Le biotecnologie vanno spiegate “bene”: l’impegno del mondo medico

promuovere la ricerca
Pubblicato il: 29 Settembre 2016|

La migliorata accessibilità alle biotecnologie impone al mondo medico scientifico un maggiore e più efficace confronto con cittadini e pazienti, soprattutto per spiegare  – senza fraintendimenti – quali obiettivi terapeutici sono stati o possono essere realisticamente raggiunti. Se ne parla oggi a Pavia – in occasione dell’European Biotech Week – in un evento dedicato ai nuovi traguardi nel campo delle malattie rare e genetiche e al ruolo svolto dalla comunicazione nel documentare e raccontare l’innovazione scientifica e tecnologica (l’evento è organizzato dall’agenzia Argon Healthcare di Milano). Un esempio di efficacia comunicativa – secondo Massimo Vergnano, amministratore delegato di Argon Healthcare – è lo spot per raccogliere fondi a favore dell’atrofia muscolare spinale che vede protagonisti Checco Zalone e il piccolo Mirko. “Non poteva esserci un momento migliore per la programmazione dello spot. Zalone nel racconto del suo incontro con Mirko e la richiesta al pubblico di donare per la ricerca, usa non solo la chiave dell’ironia ma anche quella della ‘scorrettezza’ allontanandosi da ogni stereotipo di compassione e risultando alla fine non solo accettabile ma addirittura poetico. Un progetto coraggioso, un esempio di come in un ambito come quello delle biotecnologie e in un contesto come quello delle malattie genetiche e rare anche la comunicazione si può e deve evolvere rapidamente adattandosi ai nuovi canali, alle nuove esigenze, ai nuovi target, alle nuove sfide. La comunicazione dell’innovazione non è, infatti, separabile dall’innovazione stessa”.
Spiega Bruno Dallapiccola, ordinario di Genetica medica e direttore scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: “Siamo consci della responsabilità di mantenere un continuo dialogo con l’opinione pubblica sulle potenzialità e le promesse della rivoluzione in atto, non derogando mai al principio dell’obiettività e dell’onestà intellettuale, che ottimizza le ricadute traslazionali del progresso scientifico, governa le facili illusioni ed erge una barriera nei confronti della pubblicità ingannevole. Siamo testimoni privilegiati di un’epoca di forte accelerazione scientifica nella quale il progresso biotecnologico ridisegna il futuro nostro e dei nostri figli”.
Aggiunge Silvia Priori, direttore scientifico della Fondazione Salvatore Maugeri e ordinario di Cardiologia molecolare all’Università di Pavia. “Le nuove biotecnologie sono state rapidamente incorporate nella pratica clinica per migliorare il processo diagnostico, ottimizzare la predizione della prognosi e introdurre cure innovative. Una vera e propria rivoluzione culturale che insieme all’entusiasmo fa sorgere importanti quesiti etici, dubbi di sostenibilità economica e problemi di comunicazione al pubblico. La sfida che il mondo scientifico deve affrontare è quella di essere parte attiva nel garantire l’informazione obiettiva, trasparente e responsabile circa la applicabilità clinica delle nuove metodologie”.
Chiarisce Paola Kruger, paziente esperto EUPATI di Accademia dei Pazienti: “Anche i pazienti possono avere un ruolo chiave nel percorso legato alla ricerca clinica, è però necessaria un’adeguata formazione, poiché comprendere il percorso di ricerca e sviluppo dei farmaci permette di esprimere le necessità legate alla propria patologia e di identificare le aree in cui i pazienti possono dare un contributo attivo”.

Tag: biotecnologie / Centro nazionale malattie rare / Eupati / European Biotech Week / Fondazione Maugeri / malattie genetiche / ospedale bambino gesù / Paola Kruger /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE