Tetti farmaceutica, aumento vincolato al saldo del payback 2019-2020

Pubblicato il: 23 Dicembre 2021|

Un tetto più elevato per la spesa farmaceutica, ma solo per le aziende che saldano il conto del payback 2019-2020, cioè relativo al ripiano degli sforamenti a carico dell’industria. È quanto prevede un emendamento alla manovra 2022 approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, accogliendo una delle richieste avanzate dalle Regioni. La modifica dovrebbe confluire nel maxiemendamento del Governo, su cui l’Aula del Senato si esprimerà il 24 dicembre. Verrebbe introdotta anche una penalizzazione, relativa alla rimborsabilità dei medicinali, per le aziende che non pagano integralmente il ripiano.

La modifica ai tetti

Con la manovra il tetto complessivo della spesa farmaceutica pubblica passerà dal 14,85% al 15% del Fondo sanitario nazionale per il 2022, al 15,15% per il 2023 e al 15,3% per il 2023. Il tetto per la convenzionata (acquisti in farmacia) resterà invariato (7%). Il tetto di spesa per acquisti diretti (che include i farmaci usati dagli ospedali e quelli di classe A distribuiti da Asl e presidi) passerà dall’attuale 7,65% del totale del Fsn all’8% per il 2022. L’aumento della spesa è stimato in circa 185 milioni di euro nel 2022, 375 milioni nel 2023 e 575 milioni di euro nel 2024.

La revisione

La revisione del tetto è però vincolata ad alcune condizioni. Già nella prima versione della manovra, questa veniva subordinata all’aggiornamento annuale da parte dell’Aifa dell’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, sulla base dei criteri di costo e di efficacia e all’allineamento dei prezzi dei farmaci terapeuticamente sovrapponibili, nel rispetto dei criteri determinati da Aifa previo parere della Cts, da effettuarsi entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento”. Un paletto, sgradito all’industria, che non è stata modificato dall’iter in Commissione.

Saldare il payback

Ora si aggiunge un’altra condizione. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio 2022, il ministero della Salute, di concerto con quello dell’Economia e su proposta di Aifa, emanerà un decreto per applicare l’aumento dei tetti “esclusivamente in favore delle aziende farmaceutiche che hanno provveduto all’integrale pagamento dell’onere di ripiano per gli anni 2019 e 2020, senza riserva”.

C’è di più: “Per l’azienda farmaceutica per la quale sia stato verificato il mancato pagamento in tutto o in parte dell’onere di ripiano previsto per il relativo AIC, sono avviate da Aifa le procedure per la cessazione del rimborso a carico del Servizio sanitario nazionale dello stesso AIC, previa verifica da parte di Aifa della sostituibilità del farmaco con altro medicinale di analoga efficacia”.

Poi una mano tesa alle Regioni: “In considerazione dell’emergenza Covid in corso, le entrate di cui al payback relativo all’anno 2019 oggetto di pagamento con riserva possono essere utilizzate dalle Regioni per l’equilibrio del settore sanitario dell’anno 2021, ferma restando la compensazione delle stesse a valere sul fabbisogno sanitario nazionale standard dell’anno in cui il pagamento con riserva è definito, qualora di entità inferiore”.

Da anni il payback è oggetto di lunghi contenziosi. Di recente il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi di alcune aziende farmaceutiche per il payback 2019. Nel frattempo, Regioni e Farmindustria avrebbero avviato una trattativa per chiudere la partita del payback 2019-2020 con un accordo transattivo. Come accadde per il 2013-2017.

Tag: legge di bilancio 2022 / manovra / payback / spesa farmaceutica / tetti /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE