Dolore, la Legge 38 si può applicare anche con la crisi

Pubblicato il: 24 Settembre 2013|

Non solo aggiornamento scientifico, rivolto ai medici, su aspetti clinici e sulle più recenti novità in ambito di terapia del dolore cronico e di dolore neuropatico localizzato, ma anche un approfondimento di carattere giuridico sulla Legge 38 del 2010, a partire dall’assunto che il diritto dei pazienti a non soffrire può essere violato attraverso un impiego improprio o imperfetto degli strumenti terapeutici disponibili, ma anche a causa della mancata o insufficiente conoscenza delle prescrizioni di legge. Ne è convinta Grünenthal Italia, azienda focalizzata esclusivamente sulle terapie antalgiche, che ha sponsorizzato un programma di tre eventi macroregionali (a Stresa, Napoli e Venezia) destinato a tutti i medici interessati a un approfondimento multidisciplinare sulla terapia del dolore.

 

L’incontro di Stresa del prossimo 27 settembre è la prima tappa di questo ciclo di eventi, che ha l’obiettivo specifico di offrire ai medici un “insight” a 360 gradi sui contenuti della Legge 38: la disciplina italiana sul dolore, considerata una delle più avanzate e complete d’Europa, esige un’applicazione più omogenea in tutte le Regioni e quindi una conoscenza sempre più diffusa e dettagliata da parte dei medici, specialisti e non, che devono convincersi, tra l’altro, della sostenibilità economica della cura del dolore.     

 

Inedita, proprio in funzione degli obiettivi dell’aggiornamento offerto, la composizione del board dei formatori: accanto allo specialista e al farmacologo siederà un magistrato, incaricato di spiegare ai medici in che modo, sul piano strettamente giuridico, si debba adempiere alle prescrizioni della Legge 38, garantendo ai pazienti il diritto a non soffrire senza ricadere, al contempo, nella paura della violazione e nell’eccesso di scrupoli che può dar luogo al dispendioso meccanismo della “medicina difensiva”, fonte di sprechi insostenibili per il Sistema sanitario.

 

L’appuntamento di venerdì prossimo a Stresa sarà aperto dall’intervento della dottoressa Rossella Marzi, Coordinatore della Commissione Terapia del Dolore della Regione Piemonte e responsabile AISD ( Associazione Italiana Studio del Dolore ) per la Legge 38, testimone di un’esperienza particolarmente positiva nell’implementazione della disciplina sul dolore e le cure palliative: il Piemonte, infatti, è la prima Regione italiana ad aver adempiuto, a livello di sistema, a tutte le prescrizioni della disciplina legislativa.

“Dopo la delibera del 30 ottobre 2012, che ha individuatoi 4 centri Hub e i 22 Spokes della Regione– spiega la dottoressa Marzi – sono stati definiti i criteri di accreditamento per le diverse tipologie di strutture e introdotti specifici consensi informati per le procedure ad elevata complessità: abbiamo dimostrato che la Legge 38 si può applicare anche in periodo di crisi, ottimizzando le risorse esistenti e tagliando i costi impropri. La Giunta ha inserito la terapia del dolore e le cure palliative nei progetti speciali di salute del PSSR 2012-2015: oggi, a oltre tre anni dall’approvazione della Legge 38, dobbiamo considerare terminato il momento della teoria e dell’autoreferenzialità. Ai cittadini serve concretezza, agli operatori serve il giusto orientamento verso strutture certificate in grado di erogare prestazioni corrette. Ne deriva la necessità di soluzioni in grado di generare risultati misurabili. È su questa linea – spiega ancora la dottoressa Marzi – che, con la Determina 156 del 7 marzo 2013, è stata riordinata la rete algologica piemontese.  Ed è nostro preciso mandato dare piena attuazione a quanto disciplinato dall'Intesa del 25 luglio 2012, in particolare per quanto riguarda la stesura di specifici Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali per l'individuazione degli indicatori di qualità e di risultato, perseguendo il continuo miglioramento dell'offerta assistenziale ai cittadini piemontesi ed integrando la rete algologica con quella oncologica e quella palliativa”. Ma non è tempo di cantare vittoria neanche nelle Regioni più virtuose: “C’è ancora molto da fare – prosegue la Marzi – dal punto di vista della sensibilizzazione dei medici sull’importanza della tutela del diritto a non soffrire dei pazienti. Le norme giuridiche disegnano un sistema complesso di strutture, professionalità, competenze e obblighi, ma l’effettivo recepimento della Legge 38 è purtroppo  disatteso in molte regioni: replicare il ‘modello Piemonte’ – conclude la Marzi – potrebbe essere una via maestra proprio perché già percorsa”.

 

All’applicazione della Legge 38 può cooperare in modo determinante – accanto all’eliminazione degli sprechi generati dalla medicina difensiva – l’appropriatezza prescrittiva e terapeutica: anche qui si tratta di conciliare tutela dei diritti e sostenibilità: curare meglio equivale a curare nel modo più efficiente.

“Sul piano farmacoterapeutico – spiega il professor Diego Fornasari, docente di Farmacologia dell’Università di Milano che interverrà venerdì prossimo a Stresa – la Legge 38 prescrive al medico anzitutto di trattare tutti i tipi di dolore, sia acuto sia cronico, e in secondo luogo di trattarli in modo appropriato, perché il trattamento inappropriato è da considerare, dal punto di vista della difesa del diritto a non soffrire, alla stregua del mancato trattamento. Di qui la necessità di diffondere tra i medici una conoscenza solida sul ‘fenomeno dolore’ e sui rimedi farmacologici più adatti per il trattamento dei diversi tipi di dolore. Se si prescinde da questo sforzo formativo, si rischia di disattendere la Legge 38, benché, per così dire, ‘in buona fede’”. Una possibile violazione senza dolo, dunque, ma non di meno lesiva del diritto a non soffrire e gravosa per le casse del Sistema sanitario. “Un esempio di questa duplice inefficienza – chiosa Fornasari – è il trattamento inappropriato del dolore cronico non oncologico, che rappresenta circa l’80% di tutto il dolore trattato in Italia. Ebbene, troppo spesso queste forme dolorose sono ancora curate con farmaci antinfiammatori anche quando la componente infiammatoria non ha alcun ruolo nel causare la sofferenza, e quindi con una terapia del tutto inappropriata. Il nostro Paese soffre ancora di un certo ritardo nella conoscenza e nella diffusione dei farmaci oppiacei, che sono spesso il trattamento più appropriato anche per la cura del dolore non oncologico. È un gap che si può colmare agendo sulla formazione dei clinici e dei medici di famiglia, che devono conoscere in modo dettagliato l’azione e le indicazioni dei farmaci oppiacei: per impiegarli secondo le regole dell’appropriatezza e per superare i falsi miti sugli effetti avversi di questo tipo di farmaci”.       

 

 

Tag: diritto / Dolore / farmacologo / formazione / Grunenthal Italia / informazione / Legge 38 del 2010 / medici / medicina difensiva / Rossella Marzi / specialisti / Stresa /

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