Tumore seno: test genomici gratuiti solo per una parte delle pazienti

Pubblicato il: 20 Settembre 2021|

Test genomici per il tumore al seno non ancora accessibili per le donne di alcune Regioni italiane, se non a pagamento. È quanto denunciano i rappresentanti degli oncologi medici e dei pazienti in una conferenza stampa svoltasi durante il Congresso virtuale 2021 dell’Esmo (European society for medical oncology). È stato approvato infatti, il decreto attuativo del ministero della Salute, relativo al fondo nazionale da 20 milioni di euro, che prevedeva il libero accesso delle pazienti con tumore al seno ai test genomici, utili per identificare quei casi in cui è possibile somministrare solo una terapia ormonale dopo l’intervento chirurgico alla mammella. Cinque Regioni però – Piemonte, Veneto, Molise, Puglia e Calabria – non hanno ancora recepito il decreto del Governo centrale ed emanato provvedimenti ad hoc, nonostante sia scaduto il termine dei 60 giorni.

Iniquità di accesso  

“Non c’è più tempo da perdere e quanto prima, in tutta Italia, devono essere rimborsabili e gratuiti i test genomici per le pazienti colpite da carcinoma mammario eleggibili all’esame” sottolinea Saverio Cinieri, Presidente Eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). “Si stanno accumulando ritardi burocratici-amministrativi e quindi il nostro sistema sanitario non è ancora in grado di garantire le stesse opportunità a tutti i cittadini. Basta davvero poco, a livello di singole pratiche regionali, per poter accedere al fondo di 20 milioni di euro, istituito già nel dicembre 2020 con un emendamento della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati alla Legge di Bilancio 2021. Chiediamo quindi che le Regioni mancanti si attivino al più presto per usufruire delle risorse e agli oncologi medici di prescriverli quando necessario a tutela delle pazienti”.

Evitare chemioterapie inutili

I test genomici per il tumore al seno sono esami estremamente efficaci che possono evitare l’utilizzo di chemioterapie inutili, come spiega Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro. Ma non possono essere somministrati a tutte le pazienti ma solo a quelle considerate a rischio intermedio e con un tumore allo stadio iniziale. “Sono stimabili in circa 10mila casi l’anno su un totale di quasi 55mila nuove diagnosi registrate in Italia” continua Cognetti. “In particolare Oncotype DX ha dimostrato, in un recente studio, di ridurre di un terzo il ricorso a farmaci chemioterapici in fase post-operatoria”.

Benefici economici e sociali

I test genomici rappresentano una risorsa importante e possono evitare alle donne cure chemioterapiche che presentano effetti collaterali molto duri. Senza dimenticati i risparmi ottenuti dalla mancata somministrazione dei farmaci chemioterapici.
“L’accesso gratuito a certe prestazioni sanitarie inoltre va garantito in tutte le Regioni per evitare di trovarci di fronte a pazienti di serie A e altri di serie B”, prosegue Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia, che sottolinea come la propria rete di associazioni è stata impegnata per tutto il 2021 nella promozione di campagne e iniziative di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni locali e nazionali. “Per denunciare le iniquità di accesso e di assegnazione del fondo, stiamo monitorando giorno per giorno la situazione delle delibere” conclude. “Inoltre chiediamo ai medici oncologi di utilizzare i test genomici nella pratica clinica quotidiana, ove consentito”.

Tag: test genomici / tumore seno /

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