Vertice finale del B20: Dompé indica le priorità per il settore della salute

Pubblicato il: 7 Ottobre 2021|

Non c’è “new normal” senza innovazione. La salute è un investimento, da far crescere con un approccio basato sul valore. E ancora: servono sistemi sanitari sostenibili e resilienti, con un’integrazione tra politiche sanitarie e industriali.  Sono queste le tre priorità che la task force Health and Life Sciences del B20 indica ai “grandi” del Pianeta in vista del summit conclusivo del G20, in programma a Roma il 30 e 31 ottobre. A spiegarlo è stato Sergio Dompé, presidente della task force e Ceo di Dompé Farmaceutici, intervenendo al G20 Business Summit (7-8 ottobre, Roma).

Le richieste del B20

Il B20 è uno degli “engagement group” istituiti dal G20. Riunisce imprenditori e associazioni industriali. Nell’anno della presidenza italiana del G20, è stato organizzato da Confindustria e presieduto da Emma Marcegaglia. L’8 ottobre Marcegaglia consegnerà a Mario Draghi un “policy paper” articolato in 32 raccomandazioni, 93 “call to action” e 37 Kpi (Key performance indicator) per misurare l’effettiva attuazione delle proposte.  Ci saranno anche le proposte della task force Health and Life Sciences, una delle nove task force del B20.

Lavoro di squadra

“Le nostre raccomandazioni sono il risultato della collaborazione di 97 membri di tutti i paesi del G20 che fanno parte della task force B20 per la Salute e le Scienze”, ha spiegato Dompé, ringraziando in particolare i quattro co-presidenti che con lui hanno coordinato i lavori: Werner Bauman, amministratore delegato di Bayer; Mark Caulfield, Ceo di Barts Life Sciences, Geoff Martha, Ceo di Medtronic, e Leon Wang, Executive VP Asia and Pacific per Astrazeneca.

“Health is wealth”

“Il nostro lavoro – ha ricordato Dompé – si basa su un cambiamento fondamentale a cui tutti abbiamo assistito: a causa del Covid, in meno di 12 mesi la comunità Life Science ha sviluppato una nuova generazione di farmaci, test clinici e innovazioni normative, migliorando l’organizzazione e i processi produttivi. Questo è un fatto senza precedenti ed eccezionale. Oggi sappiamo tutti che ‘Health is Wealth’ e che le conquiste del settore Life Sciences non riguardano più solo i settori e i professionisti direttamente coinvolti ma sono un asset strategico per tutte le comunità, sia globali che locali, nonché il presupposto per la prosperità”.

Tre linee d’azione

Dompé ha poi riassunto in “tre linee d’azione” le priorità che la task force sottopone ai leader del G20: “In primo luogo, dobbiamo accelerare il ritmo dell’innovazione per costruire e consolidare un ‘New normal’ in cui le nostre società possano prosperare in sicurezza. Ora abbiamo l’opportunità di sfruttare i mondi convergenti di geni, cellule e dati, noti come la biorivoluzione, che rappresentano un’opportunità generazionale per utilizzare la scienza e l’innovazione per il bene comune. In secondo luogo, partendo dal nostro primo punto, dobbiamo valutare e misurare la salute come investimento e favorire la transizione verso modelli di Value Based Healthcare.  Infine – sottolinea Dompé – abbiamo bisogno di costruire sistemi sanitari resilienti e sostenibili, collegando l’assistenza sanitaria con le politiche ambientali e industriali, orientando anche le politiche per la supply chain e la produzione”. Secondo Dompé, il “Patto di Roma” proposto dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e approvato all’unanimità da tutti i Paesi del G20, è “un passo significativo in questa direzione poiché mira a garantire alla popolazione di tutto il mondo l’accesso ai vaccini Covid-19”. Al ministro anche un particolare ringraziamento per l’attenzione dimostrata verso la task force Health and Life Sciences negli ultimi dieci mesi.

Tag: B20 / G20 / sergio dompe /

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