AssoGenerici, equivalenti: risparmi e innovazione anche in neurologia

Pubblicato il: 27 Marzo 2013|

"Un convegno importante, che illumina da una prospettiva differente il ruolo che il farmaco equivalente può e deve avere nel contribuire non soltanto alla sostenibilità economica dell’assistenza farmaceutica, ma anche al suo miglioramento; per questo ringrazio l’Istituto Neurologico Carlo Besta per averci affiancato nell’organizzazione di questo momento di studio e confronto".

Così il presidente di AssoGenerici, Enrique Häusermann, ha commentato i contenuti emersi nel corso del Convegno “Il farmaco generico per il trattamento delle malattie neurologiche”, svoltosi a Milano ieri, 26 marzo, e organizzato dall’associazione dei produttori di farmaci generici in collaborazione con l’IRCCS milanese, una delle strutture di eccellenza nella cura e nella ricerca in campo neurologico.

La prima parte del Convegno è consistita nella revisione sistematica dei concetti che stanno alla base della nozione di "equivalente": le caratteristiche farmacologiche, illustrate dal direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, professor Silvio Garattini, il quadro normativo, trattato dalla professoressa Paola Minghetti, della facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Milano, e l’aspetto sperimentale connesso alle pratiche regolatorie, dettagliato dal dottor Enrico Magni, consulente scientifico di AssoGenerici.

Nella seconda parte, è stata invece al centro dei lavori la neurologia, come banco di prova importante per valutare le potenzialità degli equivalenti.

"Le patologie del sistema nervoso centrale hanno un primato di cronicità, comportano spesso gravi disabilità e pur contando su terapie efficienti nel ridurre i sintomi, non conoscono terapie efficaci nella risoluzione della malattia. Di qui la necessità anche di ridurre i costi",

ha detto il professor  Ferdinando Cornelio, direttore scientifico della Fondazione Besta, sottolineando anche che in neurologia pesa ancora un aspetto di ineguaglianza nell’acceso alle cure ottimali.

 

Nel corso dei lavori non sono state trascurate le criticità che l’uso degli equivalenti può incontrare in neurologia, come nel caso della sostituzione tra branded e generico nel trattamento dell’epilessia o del Parkinson, nei pazienti già in cura, criticità che peròpotrebbe essere superata avviando programmi di farmacovigilanza mirati alla segnalazione dei casi di inefficacia. Una strada, questa, che la dottoressa Fernanda Ferrazin, dirigente dell’Ufficio di Farmacovigilanza dell’Aifa, ritiene percorribile. Ma dal confronto delle esperienze dei medici del Besta è emersa anche l’altra potenzialità del generico: il contributo all’innovazione.

Come ha spiegato Renato Mantegazza, responsabile dell’UO Complessa Malattie Neuromuscolari eNeuroimmunologia,

"Oggi al ricercatore si prospetta la necessità di studiare la possibilità di nuove indicazioni terapeutiche per farmaci già noti–emblematico il caso delle statine nel trattamento della sclerosi multipla – e la disponibilità degli equivalenti, altrettanto sicuri e meno costosi, permette di ridurre le risorse necessarie a condurre gli studi in aree oggi svantaggiate dal punto di vista terapeutico, quali la neurodegenerazione, la neuroprotezione e la neuroimmunologia".

Il farmaco equivalente, quindi, come risorsa non solo "per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle terapie che ancora sono alla base della disabilità di molti pazienti neurologici”, ma anche – si legge in una nota di AssoGenerici – "per allargare il numero dei trattamenti disponibili".

Tag: Assogenerici / Farmaci equivalenti / irccs / Milano / Neurologia /

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