiosa strategia attendista”

“Le inaccettabili disuguaglianze regionali sulle coperture con le quarte dosi –commenta il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta – dimostrano che le strategie di chiamata attiva sono molto più efficaci della prenotazione volontaria. Tuttavia, la lentezza con cui procedono le somministrazioni è spia di una serpeggiante esitazione vaccinale, spesso alimentata da discutibili consigli sanitari, che invitano ad aspettare l’autunno per effettuare l’ulteriore richiamo con vaccini aggiornati”.

Secondo Cartabellotta una “strategia attendista” può essere molto rischiosa per tre ragioni: “Innanzitutto, non vi è alcuna certezza su quando saranno disponibili questi vaccini ‘aggiornati’. In secondo luogo, i dati dimostrano sia il calo progressivo dell’efficacia vaccinale sulla malattia grave, sia una elevata mortalità negli over 80 già coperti con la terza dose. Infine – conclude il presidente di Gimbe ­– si consolidano sempre più le prove di efficacia della quarta dose nel ridurre ospedalizzazioni e decessi.  Senza mezzi termini: tenendo conto sia della particolare fragilità della platea a rischio, sia della elevata circolazione virale, la quarta dose deve essere fatta subito”.

Tag: conferenza regioni / Cosmofarma / covid / raffaele donini / vaccini /

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