Dialisi a domicilio, ancora pochi pazienti trattati in Italia

Pubblicato il: 4 Ottobre 2018|

In Italia ancora pochi pazienti con malattia renale cronica accedono alla dialisi peritoneale a domicilio. A ricordarlo è Antonio Santoro, nefrologo dell’Università di Bologna, in occasione del 59esimo congresso nazionale della Società italiana di nefrologia (Sin), in corso a Rimini: “Oggi – spiega l’esperto – possiamo affermare che il 90% dei pazienti in Italia è trattato in ospedale con la metodica extracorporea e solo il 10% a domicilio con quella peritoneale. Una grande disparità che dovrebbe essere ridotta a favore della dialisi domiciliare che comporta vantaggi notevoli sia per il paziente sia per l’intero sistema di gestione della terapia”. Il tema è stato discusso nel corso di un simposio organizzato da Baxter nell’ambito del congresso Sin.

Una pandemia

“Quando si parla di malattia renale cronica – continua Santoro – è necessario pensare ad una vera e propria ‘pandemia’, poiché riguarda il 14-15% della popolazione. In Italia l’epidemiologia è leggermente al di sotto di questa media (7-8%) ma è destinata ad aumentare per diversi fattori: età avanzata e comorbidità importanti quali diabete, malattie cardiovascolari e ipertensione. Quando il paziente non è seguito e/o trattato in maniera corretta fin dai primi segni della malattia, il rischio è quello di arrivare allo stadio terminale e doversi sottoporre alla terapia renale sostitutiva sia extracorporea (emodialisi) sia peritoneale”.

Una sfida culturale e organizzativa

Il ricorso alla dialisi peritoneale domiciliare è ancora limitato per ragioni organizzative ma anche culturali: “Purtroppo – prosegue Santoro – sono ancora molti i fattori che remano contro, a partire dalla reticenza dei nefrologi verso un vero cambiamento. A questo si legano poi difficoltà organizzative, carenza di personale e situazioni familiari dei pazienti che possono rendere difficile il necessario cambio di mentalità. Probabilmente quello che serve, e che ancora manca, è una diversa organizzazione nel collegamento tra ospedale e territorio. Un esempio virtuoso – ricorda il nefrologo – è quello offerto dalla Regione Friuli Venezia Giulia che rappresenta, a tutti gli effetti, una best-practice organizzativa, dimostrata anche da valutazioni farmaco economiche che confermano la sostenibilità di un sistema innovativo di gestione del paziente cronico a domicilio”.

L’informazione

In occasione del congresso Sin, Baxter ha fatto il punto su alcune innovazioni che riguardano le terapie renali e servizi a supporto del paziente. Sul fronte della comunicazione, l’azienda ha lanciato un nuovo sito (www.inforenale.it) dedicato ai pazienti con insufficienza renale cronica. “L’informazione riveste una grande importanza. È un’esigenza sempre crescente e centrale per poter aumentare la consapevolezza del paziente e contribuire a renderlo autonomo nella gestione della cura”, sottolinea Santoro.

Tag: Baxter / dialisi / Nefrologia /

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