Kit per diabetici, Assobiomedica: effetto della spending review e della centralizzazione degli acquisti

Pubblicato il: 24 Settembre 2013|

Gli apparecchi per misurare la glicemia non sono precisi e affidabili “per un problema di fabbricazione”, scrive la ditta di Somma Vesuviana che li distribuisce, quindi è meglio ritirarli ai diabetici e sostituirli con altri più sicuri: una decisione che ha preoccupato e disorientato i pazienti liguri. Soltanto alla Asl 3 genovese ne devono essere sostituiti circa 7mila, più almeno altri 10mila nelle altre quattro Asl liguri e negli ospedali, a partire dal Gaslini, il primo a ricevere la comunicazione.

 

Episodi come quello dei kit per diabetici in Liguria sono destinati a breve a diventare la regola, non l'eccezione, grazie ai tagli lineari introdotti con la spending review  e alle gare a ribasso volute con la centralizzazione e la massificazione degli acquisti. Acquistare con la logica del prezzo più basso non è mai un criterio di salvaguardia della sicurezza e della salute dei pazienti. Ed è successo infatti che i prodotti acquistati solo perché poco costosi sono stati ritirati con un costo che sarà doppio per le aziende sanitarie ”. Questo il commento di Assobiomedica, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le imprese produttrici di dispositivi medici, sulla gara di appalto per la fornitura di kit per diabetici assegnata dalla Regione Liguria.

 

“Non siamo per nulla stupiti da questo episodio. Questi sono i primi effetti tangibili dei tagli lineari adottati negli ultimi anni – ha dichiarato il Presidente di Assobiomedica, Stefano Rimondi (nella foto) – che, come abbiamo ripetuto invano in tutte le sedi, non faranno che abbassare la qualità del servizio sanitario, costringendo i cittadini a essere curati con dispositivi mediocri, magari provenienti da Paesi extraeuropei favoriti dal basso costo del lavoro e dagli insufficienti controlli di qualità”.

 

Assobiomedica denuncia da anni che la centralizzazione eccessiva degli acquisti così come è stata concepita, ovvero con il meccanismo delle gare a ribasso, non fa che alterare il mercato perché sulla spinta della volontà di un risparmio, non si tiene conto né della qualità né dell’appropriatezza delle scelte. “Senza considerare – chiosa la nota di Assobiomedica – che, grazie alla centralizzazione, la fornitura delle strisce per diabetici ammonta a circa 17.000 unità proprio perché la stessa gara è stata fatta da più Asl insieme”.

 

Se la storia del kit per diabetici non fosse uscita all’attenzione dei Nas – ha concluso Rimondi – ci sarebbe stato inoltre il rischio che un’altra regione prendesse come riferimento per la base d’asta proprio quello della Liguria, contribuendo ad abbassare la qualità dell’offerta. L’attenzione ai costi è doverosa, ma non può prescindere dalla qualità e dall’appropriatezza, altrimenti i costi aumentano”.

 

 

Tag: assobiomedica / Gaslini / Kit / Liguria / Stefano Rimondi /

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