Costi diretti, comorbidità e ricoveri: il burden della Miastenia Gravis resta elevato in Italia

Costi Miastenia Gravis Italia
Pubblicato il: 8 Maggio 2025|

Sei volte tanto. È la differenza che intercorre tra i costi sanitari associati alle persone affette da Miastenia Gravis (più alti appunto) e quelli della popolazione generale. Lo ha dimostrato uno studio di farmaco-economia pubblicato su Farmeconomia. Health economics and therapeutic pathways lo scorso gennaio. Gli autori hanno stimato che i costi diretti annuali medi per paziente con Miastenia Gravis erano infatti pari a 5.495 euro, marcatamente superiori ai costi medi di una persona con caratteristiche analoghe ma non affetta dalla patologia, pari a 823 euro l’anno. Un indice, insomma, come sottolineano gli esperti, di come siano necessari “sforzi per ottimizzare la gestione terapeutica di questi pazienti e ridurre la spesa sanitaria nazionale”.

“Si è trattata di un’analisi retrospettiva di real world evidence” spiega Luca Degli Esposti, Chief Executive Officer di CliCon, che ha coordinato la ricerca. “Abbiamo utilizzato i flussi dei database amministrativi di un campione di enti sanitari distribuiti su tutto il territorio nazionale, per una popolazione complessiva di oltre nove milioni di assistiti.  L’obiettivo era identificare l’epidemiologia, i percorsi terapeutici, la mortalità e il consumo di risorse sanitarie nei pazienti affetti da miastenia grave”.

Il quadro epidemiologico

Come riferisce Degli Esposti, infatti, il lavoro è servito anche a fare luce sulla prevalenza della Miastenia Gravis, una malattia rilevante ma su cui a oggi i dati e le esperienze sono ancora poche. Ne è emerso un dato pari a 35 persone per 100.000 assistiti alla fine del 2021 (33,1 nei maschi e 37,1 nelle femmine), assolutamente coerente con le evidenze disponibili, anche a livello internazionale. L’analisi inoltre ha mostrato un aumento della prevalenza negli ultimi 10 anni, più pronunciata tra le donne più giovani, mentre si osservava una predominanza maschile nei pazienti di età superiore ai 60 anni. L’incidenza per il 2021, infine, era pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 individui nella popolazione adulta.

Anche il tasso di mortalità del campione di pazienti con Miastenia Gravis è risultato più elevato rispetto a quello della popolazione generale italiana. Nel 2019 infatti (è stato preso questo anno per evitare bias da Covid-19), i tassi di mortalità erano simili tra i sessi nei soggetti più giovani (0-49 anni), ma tendevano ad essere più alti nei maschi rispetto alle femmine di età pari o superiore a 60 anni. “Siamo nell’ordine di una mortalità di 2,5/3 volte superiore rispetto al gruppo di controllo, composto in modo sostanzialmente sovrapponibile, ma senza Miastenia Gravis” precisa Degli Esposti. “All’interno della popolazione affetta dalla patologia, poi, abbiamo riscontrato una mortalità lievemente più elevata nei maschi e crescente in funzione dell’età”.

Il peso dei ricoveri

L’analisi ha coinvolto in totale oltre duemila persone con Miastenia Gravis (49,3% maschi e 50,7% femmine), con un’età media di 61,1 anni. Tutti presentavano comorbidità, anche se meno numerose nelle donne. Tra le malattie associate più comuni: ipertensione (52,4%), dislipidemia (23,3%), diabete (14,5%) e depressione (14,1%). Tutti fattori che possono avere potenziali ripercussioni sulla qualità della vita dei pazienti, gravata anche da un ampio utilizzo di farmaci e da un discreto numero di ricoveri in alcuni casi. Rispetto al gruppo di controllo, infatti, le persone con Miastenia Gravis hanno mostrato un uso maggiore di farmaci non correlati alla malattia. Allo stesso modo i ricoveri ospedalieri erano stati significativamente più frequenti nei pazienti con Miastenia Gravis rispetto ai controlli.

Proprio i trattamenti farmacologici, le visite e gli accertamenti diagnostici sono stati una delle principali voci di costo diretto, come fa notare Degli Esposti, “ma sicuramente l’impatto principale sui costi della patologia lo hanno avuto le ospedalizzazioni, che va da sé, crescevano con l’aumentare dell’età del paziente e della gravità della malattia. I pazienti più gravi infatti hanno una serie di problematiche che li portano più spesso all’ospedalizzazioni e che fanno crescere i costi”. Nel dettaglio, infatti i ricoveri hanno pesato in media per 3.704 euro per paziente all’anno, seguiti dai farmaci (1.081 euro) e dai servizi ambulatoriali (710 euro). I costi dei ricoveri per i pazienti con Miastenia Gravis inoltre erano principalmente guidati dalle ammissioni legate al sistema nervoso (1.721 euro), seguite dal sistema respiratorio (748 euro).

Il perché di questa analisi

“L’analisi è servita per misurare il consumo attuale di risorse economiche a carico del Servizio Sanitario Nazionale, che come visto è prevalentemente ascrivibile alle ospedalizzazioni e di conseguenza a una patologia non controllata” conclude Degli Esposti. “È utile perché quando arriveranno nuovi farmaci potremo stimare quanti sono i pazienti potenzialmente eleggibili ai trattamenti e i costi evitabili grazie alle nuove terapie, in quanto permettono un maggior controllo della patologia”.

Ancora oggi, infatti manca un registro nazionale di patologia e il numero relativamente piccolo, sebbene in aumento, di pazienti con Miastenia Gravis rende difficile raccogliere informazioni epidemiologiche, cliniche e terapeutiche sul peso della malattia in Italia. Ciò si traduce anche in una stima incerta dell’effettivo carico economico di questa patologia per il Servizio Sanitario Nazionale.

Tag: impatto economico miastenia gravis / miastenia gravis / miastenia gravis oltre gli ostacoli verso il riconoscimento /

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