Parkinson: la Food and drug administration approva JUVMO di AbbVie

L’azienda AbbVie ha annunciato che l’autorità statunitense Food and drug administration (Fda) ha approvato JUVMO™ (tavapadon) in compresse, il primo e unico agonista selettivo dei recettori D1/D5 indicato per il trattamento degli adulti affetti da malattia di Parkinson.
Il farmaco rappresenta un’importante svolta dopaminergica dopo decenni poiché offre un’alternativa ai tradizionali agonisti D2/D3 e consente di gestire i sintomi motori riducendo i tipici compromessi legati a tollerabilità e carico terapeutico.
Maggiore flessibilità per personalizzare la terapia
Nelle fasi avanzate del Parkinson, il controllo costante dei sintomi con la sola levodopa diventa complesso e spesso richiede aumenti di dosaggio che possono causare complicazioni come le discinesie. Agendo in modo mirato sui recettori D1/D5, il nuovo farmaco appena approvato offre ai medici una maggiore flessibilità per personalizzare la terapia. Negli studi clinici, dopo 85 settimane di trattamento la grande maggioranza dei pazienti non ha dovuto aumentare la dose di levodopa o, nel caso di diagnosi precoce, non ha dovuto avviarne l’assunzione.
Miglioramento nelle attività e nelle capacità motorie
L’approvazione si basa sui dati del programma clinico di Fase 3 TEMPO, condotto sia su pazienti in fase iniziale sia in associazione alla levodopa per soggetti con fluttuazioni motorie. I risultati hanno dimostrato un significativo miglioramento nelle attività della vita quotidiana e nelle capacità motorie, oltre a un aumento del tempo “on” privo di discinesie fastidiose e a una riduzione del tempo “off”. AbbVie prevede di rendere disponibile il farmaco negli Stati Uniti a partire da ottobre 2026.
Cautela per il rischio di ipotensione allucinazioni o impulsi insoliti
La maggior parte degli eventi avversi riscontrati negli studi è risultata di entità lieve o moderata. Tra gli effetti collaterali più comuni figurano nausea, cefalea, capogiri, affaticamento, alterazioni del gusto, vomito, secchezza delle fauci e ansia. Quando somministrato insieme alla levodopa, si possono riscontrare anche discinesia, allucinazioni e ipotensione ortostatica. Sono inoltre raccomandate cautela e consultazione medica per il rischio di ipotensione, allucinazioni o impulsi insoliti.
La progressione della malattia
Oltre 11 milioni di persone in tutto il mondo convivono con la malattia di Parkinson, un disturbo neurologico cronico e progressivo caratterizzato da tremore, rigidità muscolare, lentezza nei movimenti e difficoltà di equilibrio. I sintomi motori della malattia di Parkinson si manifestano quando viene persa circa il 60-80% delle cellule cerebrali deputate alla produzione di dopamina, e continuano a peggiorare lentamente nel corso del tempo.
Con il progredire della malattia, i pazienti possono sviluppare complicazioni, tra cui fluttuazioni motorie e non motorie e discinesie. I pazienti riferiscono di passare da uno stato “on” (in cui i sintomi sono generalmente ben controllati) a uno stato “off”, durante il quale sintomi come tremore e rigidità possono ripresentarsi e il movimento risulta più difficoltoso. Nelle fasi più avanzate, si possono verificare anche discinesie (movimenti involontari) che riescono a ostacolare in modo significativo le attività quotidiane.


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