Apnee notturne: diagnosi in ritardo, scarsa informazione e rischi per chi guida

Pubblicato il: 16 Marzo 2016|

Le apnee notturne hanno un impatto serio sulla salute e la qualità della vita – al punto che chi ne soffre rischia anche la patente di guida – ma in Italia solo un medico su dieci dichiara di conoscere in modo approfondito la patologia e il 90% vorrebbe più informazioni. È quanto emerge da un’indagine condotta da Philips in collaborazione con Edra su un campione rappresentativo di 32mila medici di medicina generale (database Medikey) in vista della Giornata mondiale del sonno (18 marzo).
Solo il 24% degli intervistati afferma di essere a conoscenza dell’impatto sulla qualità di vita e salute nel paziente affetto da questa sindrome. Percentuale oggi troppo bassa se si considera che oltre al rischio-patente ci sono anche i rischi di contrarre gravi patologie quali la cardiopatia, l’ipertensione e gli scompensi metabolici. “Non bisogna pensare – spiega Luigi Ferini-Strambi, presidente della World Association of Sleep Medicine – che chi soffre di apnee notturne sia sempre necessariamente un soggetto obeso o sovrappeso; inoltre ci sono alcuni sintomi spia, come la necessità di urinare durante la notte o la cefalea al risveglio che sparisce dopo una-due ore, che sono di frequente riscontro nei soggetti con apnee notturne. Anche la presenza di una ipertensione arteriosa che non risponde a uno o più farmaci antipertensivi deve far sospettare una sindrome delle apnee notturne.”
Le apnee notturne sono tutt’altro che una patologia poco diffusa. Il 30% dei medici intervistati da Philips sostiene infatti che almeno 20 dei propri pazienti ne sia colpito sia nella forma moderata sia grave ma soltanto una piccola percentuale di questi è già in cura.  Spesso passano molti anni prima che si arrivi a una diagnosi della malattia. Tendenza, questa, che si ripercuote sui costi sanitari per 2,9 miliardi di euro, secondo uno studio pubblicato su Sanità Pubblica e Privata (Maggioli Editori). A incidere sono soprattutto i costi i legati al trattamento delle comorbilità (cardiovascolari, metaboliche, renali…) più che al trattamento specifico della patologia.
“Si stima – spiega Giuseppe Insalaco, Primo Ricercatore CNR – IBIM di Palermo – che i costi sanitari relativi a diagnosi e trattamento della malattia (visite, esami diagnostici, terapie), incidano solo per il 6% dei costi complessivi, contro il 49% per i costi sanitari dovuti ad un mancato riconoscimento e mancata prevenzione delle comorbilità e il 45% per sinistri stradali, sul lavoro, domestici e alla perdita di produttività.”
Oggi, sono proprio i sinistri stradali al centro di ampi dibattiti legati alle apnee notturne. Secondo il decreto legge del 22 dicembre 2015 che recepisce la direttiva europea 2014/85/UE, chi soffre di apnee ostruttive del sonno dovrà sottoporsi alla valutazione di gravità della sindrome fino all’obbligo di ausili terapeutici – come avviene per chi necessita di occhiali o per i diabetici.
“Nei Paesi del Nord Europa come Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Belgio, Svezia, Austria – commenta Alberto Vago, Business Manager Sleep & Respiratory Care Italy, Israel & Greece – i pazienti in terapia per questa sindrome sono in proporzione 7 volte più numerosi rispetto a quelli in Italia. Nei prossimi mesi, nel nostro paese verranno adottate delle soluzioni operative sufficienti o lasceremo al solo senso civico il compito di rendere più sicure le strade con una popolazione in progressivo invecchiamento? L’impegno di Philips è costantemente rivolto a sensibilizzare medici e pazienti a non sottovalutare il problema del russare, che va considerato un vero e proprio campanello d’allarme”.
Dal 2004 è attiva un’associazione che si occupa principalmente di fornire su tutto il territorio italiano e con qualsiasi mezzo a disposizione, un’informazione corretta sulla Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno: Aipas Onlus (Associazione italiana pazienti con apnee del sonno). Fra gli impegni, spiega il presidente Enrico Brunelli, quello di “informare tutti i cittadini che ci contattano, sulla normativa e le modifiche apportate per rispettare la normativa europea, garantendo così anche da parte nostra, per il prossimo futuro, un alto standard di sicurezza sulle strade e sul lavoro per tutti, anche se in verità, riuscire a far comprendere al cittadino medio italiano l’importanza di questa normativa, si sta rivelando più difficile che il lavoro svolto per arrivare ad un decreto legge.”

Tag: Apnee notturne / philips /

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