Come la pandemia di Covid-19 ha modificato la vita delle persone con dermatite atopica

dermatite atopica e covid 19
Pubblicato il: 23 Giugno 2022|

La pandemia di Covid-19 ha avuto molteplici implicazioni negative sulla vita delle persone con dermatite atopica. “In primo luogo ha portato a un peggioramento clinico” come racconta in una videointervista rilasciata ad AboutPharma Andrea Chiricozzi, professore di dermatologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Spiega l’esperto: “In uno studio da noi effettuato, abbiamo osservato come l’ansia e la depressione erano più frequenti nei pazienti che avevano paura di contrarre il virus Sars-Cov2. Condizioni queste, che sono state associate a un peggioramento della condizione clinica. Ma abbiamo avuto anche un impatto negativo dal punto di vista gestionale”.

Ritardi nella diagnosi e trattamento

L’esperto racconta infatti che soprattutto nella fase di lockdown c’è stato un ritardo nell’eseguire nuove diagnosi o impostare nuovi approcci terapeutici. E in particolare uno studio condotto dalla Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, Sidemast, di cui Chiricozzi è membro, ha rilevato come poco più del 7% dei pazienti seguiti nei loro centri si siano persi durante il follow-up in corso di trattamento.

Peggioramento del quadro clinico

Il ritardo nel definire un nuovo piano terapeutico ha portato così a un peggioramento della condizione che impatta notevolmente sulla qualità di vita. Continua Chiricozzi: “Il prurito e la conseguente perdita di sonno così come tutte le altre manifestazioni associate alla dermatite atopica, che possono peggiorare senza un adeguato trattamento, hanno evidenziato una grave mancanza dal punto di vista della gestione del paziente. Abbiamo cercato di non perdere il rapporto con loro durante il trattamento, rimanendo in contatto da remoto e mantenendo il progetto e il piano terapeutico preventivato”.

Il problema delle mascherine

Non da ultimo gli esperti hanno rilevato problemi relativi ai dispositivi di protezione individuale come la mascherina, che durante la pandemia hanno peggiorato tutte le patologie infiammatorie che interessano il volto. “È un’osservazione che i pazienti hanno fatto frequentemente” conclude Chiricozzi. “Abbiamo tentato di ridurre il carico infiammatorio con terapie topiche, ma siamo a conoscenza che il problema esiste”.

La teledermatologia

La pandemia però ha lasciato anche qualcosa di buono.  Come nuovi sistemi di gestione del paziente affiancati da telemedicina e teledermatologia, “che spesso è stata lasciata da parte, preferendo sempre il contatto con il paziente diretto” precisa Chiricozzi. “Può essere una valida alternativa alle visite routinarie, lasciando le visite in presenza solo alle necessità primarie” conclude il dermatologo.

Home page rubrica: “Dermatite atopica nell’adulto, diagnosi, trattamenti e impatto sulla qualità di vita

Tag: covid-19 / dermatite atopica nell’adulto diagnosi trattamenti e impatto sulla qualita di vita / SIDeMaST / società italiana di dermatologia medica chirurgica estetica e delle malattie sessualmente trasmesse / teledermatologia / Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma /

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