In aumento le resistenze agli antibiotici, in Ue 25 mila morti l’anno

Pubblicato il: 28 Ottobre 2014|

Sono circa 25 mila i pazienti nei Paesi dell’Unione europea che muoiono annualmente come conseguenza di infezioni da germi multiresistenti, con un costo associato di quasi due miliardi di euro. A mettere in guardia sono gli infettivologi della Simit-Società italiana malattie infettive e tropicali, che durante il XIII congresso nazionale in corso a Genova hanno sottolineato come siano in aumento le manifestazioni di microorganismi resistenti a quasi tutti gli antibiotici. Infezioni divenute sempre più difficili e a volte impossibili da trattare, in particolare per pazienti immuno-compromessi.

Il congresso, che conta circa mille delegati provenienti da tutta Italia, si propone di affrontare due emergenze in particolar modo: una verifica sull’emergenza Ebola e una discussione sui batteri “cattivi”, per colpa dei quali la sanità internazionale sta rischiando di perdere la sfida sul fronte degli antibiotici.

Consumo in Italia – Il fenomeno dell’antibioticoresistenza ha carattere universale, ma in Italia il quadro è decisamente più preoccupante, infatti il consumo di farmaci antibiotici è uno dei più alti in Europa. Per controllare la diffusione delle resistenze, dunque, è assolutamente necessario intervenire, adottando strategie mirate a promuovere l’uso appropriato di antibiotici e a limitare la diffusione dei germi multiresistenti, in particolare attraverso la corretta igiene delle mani e le altre procedure igieniche per il controllo della trasmissione degli agenti infettivi. “Le cause alla base di questo fenomeno sono molteplici – spiega Massimo Andreoni, primario di Malattie infettive al Policlinico universitario Tor Vergata di Roma e presidente Simit – ma un ruolo particolare gioca l’uso inappropriato di antibiotici”.

Infezioni per interventi e trapianti – Sono in aumento, inoltre, le infezioni causate da interventi e procedure medico-chirurgiche, ma più in generale legate alle pratiche assistenziali. Alcune pratiche mediche maggiormente invasive e complesse, come i trapianti, che sono molto spesso complicate da infezioni, potrebbero essere non più fattibili se queste infezioni vengono causate da germi intrattabili, i quali stanno iniziando a diffondersi anche fuori dagli ospedali. “Gli antibiotici – afferma Gianni Cassola, uno dei presidenti del congresso – sono l’unico farmaco il cui maluso si riflette non tanto sul paziente che lo sta assumendo, quanto sugli altri pazienti e sulle generazioni future, perché il maluso provoca resistenze e il prezzo lo pagano i figli. Occorre prestare maggiore attenzione, dunque, all’uso degli antibiotici in agricoltura e nell’allevamento, anche se negli ultimi anni la sperimentazione e lo sviluppo di nuovi farmaci hanno subito un drastico calo”.

In questo scenario un ruolo sempre più rilevante deve essere svolto da tutte le strutture di Malattie Infettive presenti in Italia, che devono gestire non solo i casi sempre più frequenti di pazienti con infezioni gravi, ma anche l’uso appropriato di antibiotici all’interno dell’ospedale. Si sottolinea quindi l’esigenza di potenziare la rete infettivologica per assicurare la presenza di strutture di Malattie Infettive in tutti gli ospedali.

 

Tag: antibiotici / farmacoresistenza / infezioni / simit /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE

Pazienti e scelte sanitarie: ancora non c’è la bussola

Prosegue la contesa su rappresentatività, diritti, competenze: lo scorso 19 ottobre il Tar Toscana ha bocciato un ricorso presentato da circa quindici associazioni contro la delibera 702 che include i pazienti esperti nei processi di acquisto dei dispositivi medici. E il recente atto di indirizzo ministeriale sembra appena un primo passo verso il coinvolgimento dei cittadini

Remedi4all: l’Europa scommette sul valore del repurposing

Il progetto Ue sul riposizionamento di farmaci già esistenti per altre indicazioni terapeutiche prevede il coinvolgimento di 24 istituti europei, coordinati da Eatris e un finanziamento di 23 milioni di euro attraverso il programma Horizon Europe

RUBRICHE
FORMAZIONE