Optofarmacologia: farmaci attivati dalla luce per combattere il dolore da cancro

optofarmacologia
Pubblicato il: 29 Agosto 2022|

Si chiama optofarmacologia, l’utilizzo di farmaci attivati dalla luce, pratica che potrebbe avere un’applicazione nella gestione del dolore da cancro. Attualmente quello che viene definito “dolore di fondo” può essere controllato da farmaci oppioidi come la morfina, ma a volte si verificano episodi rapidi e improvvisi di sofferenza molto intensa, definiti Btp (BreakThrough cancer Pain). Una ricerca condotta dal Laboratorio di Neurofarmacologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, ha verificato su modelli animali l’efficacia dell’optofarmacologia nel gestire tali episodi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Molecular Sciences.

La molecola in sperimentazione

Si tratta in particolare, si somministrare farmaci che circolano nel corpo senza produrre alcun effetto ma che si “svegliano” quando vengono illuminati da una sorgente luminosa. Così, attraverso fibre ottiche installate in specifiche aree cerebrali è possibile ottenere un effetto analgesico immediato “svegliando” le molecole circolanti nel sangue. Il farmaco sperimentato in questo studio regola l’attività del recettore mGlu5, appartenente alla categoria dei recettori metabotropici del glutammato (elementi cruciali nella trasmissione di segnali tra le cellule del sistema nervoso). La molecola è già nota per la sua azione analgesica, ma i suoi effetti collaterali ne impediscono l’utilizzo.

Come funziona l’optofarmacologia

“Per questo motivo l’idea è di ‘ingabbiare’ il farmaco all’interno di una struttura molecolare capace di dissolversi quando viene esposta a una determinata frequenza luminosa” spiega Serena Notartomaso, biologa nel Laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed e prima autrice del lavoro scientifico. “In questo modo la molecola può circolare in tutto il corpo senza avere alcun effetto fino a che non viene illuminata, cosa che otteniamo attraverso un Led impiantato in una specifica regione del cervello, il talamo, cruciale nella trasmissione degli impulsi dolorosi. A questo punto, in pochi millisecondi, il farmaco sarà attivato, ma esclusivamente in quel punto, senza arrecare alcun effetto sul resto dell’organismo”.

Future applicazioni

Grazie a questa tecnica i ricercatori sono riusciti a ottenere un’azione analgesica estremamente rapida. Conclude Ferdinando Nicoletti, Professore Ordinario di Farmacologia, Università Sapienza, Roma e Responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia dell’Istituto IRCCS Neuromed, Pozzilli: “Naturalmente saranno necessarie ulteriori ricerche prima di giungere a una applicazione concreta negli esseri umani. Quello a cui si sta pensando è di impiantare dei Led all’interno del corpo, controllabili dall’esterno. Il paziente potrebbe semplicemente attivare il farmaco attraverso un interruttore”.

La ricerca è stata finanziata dal Progetto Giovani Ricercatori del Ministero della Salute e condotta in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, l’Università “Luigi Vanvitelli” di Napoli e l’Istituto di Chimica Avanzata della Catalogna di Barcellona, in Spagna.

Tag: cancro / Dolore / optofarmacologia /

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