Virus respiratorio sinciziale, la doppia immunizzazione non azzera ulteriormente i ricoveri dei neonati

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Pubblicato il: 20 Maggio 2026|

Uno studio clinico appena pubblicato su Journal of the American Medical Association Pediatrics e condotto da un team di ricerca francese ha analizzato l’efficacia della doppia immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati, combinando il vaccino materno e la somministrazione dell’anticorpo monoclonale nirsevimab. La ricerca ha monitorato oltre tremila bambini in Francia durante la stagione epidemica 2024-2025. I dati non hanno dimostrato un chiaro e significativo vantaggio aggiuntivo dato dalla vaccinazione materna combinata con immunizzazione passiva tramite nirsevimab rispetto all’uso dell’immunizzazione singola.

Tassi di ospedalizzazione bassi

Nello specifico, lo studio ha osservato che per i neonati che hanno ricevuto entrambe le misure preventive, il tasso di ospedalizzazione per infezioni del tratto respiratorio inferiore (LRTI) associate al virus è stato dello 0,89% a livello complessivo e dello 0,88% nel gruppo le cui madri avevano ricevuto una vaccinazione ottimale. Anche per i neonati considerati ad alto rischio, come i prematuri, il tasso di ospedalizzazione si è mantenuto molto basso, pari allo 0,75%.

Gli autori sottolineano che queste percentuali di ricovero sono simili a quelle osservate in uno studio precedente che analizzava la sola immunizzazione passiva e in cui le ospedalizzazioni erano l’1,0% nei neonati a termine e l’1,1% nei prematuri. Poiché lo studio in questione non effettua un confronto diretto tra i diversi approcci di immunizzazione, i suoi risultati sono considerati prettamente esplorativi.

La finestra temporale in cui vaccinarsi

La vaccinazione materna è considerata ottimale quando soddisfa contemporaneamente due criteri stabiliti in linea con l’autorizzazione all’immissione in commercio europea. Nello specifico, la somministrazione deve avvenire tra la 24esima e la 36esima settimana di gestazione e il parto deve verificarsi ad almeno 14 giorni di distanza dall’inoculazione. Qualora non si rispetti questa finestra temporale, la vaccinazione viene classificata come non ottimale. Ciò accade sia quando l’iniezione viene effettuata in una fase troppo avanzata della gravidanza, oltre il termine raccomandato, sia quando il bambino nasce prima del passaggio dei 14 giorni necessari a garantire un’adeguata copertura immunitaria.

Attese nuove indagini per confermare il valore aggiunto

Gli stessi autori indicano che sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire meglio il reale valore aggiunto della doppia immunizzazione, in particolar modo nei neonati prematuri, per i quali l’efficacia dell’immunizzazione potrebbe risultare ridotta.

Sebbene i dati suggeriscano una protezione solida, i ricercatori sottolineano che l’aggiunta del nirsevimab non sembra ridurre drasticamente i ricoveri rispetto all’uso del solo vaccino. Lo studio conclude che sono necessarie ulteriori indagini per confermare il reale valore aggiunto di questa duplice strategia preventiva, specialmente per i neonati ad alto rischio.

Tag: jama pediatrics / virus respiratorio sinciziale /

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