Consumo di antibiotici: lieve incremento nel 2018, l’uso inappropriato supera il 30%

Pubblicato il: 25 Novembre 2019|

In lieve aumento nel 2018 il consumo di antibiotici in Italia: l’uso di questi farmaci, compresi quelli acquistati privatamente dal cittadino, è stato di 21,4 dosi giornaliere ogni mille abitanti (ddd/1000 abitanti die) contro il 20,9 del 2017. Ma il trend è di segno opposto se si considerano solo gli antibiotici a carico del Servizio sanitario nazionale (-0,3%) e un arco temporale più ampio (2014-2018). È quanto emerge dal rapporto nazionale 2018 “L’uso degli antibiotici in Italia” presentato a Roma dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Il trend sul territorio

Gli antibiotici rappresentano nel 2018 l’1,6% del consumo totale di farmaci in Italia. L’85% delle dosi di antibiotico sono state erogate a carico del Ssn. Questo dato comprende sia gli antibiotici erogati in regime di assistenza convenzionata (dalle farmacie pubbliche e private) sia quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. Il restante 15,9% è rappresentato da antibiotici acquistati dal cittadino in farmacia (non a carico del Ssn).

Degli antibiotici a carico del Ssn, circa il 90% viene erogato in regime di assistenza convenzionata, confermando che gran parte dell’utilizzo degli antibiotici avviene a seguito della prescrizione del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta. Nel periodo 2014-2018 i consumi di antibiotici in assistenza convenzionata sono calati del 10,1% mentre la spesa convenzionata è diminuita del 12%. Lo stesso indicatore ha subito una flessione tra il 2017 e il 2018: -0,5% in termini di consumo e -0,9% in termini di spesa pro capite (10,8 euro).

Nord vs Sud

Nell’ambito dell’assistenza convenzionata, l’analisi per area geografica ha confermato un maggior consumo al Sud e nelle Isole (20,4 dosi giornaliere ogni mille abitanti) e al Centro (16,9), rispetto al Nord (12,7). Il rapporto evidenzia, comunque, una progressiva tendenza a un uso più attento di antibiotici, con riduzioni dei consumi importanti proprio nelle aree di maggior utilizzo. Le Regioni Puglia e Calabria hanno registrato la contrazione dei consumi più elevata (rispettivamente -4,5% e -3,3%), mentre Puglia e Toscana hanno osservato un consistente calo della spesa (-4,4% e -4,3% rispettivamente).

Età e genere

L’analisi del profilo di utilizzo del farmaco per fascia d’età e genere ha confermato un maggior consumo di antibiotici nelle fasce di età estreme, con un livello più elevato ne i primi quattro anni di vita (prevalenza d’uso 5 4,6% ne i maschi e 52,0% nel le femmine) e dopo i 75 anni (prevalenza d’uso 50,7% ne gli uomini e 50,4% nelle donne fino ad arrivare a una prevalenza di 64,3% negli uomini e 58,1% nelle donne nella popolazione con età uguale o superiore agli 85 anni). L’analisi Aifa riscontra anche un più frequente utilizzo di antibiotici per le donne nelle fasce d’età intermedie e per gli uomini in quelle estreme.

In ospedale

Il rapporto stima i consumi in regime di assistenza ospedaliera ottenuti dall’analisi dei consumi di antibiotici acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche al netto dell’erogazione in distribuzione diretta. Nel 2018 sono state erogate 77,7 dosi giornaliere ogni 100 giornate di degenza, in aumento rispetto al 2017 del 3,2%.

Il trend varia in base alla classe di antibiotici considerata. È stata registrata una riduzione dell’utilizzo de i fluorochinoloni (-4,5%), mentre per i carbapenemi si rileva un incremento dei consumi, che passano da 1,6 del 2017 a 2,2 dosi giornaliere ogni 100 giornate di degenza nel 2018.

Gli antibiotici più utilizzati

C’è una differenziazione tra gli antibiotici erogati in regime di assistenza convenzionata e quelli erogati in regime di assistenza ospedaliera. Nell’ambito de ll’assistenza convenzionata, nel 2018, le penicilline in associazione agli inibitori delle beta-lattamasi si confermano la classe di antibiotici a maggior consumo, seguita dai macrolidi e dai fluorochinoloni. In ospedale, invece, le tre classi di antibiotici più prescritte sono le penicilline associate a inibitori delle beta-lattamasi, i fluorochinoloni e le cefalosporine di terza generazione.

I pazienti più piccoli

Nel corso del 2018 il 40,8% della popolazione pediatrica (0-13 anni) ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici sistemici e a ogni bambino trattato sono state prescritte in media 2,6 confezioni. Nel primo anno di vita, un bambino su due ha ricevuto, nel corso del 2018, almeno una prescrizione di antibiotici, senza significative differenze tra maschi e femmine. Questo valore si mantiene costante fino ai sei anni di età. La prevalenza diminuisce poi progressivamente fino ai 13 anni di età, dove si attesta al 27%. Le differenze geografiche nel ricorso agli antibiotici osservate nella popolazione generale si confermano anche per la popolazione pediatrica. Le associazioni di penicilline (compresi gli inibitori delle beta-lattamasi) rappresentano la classe a maggior prevalenza d’uso, seguite dai macrolidi e dalle cefalosporine, antibiotici considerati di seconda scelta secondo le linee guida per il trattamento delle infezioni pediatriche più comuni. L’uso di penicilline associate a inibitori delle beta-lattamasi (in prevalenza amoxicillina/acido clavulanico) nel 2018 è stato pari a 399 prescrizioni per 1000 bambini, oltre il doppio rispetto al gruppo di penicilline più selettive, rappresentate in massima parte da amoxicillina. N

La classificazione Oms

Il rapporto analizza anche la distribuzione del consumo di antibiotici sistemici in base alla classificazione “AwaRe” proposta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Emerge che quasi il 50% delle prescrizioni non ha riguardato un antibiotico di prima scelta (comprendente penicilline ad ampio spettro e derivati nitrofuranici, come la nitrofurantoina). L’incidenza del consumo d i antibiotici di ultima istanza, da utilizzare solo nei casi più gravi (es. cefalosporine di IV generazione), è minima anche perché sono molecole di uso esclusivamente ospedaliero.

L’appropriatezza

Dall’analisi dei dati della medicina generale sulle prescrizioni ambulatoriali di antibiotici per specifiche patologie infettive arrivano, invece, i dati sull’appropriatezza. Emerge una prevalenza di uso inappropriato che supera il 30% per quasi tutte le condizioni cliniche studiate (influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, cistite non complicata e bronchite acuta), nonostante un generale miglioramento rispetto all’anno precedente, più evidente per la bronchite acuta. Un maggior livello di inappropriatezza è stato osservato al Sud e nelle Isole, nella popolazione femminile e negli individui di età avanzata.

Pochi antibiotici efficaci, Li Bassi: “La ricerca si è un po’ fermata”

“Ogni volta che usiamo un antibiotico – commenta il direttore generale di Aifa, Luca Li Bassi – contribuiamo a sviluppo di antibioticoresistenza. Ciò significa che deve essere usato nel modo più appropriato possibile per goderne dei benefici quando serve ed evitare l’insorgenza della resistenza attraverso un uso inappropriato”. La mortalità per batteri resistenti, ricorda Li Bassi, sta aumentando in modo significativo: “In Italia abbiamo 10.000 morti ogni anno in Italia per antibioticoresistenza e un batterio su tre è diventato resistente”. Per il dg Aifa un altro tema fondamentale è quello della ricerca: “Dal punto di vista dello sviluppo di nuove molecole, l’ultima con un innovativo meccanismo d’azione risale a 35 anni fa. Questo lascia capire – conclude il dg – che la ricerca in quest’area si è un po’ fermata o non ha trovato in questi anni gli incentivi giusti per continuare”.

Tag: Aifa / antibiotici / rapporto /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
Chirurgia robotica

Più applicazioni e mercato, ma i robot chirurgici sono ancora un lusso

Nonostante cresca il numero degli interventi eseguiti Italia, secondo gli esperti c’è un problema di “robot divide”, legato soprattutto al prezzo e alla manutenzione dei macchinari. La ricerca intanto fa passi da gigante. Mentre in mezzo al dominio dei grandi produttori, spunta un’eccellenza italiana

RUBRICHE
FORMAZIONE