Ricerca scientifica, il fondo Sofinnova-Telethon investe sei milioni di euro in tre startup italiane

Pubblicato il: 30 Giugno 2021|

Sei milioni di euro. È quanto ha investito complessivamente Sofinnova Partners, fondo di venture capital europeo attivo nel campo delle scienze della vita, attraverso il fondo Sofinnova Telethon, nelle startup italiane AAVantgarde Bio, Alia Therapeutics e Borea Therapeutics. Le tre società stanno sviluppando nuove terapie per le malattie genetiche rare.

AAVantgarde Bio

Si tratta di una startup attiva nel campo delle terapie geniche per le malattie ereditarie della retina. Il fondatore è Alberto Auricchio. La tecnologia dell’azienda si fonda sull’esistenza di piattaforme basate su Aav, o virus adeno-associati, che sono la principale tecnologia di vettori virali utilizzata nell’applicazione di terapie geniche. Le già esistenti piattaforme basate su Aav hanno capacità limitata e AAVantgarde Bio risponde a questa sfida permettendo il trasferimento di grandi geni a tessuti e cellule in vivo. La società è uno spin-off di Tigem, un istituto internazionale di ricerca con sede a Napoli, di proprietà e gestito da Fondazione Telethon.

Alia Therapeutics

Sviluppa una medicina di nuova generazione basata sul Crisp, per un approccio più mirato e sicuro per la manipolazione genica in-vivo finalizzato al trattamento della degenerazione della retina. Alia è uno spin-off dell’Università di Trento ed è stata accelerata da BiovelocITA, acceleratore italiano dedicato al biotech, co-fondato nel 2015 da Sofinnova Partners e due imprenditori, Silvano Spinelli e Gabriella Camboni, è la seconda società che emerge dall’acceleratore, seguendo il caso di Enthera Pharmaceuticals, altra startup italiana parte del portfolio di Sofinnova. Al finanziamento di Alia Therapeutics hanno partecipato, oltre a BiovelocITA e al fondo Indaco, anche un gruppo di investitori italiani capitanati da Banor Sim e Banca Profilo.

Borea Therapeutics

Sta sviluppando una nuova generazione di vettori virali che permetteranno di mirare tessuti e cellule specifiche del paziente. Potenzialmente con questa tecnologia innovativa i vettori virali   potrebbero raggiungere in modo selettivo aree come il sistema nervoso centrale (Cns) e il sistema nervoso periferico (Pns), aprendo così la porta a nuove opzioni terapeutiche. Borea Therapeutics è stata co-fondata da Paul Heppenstall e dall’European molecular biology lab (Embl), un’organizzazione di ricerca intergovernativa con sei siti di ricerca in tutta Europa, compreso uno a Roma. Le attività di ricerca della società sono svolte in collaborazione con la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa), un centro scientifico di eccellenza a Trieste.

A supporto della ricerca scientifica italiana

Secondo Graziano Seghezzi, managing partner di Sofinnova Partners, “questi investimenti segnano un passo importante nella nostra missione per il supporto dell’eccellente ricerca scientifica delle università e dei centri di ricerca italiani. Sottolineano anche l’eccezionale flusso di nuove opportunità di investimento nella biotecnologia italiana e l’importante ruolo che il Venture Capital assume nel permettere alle terapie innovative di raggiungere i pazienti che soffrono di malattie genetiche rare, le quali al giorno d’oggi hanno poche opportunità di terapia”.

Tag: biotech / malattie genetiche rare / ricerca scientifica / Sofinnova Partners / startup /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
organi su chip medicina personalizzata

Organi su chip: la medicina personalizzata si può fare anche così

Una tecnologia che potrebbe far risparmiare fino a cinque anni di tempo e fino al 20% del costo totale di sviluppo di un farmaco (in miliardi di euro) più solide conoscenze su cui basare le delicate fasi iniziali della sperimentazione e al contempo essere strumento per una medicina sempre più personalizzata

RUBRICHE
FORMAZIONE