Rinosinusite cronica con poliposi nasale, cambia il paradigma di cura grazie ad approccio multidisciplinare e nuove terapie personalizzate

rinosinusite cronica con poliposi nasale
Pubblicato il: 21 Novembre 2022|

È una vera e propria rivoluzione quella che sta stravolgendo la presa in carico e la gestione delle persone con rinosinusite cronica con poliposi nasale (CRSwNP), una patologia infiammatoria del naso e dei seni paranasali scatenata da mediatori come le IgE e gli eosinofili spesso accompagnata da comorbidità importanti, come asma e atopia. Sono diverse infatti le novità che stanno cambiando il paradigma di cura. A raccontare il nuovo scenario sono gli esperti afferenti alle tre discipline mediche attivamente coinvolte nella gestione del paziente con CRSwNP. Questo pool di esperti ha lavorato al progetto supportato da Novartis “Gestione multidisciplinare del paziente affetto da rinosinusite cronica con poliposi nasale. La pratica clinica nel contesto delle realtà sanitarie regionali”.

I lavori hanno previsto il coinvolgimento di otorini, allergologi, pneumologi e payer, in una discussione sul tema della gestione della rinosinusite cronica con poliposi nasale e sui bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti affetti da questa patologia, e si è sviluppato in quattro incontri macroregionali virtuali svoltisi tra giugno e luglio 2022. Grazie al contributo di tre specialisti rappresentanti il gruppo di lavoro, gli output sono riportati in parte in questa intervista e, saranno ripresi più nel dettaglio in una expert opinion di futura pubblicazione a cura dell’intero gruppo*.

Un gruppo di pazienti eterogeneo

“Il gruppo dei pazienti affetti da poliposi nasale è molto eterogeneo perché alcuni hanno una malattia molto lieve, ben controllabile con le terapie locali, mentre altri nonostante le terapie locali, i trattamenti sistemici per lo più a base di corticosteroidi e il ricorso alla chirurgia, non riescono ad avere una soddisfacente qualità della vita” riferisce Veronica Seccia, otorinolaringoiatra presso l’Ospedale Cisanello di Pisa, illustrando la malattia e i bisogni insoddisfatti di chi ne soffre. “L’impatto della poliposi nasale è importantissimo – continua – perché i pazienti si trovano in uno stato cronico di congestione, associato ad anosmia e spesso secrezione nasale anteriore o posteriore”.

Terapie personalizzate e multidisciplinarietà

La poliposi nasale è complicata oltre che dalle comorbidità, anche dai meccanismi infiammatori sottostanti alla malattia. Per questo, essendo finalmente disponibili terapie estremamente selettive, è importante individuare il target più opportuno nell’ambito di questa cascata infiammatoria associata alle manifestazioni nasali e extra nasali ove presenti”, spiega Marco Caminati, allergologo afferente al Dipartimento di Medicina dell’Università di Verona, sottolineando come il primo passo per una corretta gestione della patologia sia l’adeguata selezione del paziente per fornirgli un trattamento mirato e personalizzato. “Il che richiede una competenza multi specialistica da parte dei clinici che possono individuare i meccanismi trainanti la gravità di una determinata condizione clinica”.

Misurare il misurabile

“Misurare tutto il misurabile” è il motto che dovrebbe guidare oggi la pratica clinica a differenza di quanto avveniva in passato, come riferisce Marco Contoli, pneumologo dell’Università di Ferrara. “Dobbiamo cercare di utilizzare al meglio i nuovi strumenti farmacologici nei pazienti idonei” continua. “Per farlo dobbiamo valutare parametri come i biomarcatori, ma anche gli outcome clinici del paziente. Non dobbiamo attenerci solo a outcome brevi, rilevanti per i clinici, ma anche a outcome nel lungo periodo importanti per il paziente. Al di là degli studi randomizzati controllati, registrativi, servono quindi studi di real life che possono dare informazioni importanti aggiuntive sull’efficacia del farmaco nel lungo periodo”.

Rivoluzionare la gestione della CRSwNP

Tra i tanti punti toccati dagli esperti, particolare enfasi è stata data alla costruzione del network tra specialisti che sempre più deve coinvolgere attivamente il paziente, ma anche i decisori e le istituzioni. I primi perché di fronte alle differenti alternative terapeutiche oggi disponibili sono coinvolti attivamente nella scelta della strategia più idonea. “La strada intrapresa sarà frutto di una scelta condivisa anche grazie all’empowerment del paziente, per scegliere un trattamento che noi clinici chiamiamo ‘tailored’ cioè ritagliato sulle caratteristiche della persona” precisa Seccia.

Decisori e istituzioni invece perché devono essere a conoscenza del valore aggiunto che le terapie più innovative portano con sé e perché devono favorire “quel modello di valutazione integrata essenziale nella presa in carico del paziente affetto da rinosinusite cronica con poliposi nasale” precisa Caminati.

In definitiva, ricorda Contoli, “anche in ambito otorinolaringoiatrico si sta verificando la stessa rivoluzione che oltre una decina di anni fa è avvenuta in ambito respiratorio-asmologico, con l’introduzione dei primi biologici anti IgE”. Questa terapia è infatti da oggi a disposizione anche per i pazienti affetti da CRSwNP, garantendo una nuova opportunità di trattamento personalizzato.

*Hanno partecipato come advisor dello study group: Diego Bagnasco, Elona Begvarfaj, Maria Beatrice Bilò, Luisa Brussino, Francesco Bussu, Marco Caminati, Francesco Berni Canani, Mauro Cancian, Frank Rikki Mauritz Canevari, Paolo Giocondo Castelnuovo, Carlo Cavaliere, Andrea Ciofalo, Caterina Colangelo, Marco Contoli, Alessio De Massimi, Fabiano Di Marco, Stefania Gallo, Alessia Gatta, Massimiliano Garzaro, Enrico Heffler, Fabio Lena, Daniela Lucidi, Gian Luigi Marseglia, Simonetta Masieri, Andrea Matucci, Francesco Menzella, Giancarlo Ottaviano, Giorgio Piacentini, Pietro Pirina, Fabio Luigi Massimo Ricciardolo, Oliviero Rossi, Veronica Seccia, Andrea Vianello e Danilo Raffaele Villalta.

Tag: crswnp / gestione multidisciplinare / novartis / ospedale cisanello di pisa / poliposi nasale / Rinosinusite cronica con poliposi nasale / Università di Ferrara / Università di Verona /

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