In Italia 250 mila persone alle prese con la schizofrenia

Pubblicato il: 25 Febbraio 2015|

Sono circa 250.000 le persone che in Italia soffrono di schizofrenia, malattia cronica grave che conduce a una drastica diminuzione dell’aspettativa di vita. Una condizione che in Europa riguarda circa 3,5 milioni di persone e che a livello mondiale colpisce, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, approssimativamente 24 milioni di persone.

Questi dati confermano l’importanza del confronto tra esperti sulla pratica clinica, alla luce di un nuovo approccio che pone al centro il benessere del paziente psichiatrico e le strategie opportune da mettere in atto per migliorare la loro qualità di vita. Proprio questo è stato il tema al centro del Simposio “Benessere in Psichiatria”, che si è svolto il 24 febbraio all’interno del 19esimo congresso della Società italiana di psicopatologia (Sopsi), realizzato con il supporto non condizionato di Takeda Italia.

“Il progetto ‘Benessere in psichiatria’ è un’iniziativa scientifico/culturale rivolta agli specialisti italiani che mira a identificare strumenti teorici e operativi, per definire e perseguire la ‘science of well-being’ come standard e come meta terapeutica – spiega Emilio Sacchetti, professore ordinario di Psichiatria all’università degli Studi di Brescia e presidente della Società italiana di psichiatria – Il primo passo di questo progetto è un’indagine conoscitiva nell’ottica dell’attività dello psichiatra. Il progetto prende il via a partire da oggi sul sito www.benessereinpsichiatria.it, con l’obiettivo di superare il concetto di remissione sintomatologica e di recupero funzionale in favore di un approccio integrato alla salute globale della disabilità in generale e allo stigma. In quest’ottica soprattutto importante è l’impiego di farmaci più maneggevoli ed efficaci, la maggior attenzione allo stato di benessere psicofisico e l’educazione agli stili di vita salutari”.

“La schizofrenia è tra le prime 10 patologie a più alto impatto di disabilità sociale – sottolinea Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze all’ospedale Fatebenefratelli di Milano – Insorge frequentemente nell’adolescenza, tra i 16 e 18 anni, ed è caratterizzata da vulnerabilità genetica ai fattori ambientali quali abuso di stupefacenti e alcol, disagio sociale e immigrazione. Nelle aree urbane la prevalenza dei disturbi psicotici è aumentata. Nascere e vivere fino a 13 anni in ambienti metropolitani aumenta infatti il rischio di schizofrenia – avverte lo specialista – Intercorre ancora troppo tempo tra la comparsa dei sintomi e la possibilità di ricevere cure e si corre il rischio di arrivare troppo tardi. Fondamentali sono quindi il riconoscimento precoce e i trattamenti pedagogico, psicoterapico e farmacologico, in modo da monitorare sia l’evoluzione della persona sia l’evoluzione della malattia. Perché agendo subito si minimizzano le conseguenze”. Il benessere globale, dunque, è il nuovo target di cura.

Tag: schizofrenia / Sopsi / Takeda Italia /

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