Meno qualità e sicurezza: la spending review secondo cittadini e professionisti

Pubblicato il: 28 Novembre 2014|

Le politiche di razionalizzazione della spesa hanno avuto pesanti ricadute sui servizi sanitari in termini di qualità, accessibilità e sicurezza. A dirlo non sono soltanto i pazienti, ma anche i professionisti della salute intervistati per un'indagine promossa dal Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva

La ricerca presentata oggi a Roma è composta da due parti: da un lato le opinioni – raccolte fra aprile e luglio 2014 – di un campione di 1.438 professionisti appartenenti a 15 organizzazioni (dagli infermieri fino agli ingegneri clinici); dall'altro i contenuti di circa un migliaio di segnalazioni inviate dai cittadini alle sedi territoriali del Tribunale per i diritti del malato.

I professionisti

Sul primo fronte, il 72% dei professionisti sottolinea che è in atto una vera e propria riduzione della qualità dei servizi; il 65,3% rileva un forte aumento dei tempi di attesa ed il 61,7%, un marcato aumento dei rischi per la sicurezza.In particolare, l’81% del campione conferma che i tagli previsti dai diversi provvedimenti impattano molto sul proprio operato quotidiano, il 62% sulla mancanza di personale adeguato per la pratica clinica, il 56,4% sulla mancanza di personale che garantisca il rispetto dei turni di lavoro, il 53% sui vincoli per l'assunzione di scelte strategiche, il 45,% sulle limitazioni nella scelta della terapia/cura più appropriata. Le figure professionali maggiormente colpite sono tre: infermieri (87,6%), chirurghi (82,3%) e medici di laboratorio (84,1%). L'impatto dei tagli sembra particolarmente “doloroso” nel campo della diagnostica per immagini e di laboratorio, ma anche per le prestazioni interventistiche. Un dato confermato dal 70,5% dei professionisti intervistati.

I cittadini

Da parte loro, i cittadini segnalano nel 45,3% dei casi peggioramenti nei tempi di attesa e soprattutto rinvii di attività programmate a causa di mancanza di protesi, by pass, frese, fili per suture, farmaci (30,8%); macchinari rotti da lungo tempo (26,9%); personale insufficiente(23,1%) e sale operatorie inagibili/indisponibili (19,2%). Ancora, il 37,3% delle segnalazioni fa invece riferimento a problemi inerenti l’assistenza ospedaliera.

Il commento

"L'indagine – spiega Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – dimostra come la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini prevista dalla spending review, e le molteplici manovre finanziarie ad essa precedenti e successive, se da una parte hanno contribuito a rimettere in ordine i conti del Servizio sanitario nazionale, dal punto di vista dell'assistenza garantita ai cittadini non sembrano aver centrato l'obiettivo e cioè l' "invarianza di servizi ai cittadini. Anzi, si è deciso di far quadrare i conti sacrificando qualità, sicurezza e accessibilità alle cure. E’ necessario invertire subito la rotta, e il primo banco di prova è la Legge di Stabilità 2015”.

L'indagine civica è stata realizzata con il contributo non condizionato di Assobiomedica. Per i professionisti hanno partecipato 15 organizzazioni di categoria: Ipasvi, Siaarti, Siot, Fismelab, Cic, Aiic, Gise, Simeu, Fare, Sic, Aislec, Sirm, Sicve, Sifo, Sifac.

Assieme all'indagine sono state presentate “10 proposte civiche per recuperare risorse in sanità”: 

1. prevedere un unico assessorato regionale alla salute e alle politiche sociali, in modo da recuperare risorse e promuovere una reale integrazione socio-sanitaria delle politiche pubbliche;

 2. aggredire le esistenti duplicazioni di centri decisionali, funzioni e strutture: assorbono risorse indebitamente, penalizzano l'equità di accesso e rallentano l’accesso ai servizi per i cittadini. È il caso ad esempio delle Commissioni Regionali del Farmaco che ripetono analisi già svolte dall'AIFA, dei "reparti fotocopia" o dei "primariati" inutili;

3. revisionare e aggiornare il Nomenclatore Tariffario dei Presidi, delle Protesi e degli Ausili. Oggi il prezzo rimborsato dal SSN per alcuni dispositivi medici è maggiore rispetto all'acquisto fatto privatamente;

4. prevedere nell'ambito degli iter di riconoscimento dell'invalidità civile e Legge 104/92 un unico momento di accertamento medico legale integrato con medici ASL e INPS, eliminando gli attuali ulteriori 2 momenti di accertamento e al fine di contenere i relativi costi ("gettoni presenza";

5. spendere bene le risorse a disposizione per ciò che serve realmente ai cittadini, attraverso l'utilizzo di strumenti rigorosi di rilevazione del fabbisogno reale e l'implementazione di un sistema unitario di Health Technology Assessment (HTA) che coinvolga le associazioni di cittadini e pazienti;

6. coordinare e “strategizzare” a livello nazionale e regionale gli investimenti per l'informatizzazione del SSN, al fine di utilizzare al meglio le risorse disponibili, superare l'attuale frammentazione dei sistemi informativi nazionali, regionali e aziendali, nonché garantire la loro interoperabilita';

7. allargare e promuovere maggiormente modalità di centralizzazione degli acquisti anche a prodotti e servizi come: comunicazione istituzionale, servizi elisoccorso, materiali di consumo per uffici, rifiuti ospedalieri, servizi assicurativi, servizi di pulizia;.

8. potenziare le politiche di prevenzione del SSN, utilizzando interamente a questo scopo il 5% del Fondo Sanitario (si spende in media il 4,2%), ad esempio livellando al rialzo le performance regionali relative al tasso di adesione dei cittadini ai programmi organizzati di screening in campo oncologico, alle vaccinazioni e promuovendo i programmi di prevenzione primaria;

9. migliorare l’organizzazione dei servizi. Promuovere la definizione e l'implementazione di Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) al fine di migliorare la qualità dell'assistenza, l'appropriatezza delle prestazioni e il miglior utilizzo delle risorse. Potenziare l’assistenza al domicilio in tutte le sue forme, per ridurre ricoveri inutili o inappropriati e migliorare, contestualmente, la qualità del servizio per le persone;

10. promuovere politiche volte ad aumentare l'aderenza terapeutica, l'utilizzo dei farmaci equivalenti, nonché l'utilizzo di farmaci biosimilari garantendo su tutto il territorio nazionale il rispetto delle indicazioni fornite su questo specifico ambito dall'AIFA attraverso il relativo position paper.

 

La ricerca in sintesi

 

Tag: assobiomedica / Cittadinanzattiva / Legge di stabilità / spending review / tagli / Tonino Aceti / tribunale diritti del malato /

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