Zoonosi, stop all’ingresso in Italia di animali ucraini senza proprietario

Pubblicato il: 23 Marzo 2022|

In Italia non possono entrare cani e gatti randagi provenienti dall’Ucraina, anche se presi in carico dalle associazioni. È quanto ha comunicato in una nota la Delegazione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero della Salute alle Regioni, alle Province autonome, ad enti veterinari e ad alcune associazioni animaliste che in queste settimane avevano fatto di tutto per entrare nel territorio ucraino e portar via da lì quanti più animali possibili.

Allarme zoonosi

Lo scorso primo marzo l’Unione Europea aveva deciso di accogliere nei suoi territori i rifugiati in fuga dall’Ucraina con i loro animali, offrendo loro asilo. Ma la preoccupazione per la diffusione delle zoonosi, le malattie trasmissibili dagli animali all’uomo, come ad esempio la rabbia, ha indotto il ministero a rivolgersi all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che, tra le misure di controllo della rabbia, ha fornito indicazioni e misure per la prevenzione della malattia. Nel 2021 in Ucraina sono stati notificati, secondo il Rabies Bulletin Europe, 109 casi di rabbia nei cani, 130 nei gatti e 132 nei mammiferi selvatici.

Divieto solo per animali senza proprietario

Il divieto di valicare il confine vale soltanto per gli animali senza proprietario, quindi per i cani ed i gatti dei rifugi e di tutte le altre strutture colpite dalle bombe. I rifugiati possono continuare ad accedere agli Stati membri dell’Ue con i loro animali se dispongono di determinati requisiti, come l’identificazione di microchip; la vaccinazione antirabbica; la titolazione anticorpi rabbia superiore o uguale alle 0,5 UI/ml (iv) eseguita non meno di 3 mesi antecedenti alla data di ingresso nel territorio europeo.

I requisiti per l’ingresso

Inoltre, tutti gli animali da compagnia al seguito di proprietari provenienti dall’Ucraina, se in possesso di microchip e certificato di vaccinazione antirabbica, devono essere sottoposti a prelievo ematico per titolazione anticorpi rabbia e successivamente ad un periodo di osservazione di 3 mesi, se l’esito dell’esame è positivo, di 6 mesi se negativo. Se non in possesso di microchip e certificato di vaccinazione antirabbica, devono essere sottoposti immediatamente a riconoscimento con microchip e vaccinazione antirabbica e ad un periodo di osservazione di almeno tre mesi.

La collaborazione delle istituzioni

Il capo dei Servizi veterinari italiani, Pierdavide Lecchini, con una circolare alle Regioni ha invitato gli assessorati “a valutare l’opportunità di erogare gratuitamente i suddetti servizi ai profughi così come già disposto da alcune Regioni”. La circolare ministeriale segnala ai Servizi veterinari la lettera del presidente dell’Anmvi, Marco Melosi, che ha manifestato la piena disponibilità dei medici veterinari liberi professionisti a partecipare alle attività di profilassi secondo le indicazioni e l’organizzazione che le Regioni e i Servizi veterinari ufficiali, le autorità competenti in sede locale, riterranno opportuno organizzare.

La protesta degli animalisti

Le associazioni animaliste si sono ribellate. LAV, pur condividendo l’attenzione del ministero nei confronti delle zoonosi, ritiene questa misura penalizzante e discriminatoria nei confronti di animali che patiscono i bombardamenti e sono spesso senza né cibo né acqua, come quelli nel rifugio vicino Kiyv dell’italiano Andrea Cisternino, per il quale è necessario ottenere da parte del ministro degli Esteri Di Maio un corridoio umanitario”. L’associazione ha chiesto con una lettera al ministro della Salute Speranza “un intervento per consentire l’ingresso in Italia anche di animali provenienti dal rifugio o vaganti sul territorio e di emanare disposizioni secondo le quali i citati animali possano essere introdotti da un’Associazione riconosciuta”, sottolineando che non tutti gli animali ucraini sono sprovvisti di vaccinazione antirabbica.

Tag: aboutpharma animal health / animali / Lav / Ministero della Salute / Russia / ucraina / Ucraina-Russia / zoonosi /

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