Fibrosi cistica, FFC Ricerca finanzia nove progetti. Al centro la sfida delle mutazioni stop

Oltre 3,4 milioni di euro sono i fondi che la Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica (Ffc Ricerca) ha destinato a nove progetti di ricerca dedicati alla fibrosi cistica. Tra questi, spicca “Restart-CFTR”, un innovativo progetto internazionale che punta a sviluppare una possibile terapia per le persone con fibrosi cistica portatrici delle cosiddette “mutazioni stop” – variazioni del gene CFTR che, se alterato o assente, è responsabile della malattia – per le quali non esistono ancora trattamenti efficaci. L’annuncio è stato fatto a Milano, in occasione della Giornata mondiale della fibrosi cistica (che si celebra l’8 settembre), durante la conferenza stampa di presentazione della XXIV Campagna Nazionale FFC Ricerca.
“Quest’anno abbiamo fatto una scelta strategica precisa, quella di concentrare una parte importante delle risorse economiche destinate alla ricerca su Restart-CFTR” ha commentato Dichiara Carlo Castellani, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Ets. “È una sfida complessa, che richiede continuità, risorse e una prospettiva di lungo periodo. Questa scelta ha portato a finanziare un numero più contenuto di progetti, ma di grande qualità e rilevanza scientifica. Tutti di grande interesse e capaci di affrontare temi rilevanti per il futuro della ricerca sulla fibrosi cistica, dai diversi aspetti della cura fino al miglioramento della qualità e dell’aspettativa di vita delle persone con FC”.
La fibrosi cistica con mutazioni stop
Chi nasce con la fibrosi cistica presenta due copie mutate del gene CFTR: questo gene normalmente determina la sintesi di una proteina, chiamata anch’essa CFTR, che regola il funzionamento delle secrezioni di molti organi. Nelle persone con fibrosi cistica, questa proteina è poco efficiente o anche del tutto assente. A subire il maggiore danno sono i bronchi e i polmoni: al loro interno secrezioni mucose dense tendono a ristagnare, generando infezione e infiammazione che nel tempo possono compromettere la funzionalità polmonare.
Alcune persone presentano variazioni del gene CFTR dette appunto “mutazioni stop” che introducono una sorta di “punto finale” nel posto sbagliato all’interno delle istruzioni utilizzate dalle cellule per produrre la proteina CFTR. Il risultato è che la proteina viene prodotta in forma incompleta e non funzionante, oppure non viene prodotta affatto. Sebbene negli ultimi anni le nuove terapie con i cosiddetti farmaci modulatori abbiano rivoluzionato il trattamento della malattia, per questo gruppo di malati non esistono ancora terapie capaci di agire sul difetto della proteina che sta alla radice del problema.
Il progetto Restart-CFTR
Per superare questo ostacolo, i ricercatori useranno gli ACE-tRNA (AntiCodon Edited transfer RNA), molecole di Rna progettate per funzionare come un “correttore di bozze”. Il loro compito è superare il segnale di stop errato causato dalla mutazione, consentendo alla cellula di completare la produzione della proteina CFTR, fondamentale per il corretto funzionamento dei polmoni.
La sfida sarà poi trasportare questa tecnologia direttamente nelle cellule delle vie respiratorie, dove la malattia provoca i danni più gravi. L’obiettivo finale è porre le basi per una vera e propria svolta terapeutica, aprendo nuove speranze di trattamento per tutte le persone con mutazioni stop finora escluse dalle terapie avanzate. Il progetto coinvolgerà ricercatori delle Università di Rochester e dell’Alabama negli Stati Uniti, dell’Università di Utrecht nei Paesi Bassi e del TIGEM di Pozzuoli in Italia.
Gli altri progetti del bando annuale 2026 di FFC Ricerca
Tra gli altri progetti, due sono stati finanziati nell’area “Terapie e approcci innovativi per correggere il difetto di base, genetica”. Si tratta del progetto FFC#1/2026 che studierà nuovi bersagli molecolari per proteggere l’Rna di CFTR con mutazioni stop dalla degradazione così da individuare nuove opzioni terapeutiche per chi è ancora orfano di cura. E del progetto vincitore del Gianni Mastella Research Fellowship, GMRF#1/2026, che studierà i meccanismi che regolano il trasporto, la stabilità e l’apertura del canale CFTR sulla membrana delle cellule, con l’obiettivo di potenziare l’azione dei modulatori di CFTR.
Terapie personalizzate
Non tutte le persone con fibrosi cistica traggono lo stesso beneficio dai modulatori di CFTR. In alcuni casi, i danni cellulari e l’infiammazione prolungata possono infatti limitarne l’efficacia. Il progetto FFC#2/2026 testerà una classe di molecole antinfiammatorie per ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione e verificare se questo possa migliorare la risposta ai modulatori, anche nelle persone con mutazioni rare o che rispondono meno ai farmaci.
Terapie dell’infezione broncopolmonare
I tre progetti finanziati in quest’area puntano a sviluppare nuove strategie contro alcuni dei batteri responsabili delle infezioni più difficili da trattare nella fibrosi cistica. Nel 2026 le ricerche si concentrano in particolare su Pseudomonas aeruginosa e Mycobacterium abscessus.
Due progetti riguardano P. aeruginosa. Il progetto FFC#4/2026 testerà farmaci già usati per altre malattie per colpire una proteina che aiuta il batterio a sopravvivere in condizioni difficili e a sfuggire alle difese immunitarie, con l’obiettivo di ridurne la sopravvivenza nelle vie aeree. Il progetto FFC#5/2026 mira invece a sviluppare un vaccino in grado di proteggere da diverse varianti di P. aeruginosa e prevenire le infezioni croniche.
Il progetto FFC#3/2026, dedicato a M. abscessus, svilupperà una tecnologia innovativa che usa un anticorpo come “navetta” per trasportare gli antibiotici direttamente all’interno delle cellule infettate dal batterio.
Terapie dell’infiammazione polmonare
In quest’area si colloca il progetto FFC#6/2026, che studierà l’origine dell’infiammazione cronica tipica della fibrosi cistica. In particolare, il progetto vuole capire se questa alterazione possa avere origine nel midollo osseo e se sia possibile intervenire per modificarne il funzionamento.
Ricerca clinica ed epidemiologica
Infine, sarà finanziato in quest’area il progetto FFC#7/2026, che studierà per la prima volta il ruolo della proteina CFTR nello sviluppo della placenta e contribuirà a definire meglio il profilo di sicurezza dei modulatori di CFTR durante la gravidanza.
Il Ciclamino della Ricerca e la Charity Bike Tour
La XXIV Campagna Nazionale FFC Ricerca a ottobre riporterà nelle piazze italiane il Ciclamino della Ricerca: grazie all’attività dei volontari delle Delegazioni e dei Gruppi di Sostegno di Fondazione, la Campagna contribuirà a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla fibrosi cistica e raccogliere fondi destinati a sostenere nuovi progetti scientifici.
“Dal 2002 Fondazione ha destinato oltre 46 milioni di euro al finanziamento di 522 iniziative di ricerca, contribuendo a costruire nel nostro Paese una rete di competenze e collaborazioni di eccellenza” ha dichiarato Matteo Marzotto, presidente della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Ets. “Il ritorno del Ciclamino nelle piazze italiane per tutto il mese di ottobre assume quindi un significato ancora più importante: dietro ogni fiore, ogni volontario e ogni iniziativa c’è la possibilità di sostenere concretamente questo percorso”.
Ad aprire la Campagna sarà la XIV edizione del Charity Bike Tour, dal 30 settembre al 3 ottobre 2026, con un percorso a tappe da Lecco a Biella che coinvolgerà campioni dello sport e biker solidali. Dal 19 al 25 ottobre torna inoltre la Settimana di sensibilizzazione sul test del portatore sano “1 su 30 e non lo sai”, per promuovere la conoscenza del test genetico per individuare i portatori sani di fibrosi cistica.


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