Dalla presa in carico ai traguardi terapeutici, i bisogni insoddisfatti delle persone con psoriasi

bisogni pazienti con psoriasi
Pubblicato il: 10 Novembre 2022|

Il 2,8% della popolazione italiana soffre di psoriasi, una malattia cutanea e/o articolare immuno-mediata ad andamento cronico-recidi­vante che ha un pesante impatto economico e sociale. Per tutte queste persone l’elenco dei bisogni insoddisfatti è ancora lungo, dai traguardi clinici non ancora raggiunti alla presa in carico inadeguata. Aboutpharma ne ha parlato con Paolo Gisondi, professore associato di dermatologia e venereologia presso il Dipartimento di medicina dell’Università di Verona. “Se consideriamo i pazienti con psoriasi moderata/severa e con localizzazioni particolari della malattia – dice Gisondi – ci sono ancora oggi bisogni insoddisfatti in termini di outcome terapeutici. Un esempio sono le forme palmo plantari, particolarmente resistenti ai trattamenti, o le forme diffuse, spesso resistenti ai farmaci che utilizziamo quotidianamente”.

I problemi denunciati dai pazienti

Tra i problemi denunciati più di frequente dagli stessi pazienti invece, vi è la difficoltà di intraprendere un patient-journey adeguato. “Le persone si disperdono, perdono a volte anche fiducia, perché viene detto loro che per la psoriasi non ci sono terapie o che quelle disponibili sono associate a effetti collaterali importanti” continua Gisondi. “Questo non è vero. Ci sono tante risorse terapeutiche per chi ha la psoriasi, sia per le forme gravi della malattia che per trattamenti di lungo termine. È vero però che bisogna trovare lo specialista adatto che possa accompagnare il paziente lungo il percorso terapeutico”.

Facilitare il network con il territorio

A proposito della presa in carico delle persone con psoriasi, Gisondi sottolinea l’importanza del network tra ospedale e territorio, attraverso l’uso della telemedicina. Un approccio seguito dal suo centro e che può facilitare la segnalazione da parte dei medici di medicina generale – il cosiddetto referral – dei pazienti più gravi. Aggiunge: “Mi piacerebbe anche implementare questa organizzazione con i dermatologi del territorio, che magari vedono pazienti gravi ma che, al di fuori degli ospedali, non possono usare i farmaci più innovativi”.

Relazioni e innovazioni

Per migliorare la vita di chi soffre di psoriasi, secondo Gisondi, bisogna innanzitutto “instaurare la convinzione che questa patologia, più di altre malattie infiammatorie croniche della pelle, può essere trattata”. Grazie alle innovazioni già disponibili o quelle che arriveranno in futuro, senza dubbio, ma anche a una relazione medico-paziente efficace.

Homepage della rubrica: “Psoriasi: un percorso per l’innovazione”

Tag: paolo gisondi / psoriasi / Psoriasi un percorso per l'innovazione / universita verona / unmet needs /

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