La scienza che trucca le carte: perché il “caso” Schillaci riapre una questione mai chiusa

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Pubblicato il: 15 Settembre 2023|

L’accusa non è nuova di questi tempi: duplicare o modificare immagini – che soprattutto in biomedicina fungono da evidenze perché sono usate per quantificare il risultato – per indirizzare i dati di una ricerca scientifica nella direzione voluta. Una “frode” insomma, o come preferiscono chiamarla gli addetti ai lavori “cattiva condotta”. In questo caso però a fare scalpore – in Italia e all’estero – è uno degli autori coinvolti nella presunta frode denunciata da un’inchiesta de Il manifesto: cioè il ministro della Salute italiano Orazio Schillaci.

Il ruolo del ministro Schillaci

Il quotidiano italiano infatti, avrebbe trovato immagini duplicate in otto articoli pubblicati tra il 2018 e il 2022, tra i cui autori compare anche l’attuale ministro, al tempo in forze nella Facoltà di Medicina dell’università di Roma Tor Vergata. In quattro di essi Schillaci è addirittura il “corresponding author”, cioè “il ricercatore più esperto incaricato di presentare all’esterno la ricerca” come ha precisato Andrea Crisanti, senatore del Pd, intervenendo in un post su Facebook sul caso. La vicenda è stata ripresa anche da Science – che più volte si è occupata di cattive condotte scientifiche – confermando le manipolazioni segnalate da il manifesto.

Facili da manipolare

Quella delle produzione di immagini scientifiche false non è una novità, perché si tratta delle manipolazioni più frequenti nel mondo scientifico come aveva scritto a suo tempo il ricercatore Enrico Bucci (che a lungo si è occupato del tema), nel suo libro “Cattivi scienziati: “Per la semplicità realizzativa e verosimiglianza del risultato, questo tipo di manipolazioni dei dati è diventato, assieme al plagio del testo, il metodo più diffuso di frode: il 70% delle indagini condotte dall’Office for research integrity (Ori) americano, infatti, è focalizzato sulla manipolazione di immagini”.

Tanto che non è la prima volta che un caso di cattiva condotta scientifica basato proprio sulle falsificazioni di immagini passa alla ribalta. Di recente per esempio, proprio Science aveva dato ampio spazio a una presunta frode – su cui la stessa rivista ha indagato – che riguardava importanti ricerche sulla malattia di Alzheimer (di cui si è ampiamente occupato anche Aboutpharma), alla base della teoria  per cui i grumi di beta-amiloide nel tessuto cerebrale, noti come placche, sono una causa primaria della malattia.

Come smascherare le frodi

Le anomalie riscontrate da Il manifesto sarebbero state identificate grazie a uno dei tanti software oggi in circolazione che permette di riconoscere subito eventuali immagine duplicate o modificate o per esempio testi copiati.  Cinzia Caporale, coordinatrice della Commissione per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca del Cnr, intervistata da AboutPharma in occasione della già ricordata vicenda di presunta cattiva condotta in alcuni lavori sulla malattia di Alzheimer, aveva raccontato che “nella gran parte dei casi attraverso tali strumenti si possono dimostrare in modo incontrovertibile sia la falsificazione sia il plagio”.

Questo perché, come aveva confermato anche Bucci, “sorprendentemente, le manipolazioni sono spesso grossolane e vanno dal riutilizzo di foto già pubblicate in altro contesto, al taglia e incolla di porzioni di un’immagine A in un’immagine B, fino alla composizione di veri e propri collage di molte immagini diverse. Queste manipolazioni lasciano tracce inconfondibili, come la presenza di zone identiche all’interno di un’immagine che non dovrebbe contenerne, la presenza di una stessa foto in lavori diversi o in parti diverse dello stesso lavoro e così via”.

L’inchiesta de Il manifesto

Proprio ciò che è stato denunciato da Il manifesto, che ha trovato lavori in cui la stessa immagine è stata presentata per mostrare cellule provenienti da neoplasie o tessuti diversi; o ancora ci sono immagini che si sostiene rappresentino cellule di pazienti diversi e che in realtà sono la stessa immagine con un cambio di scala.

Scrive Andrea Capocci su Il Manifesto: “Il lavoro più problematico riguarda una ricerca pubblicata nel 2021 sul Journal of Clinical Medicine dal gruppo di Schillaci (che nel testo se ne dichiara responsabile per la supervisione, l’ideazione, la metodologia e la stesura) in cui viene presentata un’immagine relativa a cellule di tumore alla prostata. Solo che quella immagine era già stata usata in un’altra pubblicazione del 2019 sull’International Journal of Molecular Sciences, sempre con la firma del ministro, riferita a cellule di tumore al seno. In quel caso Schillaci si attribuiva ‘solo’ la validazione dei dati e la revisione del testo”.

Intenzionalità o distrazione?

Nonostante non ci siano dubbi sulle duplicazioni delle immagini è difficile però capire se esse siano state intenzionali o meno, come afferma lo stesso manifesto e come conferma anche Elisabeth Bik, microbiologa olandese e consulente per l’integrità scientifica nota per il suo lavoro nel rilevare la manipolazione di foto nelle pubblicazioni scientifiche, interpellata da Science.

Potrebbero essere involontarie secondo Mike Rossner, presidente della società di consulenza Image Data Integrity: “È possibile che l’autore abbia semplicemente preso il file sbagliato durante la preparazione del pannello con le figure. Ma anche in questo caso quando un gruppo sembra commettere tali errori ripetutamente potrebbe indicare che i loro processi di gestione dei dati potrebbero essere difettosi”.

Per questo secondo Bik, che si tratti di “trascuratezza nel tenere traccia di ogni immagine, o intenzionalità, perché le immagini si adattano sempre alla narrazione, in ogni caso, questo mette in dubbio l’accuratezza di altri risultati sperimentali di questo laboratorio”.

Motivo per cui, considerando che sono coinvolti così tanti documenti, “l’università dovrebbe indagare” aggiunge l’esperta.

Contrastare le frodi

Daniele Fanelli, ricercatore della London School of Economics and Political Science, e membro di diverse agenzie per l’integrità della ricerca, tra cui il Comitato consultivo per l’etica e la bioetica della ricerca del Cnr italiano nella sua lunga lista di pubblicazioni sulla cattiva condotta scientifica ha trattato molti aspetti del fenomeno in un lungo servizio su Aboutpharma: dalle dimensioni, alle motivazioni, fino al peso che eventuali ritrattazioni hanno sulla scienza.

Dal suo punto di vista in questo caso “è assolutamente necessario un panel indipendente che analizzi il caso”.

Precisa: “Ciò che dovrebbe accadere in qualsiasi istituzione scientifica rispettabile è che un comitato indipendente senza conflitti di interessi indaghi e quindi emetta correzioni o sanzioni, se necessario”.

Non serve una legge

Non serve però una legge specifica contro le frodi, come aveva dichiarato la senatrice Elena Cattaneo sempre al nostro giornale, ma più “una regolamentazione almeno a livello europeo, in modo da offrire alla comunità scientifica uno standard giuridico uniforme”.

È d’accordo anche Fanelli che a tal proposito aveva affermato che “non si può deliberare sulla scienza”.

“Sarebbe invece più utile avere regolamenti nazionali, documenti di riferimento e organi istituzionali indipendenti che possano esaminare eventuali casi problematici, segnalati anche in modo confidenziale, come avviene in altri Paesi come Regno Unito o Stati Uniti”.

Attività incompatibili?

In attesa di capire quale sarà il verdetto della vicenda che ha coinvolto Schillaci, a parere di Science resta il fatto che l’episodio solleva la questione se essere un rettore – o un ministro – sia compatibile con un’attività sperimentale altamente produttiva.

Schillaci infatti è “un autore prolifico”, ricostruisce Science, “con più di 400 articoli registrati in Scopus, database di letteratura scientifica. Negli anni in cui furono pubblicati gli articoli con duplicazioni, ne produsse uno ogni 12 giorni e ha continuato a pubblicare da quando è diventato ministro nel 2022”.

La conclusione secondo Bik è che “non si possa fare due lavori e farli bene entrambi”.

Tag: cattiva condotta scientifica / frodi scientifiche / manipolazioni immagini / orazio schillaci /

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