Come rafforzare l’appropriatezza terapeutica per contrastare l’antibioticoresistenza

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Pubblicato il: 1 Agosto 2022|

Oltre l’80% degli antibiotici utilizzati in Italia viene prescritto dai medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Lo riporta l’ultimo Rapporto dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, “L’uso degli antibiotici in Italia – 2020”, che ricorda anche come la medicina territoriale sia il “fulcro per il monitoraggio del consumo di questa classe di farmaci, nonché il setting su cui è importante agire per migliorare l’appropriatezza prescrittiva”. Va da sé che una scelta terapeutica corretta da parte del medico assume un particolare valore quando si parla di medicinali anti batterici: una prescrizione errata o eccessiva aumenta la pressione selettiva e contribuisce ulteriormente ad aumentare la prevalenza dell’antibioticoresistenza.

In Italia nel 2020, secondo un’indagine contenuta nel già citato Rapporto Aifa e condotta da Health Search, l’unità di ricerca della Società italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), condotta sfruttando i database dei mmg, rileva che almeno un quarto dei pazienti affetti da una delle patologie infettive prese in considerazione, ha ricevuto una prescrizione inappropriata di antibiotico.

Terapia antibiotica empirica

Va subito precisato però che esiste una netta differenza tra medicina ospedaliera e territoriale, come ricorda Alessandro Rossi, medico di medicina generale presso la ASL 02 Umbria e membro della Giunta esecutiva nazionale Simg: “Sul territorio non è quasi mai possibile riscontrare l’agente eziologico soprattutto per quanto riguarda le infezioni acute delle vie respiratorie (le ragioni clinico-patologiche per le quali più frequentemente si riscontra un uso inappropriato di antibiotici nella popolazione adulta, insieme alle infezioni acute non complicate delle basse vie urinarie secondo il rapporto Aifa, n.d.r.). In questo caso la terapia antibiotica viene prescritta in maniera empirica ragionata. Significa che viene stabilita in base alla conoscenza del paziente, alla sua storia clinica, alle sue comorbidità, alle altre terapie in corso, all’epidemiologia del momento e naturalmente al farmaco antibiotico. Dall’insieme di questi fattori si sceglie una cura che vada bene per quel paziente e per quella infezione, pur non sapendo quale sia l’agente eziologico e spesso senza nemmeno il supporto di esami che potrebbero aiutare l’appropriatezza al letto del malato”.

Strumenti al letto del paziente

Rossi fa riferimento a una serie di strumenti che potrebbero essere usati anche sul territorio supportando il medico nella scelta del farmaco corretto e riducendo così i margini di inappropriatezza. Come la Pcr, un semplice strumento di controllo, molto utilizzata ad esempio nei paesi anglosassoni, che con una certa probabilità esclude o conferma la presenza di un’infezione batterica. O ancora, i mini-ecografi che possono essere usati al letto del malato per capire se si è davanti a una polmonite o un versamento pleurico e se il paziente necessita di particolari terapie. “Questi dispositivi possono essere di grande utilità per rendere più appropriata la terapia antibiotica” precisa Rossi. “Adesso si parla tanto di integrazione di strumentazioni, anche nel Pnrr c’è una specifica iniziativa del ministero della Salute per la strumentazione di base per la medicina generale. Ma al momento tali strumenti sono molto poco diffusi”.

Formazione e informazione

Esistono poi altri programmi di intervento utili a ridurre l’uso inappropriato di antibiotici. Uno su tutti è il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza 2017-2020 (Pncar) che fa riferimento a: 1) attività di sorveglianza e monitoraggio dei consumi come quelli compiuti dall’ Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) di Aifa; 2) attivazione di programmi di antimicrobial stewardship con la dovuta disponibilità di risorse dedicate; 3) interventi regolatori per promuovere l’uso appropriato degli antibiotici; 4) sorveglianza delle reazioni avverse per mancata efficacia; Sono state redatte inoltre linee guida, come quelle stilate dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc)nel 2017 per l’uso prudente degli antimicrobici in ambito umano e attivate campagne di informazione rivolte ai cittadini sull’uso prudente degli antibiotici.

Aggiunge Rossi: “La pressione del paziente o della famiglia è senza dubbio un fattore condizionante nella medicina generale. Sia nel caso di genitori che richiedono un antibiotico per i propri figli, sia nel caso degli stessi adulti. Durante la pandemia per esempio abbiamo dovuto spiegare, non senza difficoltà, che era inappropriato utilizzare l’antibiotico per curare l’infezione da Sars-Cov2. Ma la stessa cosa succede anche con l’influenza. Spiegare, con campagne di informazione, che le malattie virali non hanno bisogno di un antibiotico (oltre l’80% delle infezioni acute delle vie respiratorie ha un’eziologia virale n.d.r.) ma anzi a volte l’utilizzo può essere controproducente, è un’altra strategia da mettere in campo nei confronti della popolazione”.

Reti di sorveglianza

Tutto sommato, secondo Rossi, nell’ambito delle cure primarie esiste una maggiore sensibilità e responsabilità sul tema antibioticoresistenza, rispetto al passato: “Oggi la prescrizione di un antibiotico viene fatta in maniera molto più ponderata, oculata e attenta. Anche se, senza dubbio, resta da fare un lavoro di warning e di formazione continua sui medici”.

Infine resta il nodo delle reti di sorveglianza sul territorio, uno degli obiettivi che si è posta anche l’Organizzazione mondiale della sanità ma non sempre è realizzabile al di fuori degli ospedali. Conclude Rossi: “Il territorio ne è abbastanza sguarnito. Non abbiamo infatti la possibilità di conoscere l’epidemiologia delle resistenze batteriche locali: monitorare e conoscere i germi presenti sul territorio potrebbe essere molto utile”.

Home page rubrica: “Antibioticoresistenza, sinergia di azioni per contrastare il fenomeno”

Sponsor dell’iniziativa è GSK. GSK non ha avuto alcun ruolo nella review dei contenuti, redatti autonomamente ed integralmente da AboutPharma e dai propri collaboratori, che se ne assumono l’esclusiva responsabilità

Tag: Agenzia italiana del farmaco / Aifa / antibioticoresistenza / antibioticoresistenza sinergia di azioni per contrastare il fenomeno / OsMed / SIMG / società italiana di medicina generale e delle cure primarie /

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