Leucemia linfoblastica acuta: un nuovo marcatore di rischio (la Mdr) orienta il trattamento dei bambini

leucemia linfoblastica acuta mar bambini trattamenti
Pubblicato il: 24 Novembre 2022|

La malattia residua minima (Minimal residual disease, Mrd), cioè il monitoraggio delle cellule leucemiche che possono sopravvivere nell’organismo dopo il trattamento antitumorale, può essere un utile marcatore per distinguere tra due diversi sottotipi di leucemia linfoblastica acuta (All) in età pediatrica, caratterizzati dalla stessa alterazione genetica, il gene di fusione Bcr::Abl1. Lo rivela uno studio multicentrico internazionale, cui ha partecipato la Fondazione Tettamanti in collaborazione con team tedeschi e della Repubblica Ceca, che in breve permette di capire se un bambino affetto da leucemia linfoblastica acuta con gene di fusione Bcr::Abl1 manifesta la forma Ph+ All “tipica” oppure una forma più simile alla leucemia mielode cronica (Cml), per questo detta Ph+ All “Cml-like”. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Leukemia del gruppo Springer Nature,

Orientare il trattamento

I criteri diagnostici convenzionali, utilizzati finora, non consentono di effettuare una distinzione tra Ph+ All “tipica” e “Cml-like”. E non è una distinzione da poco. Disporre un marcatore come la malattia residua minima per distinguere le due forme fin dalle prime fasi della terapia permette infatti di orientare meglio il trattamento antileucemico successivo, ottimizzando gli esiti clinici.

Infatti, benché entrambe le forme di All siano caratterizzate dalla presenza del gene di fusione Bcr::Abl1 nel Dna delle cellule tumorali e da tassi di sopravvivenza dei pazienti globalmente paragonabili (circa 75% a cinque anni), la Ph+ All “tipica” e la Ph+ All “CML-like” non sono la stessa malattia, prevedono terapie differenti e rispondono diversamente ai trattamenti in uso, con tassi di ricaduta variabili nei due casi.

Aumentare l’efficacia, ridurre la tossicità

Giovanni Cazzaniga, responsabile dell’unità di ricerca di Genetica della leucemia della Fondazione Tettamanti e professore associato di genetica medica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca commenta: “Nei bambini affetti da Ph+ All ‘tipica’, la malattia residua minima valutata dopo il primo ciclo di trattamento ha anche un valore prognostico, perché ci permette di prevedere quali pazienti avranno maggiori probabilità di andare incontro a una recidiva di malattia e pertanto necessitano di terapie più ‘aggressive’. Al contrario, i bambini con la forma ‘Cml-like’ sono maggiormente danneggiati dalla tossicità di trattamenti intensivi e potrebbero beneficiare di terapie mirate. Questa informazione è pertanto cruciale per indirizzare opportunamente le scelte cliniche, nell’ottica di minimizzare il rischio di ricadute e di limitare la tossicità, ove non giustificata”.

Calibrare il trattamento

Un importante aspetto da considerare è che i bambini affetti da Ph+ All “tipica” vanno più spesso incontro a recidive di malattia, che sono la prima causa di morte in questa casistica. Viceversa, i pazienti con Ph+ All “Cml-like” ricadono meno, ma sono maggiormente danneggiati dalla tossicità di trattamenti intensivi.  “Riuscire a capire di quale tipo di All soffre il bambino fin dalle prime settimane di terapia, in funzione della riduzione della malattia residua minima permette di calibrare il trattamento da somministrare nel periodo successivo in funzione del rischio di ricadute e di limitare la tossicità, ove non giustificata” prosegue Cazzaniga.

I partner della ricerca

Allo studio hanno partecipato Michela Bardini, ricercatrice post-doc della Fondazione Tettamanti e Giovanni Cazzaniga in qualità di co-responsabile della ricerca. È stato realizzato grazie al supporto dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) e del Comitato Maria Letizia Verga, oltre a grants della Charles University e del Consiglio per la Ricerca Sanitaria Ceca, a fondi del ministero della Salute della Repubblica Ceca, della Fondazione Deutsche Krebshilfe e dell’Unione Europea nel contesto di Next Generation Eu.

 

Tag: Airc / andrea biondi / associazione italiana per la ricerca sul cancro / comitato maria letizia verga / Fondazione Tettamanti di Monza / giovanni cazzaniga / leucemia linfoblastica acuta / malattia residua minima / mdr / Michela Bardini / Next Generation EU / Ph+ All “Cml-like” / Ph+ All “tipica” /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE

Pazienti e scelte sanitarie: ancora non c’è la bussola

Prosegue la contesa su rappresentatività, diritti, competenze: lo scorso 19 ottobre il Tar Toscana ha bocciato un ricorso presentato da circa quindici associazioni contro la delibera 702 che include i pazienti esperti nei processi di acquisto dei dispositivi medici. E il recente atto di indirizzo ministeriale sembra appena un primo passo verso il coinvolgimento dei cittadini

Remedi4all: l’Europa scommette sul valore del repurposing

Il progetto Ue sul riposizionamento di farmaci già esistenti per altre indicazioni terapeutiche prevede il coinvolgimento di 24 istituti europei, coordinati da Eatris e un finanziamento di 23 milioni di euro attraverso il programma Horizon Europe

RUBRICHE
FORMAZIONE