Società italiana di pediatria (Sip) e Fondazione Penta: “L’Organizzazione mondiale della sanità cruciale per la salute dei bambini”

salute bambini
Pubblicato il: 4 Febbraio 2025|

Ben venga la decisione – veicolata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci – di confermare la presenza dell’Italia all’interno dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Rispetto alle critiche piovute nei giorni scorsi sull’Agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, seguite alle dichiarazioni di intenti del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, c’è da registrare la posizione della comunità (nazionale e non) dei pediatri.

Alla pari di quanto già espresso dagli igienisti, considerando il ruolo di cura nei confronti dei soggetti più fragili, scontata la loro posizione a difesa dell’Organizzazione.

Ripristinare i finanziamenti per non fermare la ricerca pediatrica

Sul punto, nelle ultime ore, sono state registrate le repliche della Fondazione Penta e della Società italiana di pediatria (Sip).

Nell’avviare una sottoscrizione a difesa dei finanziamenti sanitari globali (è possibile sottoscriverla qui), l’organizzazione internazionale che da trent’anni supporta la ricerca pediatrica indipendente (soprattutto nel campo delle malattie infettive) è intervenuta per “chiedere il ripristino immediato e completo degli aiuti sanitari internazionali”, onde evitare il protrarsi di uno stop che “ha già gravemente interrotto le iniziative che affrontano sfide sanitarie critiche: tra cui il trattamento dell’Hiv, il controllo della tubercolosi e la prevenzione della malaria”.

Chiarisce Carlo Giaquinto, ordinario di pediatria dell’Università di Padova e presidente della Fondazione Penta: “La sospensione in corso degli aiuti internazionali sta limitando l’accesso a trattamenti salvavita e mettendo a repentaglio i progressi duramente conquistati nella lotta contro le malattie infettive”.

L’Organizzazione mondiale della sanità nella gestione delle crisi sanitarie

Sul tema è intervenuta anche la Sip. “L’Organizzazione mondiale della sanità – spiega Rino Agostiniani, da pochi mesi alla guida della principale società scientifica pediatrica italiana – svolge un ruolo cruciale nel monitoraggio e nella risposta alle crisi sanitarie, garantendo la condivisione di informazioni e strategie tra i Paesi, fornendo indicazioni basate sull’evidenza scientifica e coordinando interventi mirati. Epidemie come Ebola, Sars e poliomielite dimostrano quanto sia indispensabile una risposta congiunta: le malattie infettive non conoscono confini e la loro diffusione può avere impatti devastanti sulla salute e sull’economia”.

Conseguenze peggiori per le popolazioni più vulnerabili

A queste latitudini, non deve rassicurare l’essere spesso esenti da epidemie “che rimangono diffuse ai Paesi più poveri soltanto perché fermate all’origine, spesso attraverso il supporto e il coordinamento dell’Oms”, chiarisce la Sip, ricordando poi il ruolo avuto dall’Agenzia “nell’eliminazione del vaiolo, nella lotta contro la poliomielite e nella definizione delle strategie vaccinali contro influenza e Covid-19”.

Far parte di questa rete, secondo la comunità dei pediatri italiani, “è cruciale per garantire una risposta rapida ed efficace a nuove minacce sanitarie”.

Gli esperti hanno anche espresso gravi preoccupazioni sulle conseguenze a lungo termine per i programmi di salute materna e infantile, soprattutto in Africa. “Non possiamo permetterci ulteriori ritardi – conclude Giaquinto -. Le popolazioni più vulnerabili del mondo dipendono da questi programmi e la collaborazione globale è assolutamente essenziale per prevenire gravi battute d’arresto nella salute pubblica”.

Tag: covid-19 / disuguaglianze / emergenze sanitarie / Farmaci in pediatria / poliomielite / salute globale / vaiolo /

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