Tubercolosi, informare per prevenire è la priorità per i più fragili

Pubblicato il: 11 Settembre 2024|

Nonostante i progressi raggiunti negli ultimi decenni, rimangono da affrontare diverse sfide per raggiungere l’obiettivo di eliminare la tubercolosi nel mondo.

Nei Paesi occidentali la malattia è ormai considerata sotto controllo, ma in molti altri Paesi si continuano a registrare nuovi casi ogni anno, impedendo così di raggiungere l’obiettivo di eradicazione entro il 2035.

Alla sensibilizzazione sul tema e all’importanza di una rete territoriale che consenta uno screening veloce e preciso dei soggetti con potenziali sintomi e dei loro contatti stretti, è dedicato un incontro dal titolo “Tubercolosi 2024: un’agenda per la prevenzione e il trattamento”.

L’evento, in programma martedì 24 settembre a Milano, dalle ore 14.30 alle 17.30, presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo (in via Romagnosi 8), fa parte della campagna “Diagnostica e Prevenzione: medicina, istituzioni, impresa, insieme per la salute dei cittadini”, ideata in partnership dall’Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli ETS), Cittadinanzattiva, Federchimica Assobiotec e Diasorin, ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini su problematiche di carattere infettivologico, causa di gravi effetti sulla salute.

A rischio le persone più fragili

Con la progressiva intensificazione di spostamenti in parti del mondo ad alta incidenza, la tubercolosi è tornata a costituire un’emergenza per le popolazioni fragili, tra cui soggetti migranti, pazienti immunodepressi e contesti di convivenza stretta come rifugi per senzatetto e carceri. Si stima oggi che la tubercolosi sia la seconda causa più frequente di morte per singolo agente infettivo al mondo dopo il Covid-19 e che dal 2025 questa infezione potrebbe diventare la principale causa di decesso per singolo agente infettivo.

I casi in Europa

Secondo lo European centre for disease prevention and control (Ecdc) e l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel 2022 (ultimi dati ufficiali disponibili) nelle nazioni europee dell’Oms sono stati notificati poco più di 170mila casi di tubercolosi, con un leggero aumento rispetto al 2021. In Italia, i casi stimati sulla base delle notifiche sono meno di 3000 l’anno dal 2020. Nel 2021 sono stati notificati 2480 casi.

Importante azione di sensibilizzazione

L’incontro di Milano segue quello tenuto a Bari lo scorso 17 giugno e permetterà di inquadrare la dimensione del problema in Lombardia e a livello nazionale e di immaginare possibili azioni da intraprendere per controllare la malattia in ambito nazionale e locale.

“Abbiamo la percezione che la tubercolosi sia principalmente legata all’immigrazione. Tuttavia, i migranti di solito non arrivano con la malattia già manifesta, ma con l’infezione latente, provenendo da Paesi ad alta incidenza. Spesso, la malattia si sviluppa e diffonde in Italia per le condizioni drammatiche in cui si trovano. La tubercolosi circola però anche tra gli italiani e quindi è molto importante cercare di sensibilizzare la popolazione al fine di una pronta diagnosi in tutti e un’efficace prevenzione”, sottolinea Daniela Maria Cirillo, capo dell’Unità Patogeni Batterici Emergenti dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Tag: amali ets / Assobiotec / Cittadinanzattiva / dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano / DiaSorin / Federchimica / Oms / tubercolosi /

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