La parità di genere nella scienza è ancora lontana e Covid-19 ha peggiorato la situazione
Secondo i dati più recenti delle Nazioni Unite le donne continuano ancora ad essere escluse da una partecipazione piena alla scienza nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi 15 anni: meno del 30% dei ricercatori del mondo sono infatti donne. Secondo i dati dell’Unesco 2014-2016, solo il 30% di tutte le studentesse sceglie di studiare all’università materie scientifiche: il 3% tecnologie dell’informazione, il 5% scienze naturali, matematica e statistica e l’8% ingegneria e costruzioni. Ancora ben lontani dal traguardo della parità di genere nella scienza.
Per questo l’Onu ha posto come quinto obiettivonell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere. E dal 2015 ha istituito, proprio l’11 febbraio, la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Alla sua sesta edizione, quest’anno è dedicata alle ricercatrici in prima linea contro la pandemia.
L’impatto di Covid-19 sulle ricercatrici
L’emergenza sanitaria ha mostrato il loro ruolo fondamentale nella lotta contro la malattia da Covid-19, nel sequenziamento del virus, lo sviluppo di tecniche per i test e del vaccino, ma ha avuto anche un impatto negativo sulle ricercatrici, soprattutto quelle all’inizio della loro carriera, aumentando le disparità di genere nella scienza. Sempre secondo i dati Onu infatti, il lavoro a carico delle donne in questo periodo è raddoppiato a causa dell’incombenza della gestione domestica, che risulta appannaggio femminile anche quando le donne hanno pari responsabilità lavorative rispetto ai partner uomini, mettendo a rischio i passi avanti fatti finora verso l’uguaglianza di genere. L’evento quest’anno si svolgerà online nella sede delle Nazioni Unite, con un dibattito sull’uguaglianza nella scienza per la società.
Le iniziative in Italia per parità di genere nella scienza
Tra le varie iniziative organizzate oggi in Italia, a favore della parità di genere nella scienza, c’è quella dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), che ha realizzato un video corale composto da video selfie girati da 12 ricercatrici tra junior e senior. Queste ultime sono direttrici di team di ricerca e vincitrici di prestigiosi premi come gli ERC e rappresentano veri e propri role model, capaci di trasmettere un messaggio positivo e di empowerment nei confronti di coloro che si stanno avvicinando a questo tipo di carriera o che, già inserite nel mondo della ricerca, stanno incontrando momenti di difficoltà.
Mentre l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha organizzato diversi eventi online e un video in cui 14 ricercatrici dell’Istituto raccontano la loro storia di donne scienziate e le attività in cui sono impegnate. Altri racconti di scienziate INGV sono contenuti nell’evento del Center of Excellence in Solid Earth (ChEESE) per l’11 febbraio.
Infine She is a Scientist – progetto nato nel 2017 per valorizzare l’apporto delle donne alla scienza – ha deciso di celebrare la ricorrenza per tutto il mese di febbraio, con l’idea che una sola giornata non renda giustizia alla causa. Oltre a interviste e tavole rotonde è stata lanciata la campagna #SHELooksLikeAScientist per combattere gli stereotipi legati all’immagine delle donne che lavorano in ambito scientifico, raccontando le loro storie attraverso le loro passioni personali.


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