Il tumore polmonare mette in crisi anche i bilanci familiari

Pubblicato il: 24 Novembre 2016|

Seimila euro a paziente e record europeo. In Italia a tanto ammontano i costi indiretti a carico delle famiglie per ciascun malato di cancro al polmone. Come se non bastasse il 40% dei nuclei familiari fa fatica a mantenere il proprio posto di lavoro. Quali soluzioni? Mentre le associazioni dei pazienti chiedono sia riconosciuto un compenso per chi assiste personalmente i familiari, il discorso non può non intrecciarsi con la qualità dell’assistenza (ricerca dell’eccellenza, centri hub) e un più equo accesso alle cure per i cittadini del nostro Paese.
Di questi temi si è parlato nel corso dell’incontro “Il nemico sconosciuto: i costi socio-economici del tumore al polmone in Italia”, svoltosi oggi a Roma. Nell’occasione è stato presentato in anteprima lo studio “Reducing the burden: the economic and social costs of lung cancer in Italy”, realizzato da The Economist Intelligence Unit con il supporto incondizionato di Roche. L’epidemiologia resta “pesante”: secondo le cifre fornite da Eurostat, quello del polmone è il tumore a maggior impatto sociale in Europa (280 mila decessi) come in Italia: qui continua a essere il primo big killer negli uomini e il terzo per le donne, considerate le sole cause di morte per cancro.
Dopo l’Italia c’è la Spagna (4 mila euro circa per le spese indotte dalla malattia), seguita da Francia (3 mila) e appena mille in Germania (dati Ispor). Spiega meglio Francesco Saverio Mennini, docente di Economia sanitaria all’Università di Tor Vergata e Research Director del EEHTA del Ceis “una parte importante dei costi è rappresentata dai cosiddetti costi informali, tanto dei caregivers familiari che dei non familiari, ovvero le spese contabilizzate al di fuori dei trattamenti medici e dei ricoveri quali i costi per il trasporto e l’assistenza domiciliare che costituiscono le voci più rappresentative ed onerose”.
La voce dell’industria si fa sentire. “Siamo felici di essere riusciti a sostenere questo importante studio e di poterlo presentare alla stampa italiana” ha dichiarato Francesco Frattini, chief of Staff & Director of Communications di Roche Spa, che ha anche annunciato la nascita del Roche Lung Cancer Observatory. “Un progetto – prosegue Frattini – che ha l’obiettivo di informare e favorire una discussione a tutto tondo sul tumore al polmone che possa prendere spunto sia da dati italiani sia da quelli europei, cercando collaborazioni importanti come nel caso del The Economist. Grazie all’autorevole partner, infatti, siamo in grado di avere una fotografia dei costi economici e sociali della malattia e far emergere i punti salienti su cui tutti i principali stakeholder nazionali e internazionali dovrebbero impegnarsi: la prevenzione, la sostenibilità e la partnership”.

Tag: Ceis / oncologia / polmone / tumore / Università di Tor Vergata /

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