Possibile stop alla malaria grazie a un microbo

Pubblicato il: 5 Maggio 2020|

Mentre il mondo è impegnato a lottare contro una terribile malattia (Covid-19), buone notizie arrivano dal fronte di un’altra non meno pericolosa malattia: la malaria. Ancora endemica in numerosi Paesi del terzo mondo (soprattutto in Africa), ogni anno uccide circa 400mila persone in tutto il mondo, di cui moltissimi bambini con meno di 5 anni. A bloccarla potrebbe essere non un farmaco, ma un microbo, il microsporidia MB, scoperto studiando le zanzare sulle rive del lago Vittoria, da un gruppo di ricercatori dell’International Centre of Insect Physiology and Ecology (Icipe) di Nairobi, in Kenya.

Un enorme potenziale

Il microsporidia, vive nell’intestino e nei genitali degli insetti e dai dati raccolti finora sembra che infetti le zanzare Anopheles arabiensis, rendendole non più ospitali per il Plasmodium falciparum della malaria. I test condotti dallo stesso gruppo di ricerca e il RC-University of Glasgow Centre for Virus Research nel Regno Unito, pubblicati su Nature Communications, confermano che il microbo protegge le zanzare. “La scoperta ha un enorme potenziale per controllare la malattia. I dati finora suggeriscono che il microbo blocca al 100% la malaria”, ha riferito alla Bbc Jeremy Herren, dell’Icipe, che ha aggiunto: “Sarà una vera sorpresa. Penso che le persone capiranno che si tratta di un grande passo avanti”.

Meccanismo da chiarire

Le microsporidie sono funghi, o almeno sono strettamente correlati a questo Regno, e la maggior parte sono parassiti. Questa nuova specie in particolare sembra essere positiva per le zanzare anofele ed è stata trovata naturalmente in circa il 5% degli insetti studiati. Inoltre le loro infezioni sembrano durare per tutta la vita. Il meccanismo con cui riesce a proteggere le zanzare dal plasmodium della malaria non è ancora chiaro, ma si pensa che possa attivare il sistema immunitario dell’insetto, che così risulta maggiormente in grado di combattere le infezioni. Oppure la presenza del microbo potrebbe avere un profondo effetto sul metabolismo della zanzara, rendendola inospitale per il parassita della malaria.

Strategie

Poiché la malaria si diffonde attraverso la puntura di zanzare infette, proteggendole l’insetto si blocca anche la diffusione della malattia. Per fermare la diffusione del Plasmodium della malaria però, almeno il 40% delle zanzare in una regione deve essere infettato dai microsporidi. I ricercatori ora stanno valutando la strategia da seguire: se rilasciare zanzare infettate dal microsporidia in natura o utilizzare spore per sopprimere la malattia.  I microsporidi formano infatti spore che potrebbero essere rilasciate in massa per infettare le zanzare. Oppure le zanzare maschi (che non mordono) potrebbero essere infettate in laboratorio e rilasciate in natura per infettare le femmine quando si accoppiano in modo da diffondere il microbo.

La tecnica del “batterio diverso”

Il concetto di controllo della malattia mediante microbi – anche chiamata “tecnica del batterio diverso” –è già stato testata con un altro tipo di microrganismo, un batterio chiamato Wolbachia, che rende più difficile per le zanzare tigre diffondere la febbre dengue.  Questi approcci inoltre hanno il vantaggio di non essere invasivi, perché il microbo si trova già tra le zanzare selvatiche e non viene introdotto niente di nuovo. Inoltre non è prevista la soppressione delle zanzare, senza impatto sugli ecosistemi. I prossimi test in Kenya serviranno per capire come si diffonde il microbo.

Tag: malaria / zanzare /

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