Dolore cronico, Italia e Spagna a confronto per migliorare l’approccio terapeutico

Pubblicato il: 28 Febbraio 2013|

Come gestire il dolore e quali le cure più appropriate sono le questioni principali su cui sono interrogati gli oltre 500 specialisti che hanno partecipato a “Italy in Spain” , il convegno conclusosi in questi giorni a Siviglia,  promosso dal Centro Studi Mundipharma e dall’Instituto Mundipharma spagnolo, con il patrocinio di AISD, FederDolore, Fondazione Paolo Procacci e della Sociedad Española del Dolor.

Al centro del dibattito, la scelta dell’analgesico più appropriato nella pratica clinica quotidiana, sulla base delle Linee Guida, delle recenti evidenze scientifiche e delle più avanzate opzioni farmacologiche oggi disponibili. Tra queste, l’innovativa combinazione ossicodone-naloxone, painkiller di nuova generazione che unisce l’efficacia dell’oppioide a una tollerabilità a lungo termine e presenta un buon controllo della sintomatologia dolorosa nell’85-90% dei casi, con minori effetti collaterali.

“Trattare il dolore nel paziente geriatrico – ha detto Massimo Allegri, Dirigente Medico Struttura Semplice Terapia del Dolore Dipartimento Anestesia e Rianimazione I – Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia – significa poter migliorare non solo la qualità di vita, ma anche il livello di attenzione e di coscienza. Una prescrizione analgesica efficace, tuttavia, va valutata molto attentamente poiché negli over-65 si riscontrano spesso polifarmacoterapia, comorbidità e scarsa aderenza alle cure. Il vantaggio degli oppioidi è che, se usati bene, possono essere impiegati per lunghi periodi e con minori effetti collaterali rispetto ai FANS, soprattutto in età avanzata. I dati preliminari che abbiamo raccolto negli ultimi mesi, trattando con l’associazione ossicodone-naloxone una cinquantina di pazienti geriatrici, hanno evidenziato un buon controllo del dolore nell’85% dei casi, preservando al tempo stessola funzione intestinale. Intendiamo ora avviare a breve uno studio clinico, per dimostrare che gestire adeguatamente il dolore con basse dosi di oppioidi e un approccio multidisciplinare permette di avere nell’anziano un miglioramento anche sul piano cognitivo”.

Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosca negli oppioidi forti il gold standard per la cura del dolore cronico moderato-severo, l’Italia è ancora all’ultimo posto in Europa nell’impiego di questi farmaci. Nel 2012, il mercato a valori nel nostro Paese ha registrato una spesa pari a 85 milioni di euro, ben diversa la situazione in Spagna, dove il mercato ha raggiunto i 143 milioni.C’è, però, una nota positiva: benché meno sviluppato, il mercato italiano sta crescendo a un ritmo più sostenuto (+27% contro +18% di quello spagnolo), grazie anche alle semplificazioni nella prescrizione degli oppiacei introdotte dalla Legge 38/2010. Spesso, all’origine delle reticenze nell’uso di questi medicinali, vi è il timore di effetti collaterali quali nausea e stipsi, che tuttavia oggi si possono facilmente prevenire.

L’associazione ossicodone-naloxone, come hanno sottolineato i clinici, ha dimostrato di poter rispondere a importanti bisogni terapeutici finora insoddisfatti, coniugando l’efficacia antalgica a un elevato profilo di sicurezza, a vantaggio della compliance e della qualità di vita dei malati.

Tag: AISD / Centro Studi Mundipharma / FederDolore / Massimo Allegri /

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