Tribunale dei Brevetti, appello alla Presidenza del Consiglio a favore di Milano con “pieni poteri”

Milano avrà una delle sedi centrali del Tribunale unificato dei brevetti (Tub). Va ancora capito, però, con quali attribuzioni. Perché Francia e Germania spingono per tenere a sé una parte delle competenze (nell’ambito chimico-farmaceutico), in origine assegnate a Londra prima di Brexit, senza le quali la sede milanese risulterebbe depotenziata. A favore della candidatura di Milano come sede centrale del Tribunale unificato dei brevetti, con riferimento alle competenze già assegnate alla sede di Londra, pubblichiamo integralmente un testo prodotto dall’America Chamber of Commerce in Italy.
American Chamber of Commerce in Italy opera nei diversi ambiti attraverso comitati tematici. Il Comitato Life Sciences, di cui fanno parte le principali società statunitensi in ambito Life Sciences, ma anche case farmaceutiche italiane, professionisti e soggetti con interesse in ambito Life Sciences, nell’ultimo anno ha avviato – in coordinamento con le altre associazioni attive nell’ambito della tutela della proprietà intellettuale (e fra esse Indicam, Aippi, Ordine avvocati di Milano e altri.) e con il tavolo tecnico del Comune di Milano sul Tub – una serie di iniziative a favore della candidatura di Milano come sede centrale del Tribunale Unificato dei Brevetti con riferimento alle competenze già assegnate alla sede di Londra.
Quali interessi in gioco
L’interesse verso la sede del Tribunale Unificato dei Brevetti non è solo determinato da ragioni di prestigio per il nostro Paese, ma anche da ragioni economiche e di sviluppo. È infatti evidente l’interesse che una simile istituzione potrebbe suscitare innanzitutto per gli investimenti stranieri, e fra questi per quelli delle imprese statunitensi verso il nostro Paese in un settore in cui le imprese rappresentano una componente significativa degli stakeholders.
Prendiamo quindi nota con estremo favore degli ultimi sviluppi sulla vicenda, ed in particolare del negoziato volto alla assegnazione a Milano di una delle sedi centrali del Tribunale Unificato dei Brevetti, ed in particolare quella che sarà competente per le vertenze relative ai brevetti in materia chimico-farmaceutica.
Insidia Londra-Berlino
E, tuttavia, alla contentezza per il risultato che ormai pare essere stato raggiunto grazie ad un impegno governativo che negli ultimi mesi è stato costante, con la partecipazione al più alto livello dei ministri competenti (si pensi alle iniziative del Ministro Nordio), si accompagna l’amarezza di apprendere che una parte importante delle competenze originariamente attribuite a Londra potrebbe non essere trasferita a Milano, bensì assegnata alla sede di Parigi, o di Monaco di Baviera.
Italia a rischio ridimensionamento
Il punto non è soltanto che – se si realizzasse l’attribuzione alla sede centrale di Milano di competenze più che dimezzate rispetto a quelle assegnate a Londra – si tratterebbe di un grave ridimensionamento delle attribuzioni al nostro Paese, e più che davanti un bicchiere mezzo pieno saremmo di fronte a qualche goccia d’acqua.
Quello che preoccupa più di ogni altro le aziende del comparto, e tra esse la componente statunitense delle case farmaceutiche e dei produttori di dispositivi medici che fanno parte del Comitato Life Sciences di AmCham, è il fatto che la validità di brevetti farmaceutici, chimici e certificati complementari di protezione è frequentemente trattata nell’ambito del medesimo procedimento, e la divisione artificiale delle competenze fra diverse sedi centrali rischia di determinare grandi incertezze dal punto di vista processuale, a discapito del sistema nel suo complesso.
Un’iniziativa diplomatica
Ecco perché è fondamentale che – a partire dai prossimi giorni – il Governo nelle sue più alte cariche assuma un’iniziativa diplomatica volta a realizzare l’obiettivo di cui sopra, e cioè ad assicurare che Milano ospiti una delle sedi centrali del Tub con le competenze originariamente assegnate alla sede londinese.
Solo nel caso in cui – nel dialogo negoziale con Francia e Germania – questo obiettivo non fosse concretamente realizzabile, è comunque fondamentale che a Milano sia assegnata una quota di competenze significativa, che non determini un’umiliazione del nostro Paese al tavolo delle trattative, e soprattutto che consenta di distinguere in modo sufficientemente netto le competenze attribuite alle diverse sedi.
Serve il supporto dei tecnici
In ogni caso, qualsiasi soluzione di compromesso che dovesse essere discussa al tavolo negoziale dovrebbe essere valutata con l’aiuto dei tecnici alla luce dell’impatto della medesima sia sulle competenze effettivamente attribuite alle tre sedi sia soprattutto rispetto al sistema unitariamente considerato, per evitare conflitti di competenze che danneggerebbero il nascente sistema del brevetto unitario.
Il tempo stringe
Infine, un cenno alla questione tempo. Abbiamo detto della necessità di una iniziativa diplomatica a partire dai prossimi giorni, perché il sistema entra in vigore il primo giugno 2023, ed è fondamentale che ciò avvenga con le tre sedi pienamente operative. A questo proposito, si è ipotizzato che, per consentire a Milano di mettersi al passo delle altre due sedi, l’operatività della sede milanese sarebbe rinviata a giugno 2024, mentre Parigi e Monaco di Baviera sarebbero operative subito. Ecco, si tratta di una soluzione gravemente errata, in quanto capace di creare ulteriori incongruenze nella determinazione delle competenze attribuite alle diverse sedi.
Partire insieme
In altre parole, Parigi, Monaco di Baviera e Milano “simul stabunt vel simul cadent”: o si parte tutti insieme al primo giugno 2023, e Milano è certamente capace di organizzare in tempi brevi i lavori della sede, potendo contare sul grattacielo Pirelli che – secondo le informazioni circolate – sarebbe già stato messo a disposizione da parte di Regione Lombardia, oppure è auspicabile che sia disposto un breve rinvio dell’avvio di tutto il sistema del Tub, in modo da partire con le tre sedi pienamente operative nel 2024. Ecco perché il tempo è un fattore fondamentale, ed è necessario che il Governo assuma il prima possibile l’iniziativa politico-diplomatica più efficace per realizzare gli obiettivi sopra esposti.
* Partner DLA Piper (Head of Life Sciences Sector) Presidente Comitato Life Sciences AmCham
** Managing Director, American Chamber of Commerce in Italy


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