Dm e malattie cardiovascolari: professionisti e politici lavorano a una legge

Pubblicato il: 8 Novembre 2013|

Individuate come priorità sanitaria dall’Oms, le malattie cardiovascolari sono responsabili del 70% delle disabilità e dell’85% delle morti a livello mondiale, costituendo un problema sanitario ed economico di prim’ordine. A livello nazionale, recenti dati Istat stimano che 1 italiano su 4 è affetto da malattie cardiovascolari e il costo per gli interventi cardiochirurgici è di circa 650 milioni di euro l’anno, rappresentando l’1% della spesa sanitaria. Con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti evitando inutili sprechi di denaro la fondazione Giuseppe Dossetti ha organizzato il convegno: “Benefici clinici ed economici dei dispositivi medici impiantabili: revisioni legislative. Un percorso possibile per il trattamento della fibrillazione atriale e dell'ictus cardioembolico”, che si è svolto ieri, 7 novembre, a Roma, presso Palazzo Marini.

 

Gli ultimi ritrovati della tecnologia in fatto di dispositivi impiantabili permettono al paziente di essere curato o monitorato al meglio (pensiamo alla telemedicina), evitando accertamenti inutili e risparmiando, quindi, tempo e denaro. Per di più, si sente la mancanza di una strategia globale di gestione delle malattie cardiovascolari, imputabile ancora una volta all’assenza di una base normativa uniforme sul territorio nazionale. Il convegno  ha coinvolto esperti di settore, stakeholder e politici con lo scopo di creare un’occasione di confronto sui dispositivi medici impiantabili di ultima generazione (pacemaker, defibrillatori) i quali permettono alle persone che hanno un impianto di poter accedere a pratiche diagnostiche fondamentali, come la risonanza magnetica. La gran parte dei Paesi europei, nel tempo, ha sempre aggiornato la propria legislatura favorendo l’uso di strumentazioni all’avanguardia. In Italia, invece, un paziente portatore di pacemaker o defibrillatore non può usufruire di una risonanza magnetica, perché la normativa attualmente in vigore non glielo consente. 

 

“Oggi bisogna iniziare a guardare con occhi nuovi alle problematiche che affliggono i pazienti e comprendere che gli interlocutori attuali sono cambiati, per questo motivo è necessario iniziare a confrontarsi con la bioetica, la biopolitica e la bioeconomia. – ha detto l’onorevole Paola Binetti, intervenendo al convegno – Lo scorso 30 maggio abbiamo presentato alla Camera un DdL in materia di malattie cardiovascolari, ma ancora non siamo riusciti ad accendere i riflettori per calendarizzare la discussione. La proposta pone l’attenzione sul fatto che la normativa attuale è inadeguata, sulla necessità di valorizzare la tecnologia oggi a disposizione e sulle conseguenze prodotte dall’allungamento della vita. È arrivato il momento che la politica invii un messaggio chiaro e forte ai cittadini, a questo proposito chiedo a voi, professionisti del settore proposte puntuali e concrete da portare in Parlamento”.

 

Il mondo medico quindi può ancora sperare di dialogare con quello politico? Secondo Leonardo Santi,uno dei più importanti ricercatori italiani nel campo della lotta ai tumori, è ancora possibile a patto che al centro del dibattito si pongano interdisciplinareità, efficienza e partecipazione del malato. Sulla stessa lunghezza d’onda Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale dei diritti del malato di Cittadinanzattiva, che ha chiesto un maggior coinvolgimento dei cittadini nei tavoli decisionali. Secondo Aceti sarebbe inoltre opportuno costituire un fondo, sganciato dalle tempistiche delle aziende sanitarie, che venga utilizzato esclusivamente per investire nelle nuove tecnologie. Non meno importanti le richieste che sono arrivate dal mondo aziendale e dalla realtà delle amministrazioni locali: uso appropriato delle risorse, corsi di formazione sull’innovazione tecnologica e regole certe che accellerino l’ingresso sul mercato dei nuovi dispositivi.

 

Le proposte non mancano, in attesa di verficare che si concretizzino la fondazione Dossetti come ha sottolineato Claudio Giustozzi, Segretario nazionale dell’Associazione, si sta battendo per fare in modo che il DdL a firma degli onorevoli Paola Binetti, Gian Luigi Gigli, Pierpaolo Vargiu e Giovanni Monchiero quanto prima divenga legge. Nel dettaglio il disegno di legge pone l’accento sull’importanza della prevenzione di eventi patologici estremamente diffusi quali la fibrillazione atriale, l’ictus cardioembolico e l’ictus cerebrale, migliora l’accesso ai farmaci, prevede gli sgravi fiscali sull’acquisto di apparecchi di autodiagnosi e controllo e soprattutto, incentiva l’implementazione di dispositivi di monitoraggio forniti di controllo a distanza (telemedicina) che garantiscono una diagnosi certa, evitando accertamenti inutili e costosi.

 

Tag: Giovanni Monchiero / Leonardo Santi / Paola Binetti / Pierpaolo Vargiu / Tonino Aceti /

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